Diritto e Fisco | Articoli

Revoca della patente: che fare?

18 Luglio 2020 | Autore:
Revoca della patente: che fare?

Patente revocata: come fare per riaverla? Come fare ricorso contro la revoca della patente? Come annullare il provvedimento di revoca e ottenere il risarcimento?

In caso di infrazione stradale, esistono sanzioni peggiori di una multa salata? Ebbene sì: nelle circostanze più gravi, la legge prevede la revoca della patente. Si tratta di una sanzione accessoria che consegue nelle ipotesi più serie di violazione al codice della strada. Ma non solo: la revoca della patente può conseguire anche nei casi in cui non sia abbiano più i requisiti psicofisici per poter ottenere il rinnovo del titolo di guida. Pensa alla persona particolarmente anziana oppure e quella che, a causa di una patologia o di un incidente, non sia fisicamente in grado di guidare in sicurezza. Con questo articolo non ci soffermeremo tanto sulle cause di revoca, quanto piuttosto su cosa fare dopo che la patente è stata revocata.

La patente revocata può infatti essere un bel problema per chi ha bisogno di spostarsi con il proprio mezzo di trasporto: pensa a chi lavora fuori sede oppure a chi, per necessità, debba fare la spola tra la propria abitazione e quella dei genitori anziani. Come ottenere nuovamente la patente revocata? È possibile fare ricorso contro il provvedimento di revoca? Si può ottenere il risarcimento dei danni? Se hai dieci minuti di tempo e vuoi saperne di più su questo argomento, prosegui nella lettura.

Patente: quando viene revocata?

La patente viene revocata solamente in particolari casi, e cioè:

  • per gravi infrazioni al codice della strada, tipo la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, l’omicidio stradale colposo, la guida con patente già sospesa o ritirata; ecc.;
  • per la perdita dei requisiti psicofisici che consentono di poter guidare un veicolo;
  • in alcuni casi di recidiva, cioè di ripetuta violazione della stessa norma del codice della strada (ad esempio, superamento di oltre 60 km/h dei limiti di velocità in un biennio);
  • quando il conducente abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero;
  • quando il titolare sia dichiarato socialmente pericoloso (delinquenti abituali, professionali o per tendenza; persone sottoposte a misure di sicurezza personali o misure di prevenzione; persone condannate a pena detentiva non inferiore a 3 anni, quando si ritiene che l’utilizzo del documento di guida possa rendere più agevole commettere reati della stessa natura).

Guida con patente revocata: cosa succede?

Per tutto il periodo in cui la patente risulta ritirata, sospesa o revocata, il conducente non può mettersi alla guida di alcun mezzo.

Se lo fa, la legge prevede che possa essere punito con un’ammenda del valore compreso tra 2.257 e 9.032 euro; nei casi di recidiva nel biennio, può subire la pena dell’arresto fino un anno.

Revoca della patente: chi decide?

La revoca della patente è disposta dal prefetto oppure dalla motorizzazione, a seconda dei motivi della revoca: ad esempio, la revoca seguente alla commissione di un reato sarà disposta dalla prefettura, mentre quella derivante dalla inidoneità psicofisica dalla motorizzazione.

Per la precisione, il codice della strada [1] il provvedimento di revoca è emesso dal competente ufficio del dipartimento per i trasporti terrestri (cioè, dalla motorizzazione), nei seguenti casi:

  1. quando il titolare non sia in possesso, con carattere permanente, dei requisiti fisici e psichici prescritti;
  2. quando il titolare, sottoposto alla revisione della patente, risulti non più idoneo;
  3. quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero [2].

Nei casi di infrazioni al codice della strada, la patente è invece revocata dal prefetto. Nello specifico, nell’ipotesi che la revoca della patente costituisca sanzione accessoria, l’organo, l’ufficio o comando, che accerta l’esistenza di una delle condizioni per le quali la legge la prevede, entro i cinque giorni successivi, ne dà comunicazione al prefetto del luogo della commessa violazione.

Il prefetto, previo accertamento delle condizioni predette, emette l’ordinanza di revoca e consegna immediata della patente alla prefettura, anche tramite l’organo di polizia incaricato dell’esecuzione. Dell’ordinanza si dà comunicazione al competente ufficio del dipartimento per i trasporti terrestri.

Come ottenere la patente dopo la revoca?

È possibile ottenere nuovamente la patente dopo che essa è stata revocata? Dipende dai motivi della revoca: ad esempio, la revoca della patente a causa della perdita permanente dei requisiti di idoneità psicofisici è provvedimento definitivo e irreversibile, nel senso che non si potrà più ottenere la patente di guida.

Al contrario, negli altri casi è in genere possibile conseguire nuovamente la patente di guida. Vediamo come.

Revoca patente: come riaverla?

Come ottenere la patente dopo la revoca? Ad eccezione del caso di perdita permanente dei requisiti psicofisici, nelle altre ipotesi di revoca patente è possibile agire per ottenere nuovamente il documento di guida. Per la precisione:

  • se la perdita dei requisiti psicofisici è temporanea, nel momento in cui l’impedimento che ha determinato la revoca della patente è cessato, l’interessato potrà sottoporsi a una nuova visita psicofisica per ottenere di nuovo il documento di guida di categoria non superiore a quella della patente revocata;
  • nei casi di revoca per violazione al codice della strada, la durata della revoca della patente è di due anni dal momento in cui è diventato definitivo il provvedimento. La durata della revoca è invece di tre anni nei casi in cui la stessa sia stata disposta per guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Dunque, se la patente è stata revocata per motivi psicofisici, è possibile richiederla direttamente alla motorizzazione civile non appena l’interessato sarà tornato in possesso delle piene facoltà che lo rendono idoneo alla guida, previa visita medica.

Questa procedura è immediata, cioè non ci sono limiti temporali da rispettare se non quelli relativi a un eventuale recupero delle condizioni ottimali di salute. Negli altri casi sopra descritti, è necessario attendere dai due ai tre anni prima di poter conseguire nuovamente il documento.

Tuttavia, se si ritiene di essere stati vittime di ingiustizia da parte della pubblica amministrazione, è possibile presentare ricorso per non dover attendere i tempi previsti dal codice della strada.

In altre parole, se si reputa che la revoca sia ingiusta e illegittima, ad esempio perché fondata su un’erronea valutazione dell’autorità, allora si può presentare ricorso contro la decisione, in modo tale da evitare di dover attendere i due o i tre anni previsti dalla legge. Vediamo come fare ricorso contro una revoca illegittima della patente.

Ricorso contro revoca della patente

Ci sono diversi modi per fare ricorso contro la revoca della patente:

  • se la revoca della patente è stata disposta dalla motorizzazione civile, il ricorso va presentato al Ministero dell’interno entro venti giorni dalla sua ricezione. Il Ministero, in collaborazione col Ministero dei trasporti, ha a sua volta sessanta giorni di tempo per valutare il caso e decidere;
  • se la revoca della patente è stata motivata per la perdita dei requisiti psicofisici o come pena accessoria a condanne penali, è possibile presentare ricorso al Giudice di Pace entro trenta giorni dalla ricezione. In tali casi, il prefetto non effettua una valutazione discrezionale, ma revoca la patente al ricorrere di precisi presupposti (ad esempio, la perdita del requisito psico-fisico);
  • se la revoca della patente è avvenuta per motivi di condotta, cioè di infrazioni alle regole del codice della strada, è possibile fare ricorso al Tar entro sessanta giorni. In queste ipotesi, l’amministrazione valuta in maniera discrezionale la gravità dei reati al fine di disporre la revoca della patente

Revoca patente: come annullarla

Ci sono casi in cui è possibile ottenere l’annullamento della revoca della patente. Si tratta di ipotesi elaborate dalla giurisprudenza, riguardanti le ipotesi in cui:

  • il provvedimento di revoca sia stato adottato con eccessivo ritardo. La giurisprudenza ha ritenuto, infatti, che la prefettura deve emettere il provvedimento di revoca entro un termine congruo e proporzionato alla complessità degli accertamenti da svolgere (solitamente non superiore a 90 giorni) [3];
  • il prefetto abbia revocato automaticamente la patente per una condanna penale riportata dal titolare, senza valutare l’entità del reato commesso, il momento in cui è stato commesso e ogni altro elemento utile a dimostrare la pericolosità del titolare della patente nella circolazione stradale [4]. Ad esempio è illegittimo il provvedimento di revoca adottato in seguito a una sentenza di condanna penale in materia di stupefacenti, senza verificare se questo incida sulla pericolosità del titolare nella circolazione stradale;
  • la revoca sia stata disposta per una condanna penale nonostante la pena detentiva fosse stata sostituita con quella del lavoro di pubblica utilità [5];
  • la revoca sia stata disposta per un decreto penale con obbligo di soggiorno e prescrizione di “darsi alla ricerca di un lavoro”, dal momento che privando il titolare dell’autonomia di movimento, si limita la sua possibilità di ricercare un lavoro [6].

Risarcimento per revoca illegittima della patente

Il cittadino che abbia subito una revoca illegittima della patente può ottenere non solo la restituzione della patente, ma anche il risarcimento del danno. A tal fine, però, non è sufficiente dimostrare l’illegittimità del provvedimento di revoca, ma occorre dimostrare di aver effettivamente di aver subito un danno derivante dall’impossibilità di potersi mettere alla guida di un’autovettura.

In particolare, il titolare della patente dovrà dimostrare che l’autorità ha trascurato consapevolmente l’applicazione delle norme o, comunque, è stata negligente e che, in conseguenza di tale comportamento, il titolare ha subito un danno patrimoniale (ad esempio, non ha potuto recarsi al lavoro) o esistenziale (ad esempio, ha perso il lavoro o non ha potuto vedere i familiari distanti).


note

[1] Art. 219 cod. str.

[2] Art. 130 cod. str.

[3] Giudice di Pace di Torino sent. del 20.07.2017 e Giudice di Pace di Bari sent. del 9.12.2014.

[4] T.A.R. Friuli Trieste sez. I sent. n. 181 del 31.05.2018.

[5] Cass. pen. sez. IV sent. n. 48330 del 27.09.2017.

[6] Tribunale di Lecce sez. I sent. del 9.03.2018.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube