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La comunicazione dei dati del conducente dopo la multa

21 Aprile 2020
La comunicazione dei dati del conducente dopo la multa

Multe stradali: come evitare di perdere i punti dalla patente e come si indicano alla polizia i dati dell’effettivo conducente. 

Quando si prende una multa che comporta la decurtazione dei punti dalla patente e il verbale viene spedito a casa del proprietario dell’auto (non gli viene cioè contestato immediatamente), quest’ultimo ha l’obbligo, entro i sessanta giorni successivi, di inviare la comunicazione dei dati del conducente. In parole povere, il titolare del veicolo deve informare l’organo accertatore (di solito, la polizia) se, alla guida del mezzo, c’era lui stesso o un’altra persona e, in questo secondo caso, fornire gli estremi della sua patente oltreché il nome e cognome. 

Si tratta di un obbligo di legge a cui non ci si può sottrarre tutte le volte in cui viene espressamente richiesto nel verbale. È, dunque, a quest’ultimo che il soggetto multato deve fare riferimento per verificare se deve o meno adempiere all’obbligo di eseguire la comunicazione dei dati del conducente dopo la multa. 

In questa breve guida proveremo a fornire alcune indicazioni utili sull’argomento.

Quando si deve effettuare la comunicazione dei dati del conducente?

La regola vuole che tutte le violazioni stradali siano contestate immediatamente dalle autorità. L’agente deve cioè essere presente sul posto in modo da fermare l’automobilista e consentirgli di difendersi subito, evitando così di doverlo fare in un secondo momento innanzi al giudice (con conseguente aggravio di spese). Si pensi, ad esempio, a una persona che passa col rosso solo perché sta trasportando un parente in ospedale per una urgenza.

Quando però la contestazione immediata non è possibile (si pensi alle multe elevate in autostrada, al passaggio col semaforo rosso o in tratti stradali ove l’inseguimento sarebbe pericoloso), la multa viene spedita a casa del titolare dell’auto i cui estremi della targa sono stati acquisiti dalla polizia (di solito con rilevazione fotografica automatizzata come nel caso di autovelox). È ciò che viene detto contestazione differita. 

A questo punto se, oltre alla sanzione pecuniaria, l’infrazione prevede anche la decurtazione dei punti della patente, il verbale contiene un ordine categorico rivolto al proprietario del mezzo: quello di comunicare all’agente accentratore i dati anagrafici e della patente dell’effettivo conducente. Ciò perché, non essendosi potuta verificare l’identità di quest’ultimo al momento della trasgressione (come detto, infatti, la polizia non ha fermato il conducente nell’immediatezza), è necessario punire solo l’effettivo colpevole che potrebbe essere diverso dal proprietario dell’auto.

Che succede se non si invia la comunicazione dei dati del conducente?

Se entro 60 giorni dalla notifica del verbale il proprietario del veicolo non invia la comunicazione dei dati del conducente, pur non subendo la decurtazione dei punti, viene multato una seconda volta. La sanzione va da un minimo di 292 euro a un massimo di 1.168 euro.

Di solito, l’importo applicato è quello minimo, che poi aumenta al massimo se la sanzione non viene pagata nei tempi di legge.

La comunicazione va fatta anche se alla guida era il proprietario dell’auto?

Il proprietario dell’auto è tenuto a fare la comunicazione dei dati del conducente anche se era lui stesso alla guida e anche se ha inteso pagare subito la multa. Infatti, come anticipato, tale adempimento serve solo a identificare correttamente il soggetto in capo al quale decurtare i punti dalla patente. 

Se il proprietario-conducente non fa la comunicazione non subisce la decurtazione dei punti ma paga la seconda multa. 

Dunque, per quest’ultimo si profila una alternativa:

  • o fa la comunicazione e, quindi, perde i punti dalla patente;
  • oppure non la fa e subisce la seconda multa.

Con una recente sentenza [1] il giudice di Pace di S. Giorgio Jonico ha ritenuto di dover cancellare la seconda multa per via dell’ignoranza del titolare dell’auto che, avendo pagato la multa, riteneva di non dover fare anche la comunicazione dei dati del conducente. Si tratta, però, di un orientamento minoritario. La giurisprudenza maggioritaria ritiene, infatti, che la comunicazione vada sempre fatta.

Che succede se il proprietario dell’auto non è in grado di ricordare l’effettivo conducente?

Secondo un recente orientamento della Cassazione, il titolare dell’auto può evitare la seconda multa se non è in grado di ricordare chi fosse alla guida del proprio veicolo. Ma ciò solo a condizione che:

  • invii comunque la comunicazione all’organo accertatore dichiarando di non poter ricordare;
  • i motivi che lo portano a non ricordare l’effettivo conducente devono essere validi (si pensi al caso di chi ha un’auto che divide con cinque familiari);
  • tali motivi devono essere dimostrabili.

Chi fa ricorso contro la multa deve fare la comunicazione dei dati del conducente?

Secondo una Circolare del ministero degli Interni del 29.04.2011, il conducente che presenta ricorso contro la multa non deve fare la comunicazione dei dati del conducente se non in caso di rigetto dell’impugnazione. Invece, la Cassazione è di parere opposto: secondo la Suprema Corte, infatti, la comunicazione va comunque fatta entro 60 giorni dalla notifica del verbale, anche se si intende procedere al ricorso.

Se la multa è illegittima bisogna fare la comunicazione dei dati del conducente?

La multa pervenuta dopo 90 giorni dall’infrazione è illegittima. Solo in questo caso, il proprietario dell’auto non deve fare la comunicazione dei dati del conducente [2]. Invece, in tutti gli altri casi, la comunicazione va comunque eseguita.

Come si fa la comunicazione dei dati del conducente?

La comunicazione va spedita con raccomandata a.r. o portata personalmente presso l’organo accertatore, avendo cura in tale secondo caso di farsi rilasciare una ricevuta per consegna.

Il modello della comunicazione è, di solito, allegato al verbale.

Inoltre, è molto importante allegare alla comunicazione dei dati del conducente la fotocopia della patente (sia nella parte anteriore che in quella posteriore) sottoscritta dal titolare e sulla quale deve essere riportata un dichiarazione di conformità.

Che succede in caso di contestazione dell’effettivo conducente?

Potrebbe succedere che il proprietario dell’auto finisca alla polizia i dati di un automobilista il quale invece, a sua volta, ritenga di non essere stato lui l’effettivo conducente. Come si risolve tale contrasto? Quest’ultimo dovrà fare ricorso contro la multa che riceverà presso la propria residenza. 


note

[1] Gdp San Giorgio Jonico , sent. n. 150/2020.

[2] Cass. ord. n. 26964/2016.


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