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Aiuti dall’Europa: spunta la soluzione del debito perpetuo

21 Aprile 2020
Aiuti dall’Europa: spunta la soluzione del debito perpetuo

Titoli di debito emessi in favore dei Paesi più colpiti con scadenza illimitata e a tasso di interesse zero: la proposta spagnola che acquista consensi anche in Italia.

Per uscire dall’impasse dei negoziati tra Mes, Eurobond e altri strumenti finanziari in cui sembra essersi cacciata l’Unione Europea dopo il nulla di fatto dell’Eurogruppo e in vista delle prossime decisioni che dovrà assumere giovedì il Consiglio Europeo nella riunione di tutti i capi di Stato e di Governo dei Paesi membri, spunta la soluzione del debito perpetuo.

La propone la Spagna per bocca del premier Sanchez, che lancia l’idea di un piano di trasferimenti quasi a fondo perduto in favore degli Stati maggiormente in difficoltà per l’emergenza Coronavirus, tra cui l’Italia. Il “colpo di genio” consiste nel fatto che debito perpetuo significa titoli di debito emessi come i Coronabond, Eurobond o Recovery Bond, ma a differenza di questi, senza scadenza e senza interessi.

In pratica, saranno rimborsati da chi potrà e quando questo sarà possibile, cioè una volta che la ripresa si sarà consolidata e sarà stata definitivamente superata l’attuale fase di crisi economica.

Il vantaggio è evidente anche rispetto al Mes, del quale ancora oggi non sono chiari i “condizionamenti“, cioè i vincoli al prestito (l’Eurogruppo vuole vincolarli alle sole spese sanitarie, alcuni Stati premono per un allargamento anche ad altri settori) e, soprattutto, i tempi di restituzione: se fossero troppo brevi – c’è chi propone appena due anni – c’è il rischio di “lacrime e sangue” a causa del probabile arrivo della Troika che imporrebbe il rispetto di rigidi parametri di deficit e debito pubblico per rientrare nei rimborsi stabiliti, come è accaduto alla Grecia.

Secondo il viceministro dell’Economia e Finanze, la pentastellata Laura Castelli, ”la proposta della Spagna, relativa alla creazione di ”debito perpetuo” potrebbe rappresentare una soluzione molto interessante. I nuovi titoli ”perpetui” sarebbero infatti titoli di debito emessi durante l’emergenza senza scadenza e a tasso zero e questo comporterebbe molti vantaggi per l’Italia.

La convenienza emerge, secondo Castelli (che ha postato una videointervista sull’argomento su SkyTg24, riportata dall’Adnkronos), considerando che “le strategie per combattere il Coronavirus ci porteranno ad un inevitabile calo del nostro Pil e quindi ad un aumento del rapporto debito pubblico-Pil. Abbiamo già sperimentato sulla nostra pelle che soluzioni adottate in passato, fatte di tagli alla spesa pubblica e soffocamento della domanda interna, non solo non hanno risolto il problema ma hanno anche avuto effetti negativi sull’economia reale e di conseguenza sulla vita dei cittadini”.

Perciò, prosegue la viceministra, “la creazione di questi nuovi strumenti permetterebbe agli Stati di ottenere le risorse necessarie per attuare una seria politica espansiva. Tra l’altro non ci sarebbero sostanziali differenze all’interno del bilancio della Bce, nessuno Stato pagherebbe per altri e tutti, anche i Paesi più virtuosi, ne trarrebbero beneficio”, continua Castelli, illustrando come le risorse ottenute in questo modo andrebbero a finanziare programmi di investimento, ricerca, sviluppo e per la ricostruzione del tessuto economico dei vari Paesi dell’Eurozona, tra cui il nostro.

“Abbiamo bisogno – conclude- di soluzioni nuove per affrontare questa delicata fase. Gli strumenti ordinari, da soli, non bastano. Ne siamo convinti e ci spendiamo quotidianamente affinché questa sia la linea che accompagni la ripartenza”. Un’apertura a questa possibilità è arrivata oggi anche dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha illustrato in Senato gli scenari tra Mes e Recovery Bond in vista del summit europeo in programma dopodomani ed ha accennato proprio alla Spagna ed alla “sfida ambiziosa” lanciata insieme all’Italia e altri otto Paesi all’Europa, “invitandola a introdurre nuovi strumenti per affrontare e superare al più presto questa crisi”.



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