Coronavirus: pratiche comunali a rischio paralisi

22 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: pratiche comunali a rischio paralisi

Uffici chiusi, dipendenti in ferie o in smart working: una licenza o un semplice permesso per costruire potrebbero restare a lungo in un cassetto.

L’epidemia di coronavirus rischia di infettare la pubblica amministrazione. Licenze edilizie, autorizzazioni all’apertura di un’attività, domande, nulla osta o permessi di qualsiasi tipo potrebbero restare a lungo in un cassetto per la chiusura di molti uffici pubblici.

Colpa, se si può usare questo termine, dell’articolo del decreto Cura Italia che consente di prorogare o di far slittare fino al 16 maggio i termini per concludere i procedimenti in corso, compresi – appunto – permessi e licenze. Molti dipendenti comunali sono stati messi in ferie oppure lavorano da casa in smart working, il che rallenta l’iter delle procedure. Così, le pratiche comunali sono a rischio paralisi. E non è detto che da quella data in poi sia possibile rispolverarle e portarle a termine in tempi brevi.

In realtà, il provvedimento del Governo non legittima la sospensione dell’attività dell’amministrazione o il rinvio di una pratica che può essere conclusa, specialmente se quest’ultima arriva da una motivata istanza presentata da un cittadino o da un’azienda. Entrambi, cioè il cittadino e l’impresa, temono che lo stop sia molto lungo e che il via libera ad un cantiere per la ristrutturazione di una casa piuttosto che ad un sopralluogo o ad un’attività professionale avvenga non tra qualche settimana ma tra qualche mese. Sarebbe una sorta di freno a mano all’avvio della tanto attesa fase 2 che consentirà di far ripartire il Paese dopo mesi di sosta forzata.

L’Associazione delle società di ingegneria (Oice) ha monitorato la situazione in alcuni Comuni. A Roma, ad esempio, non è possibile avere un permesso di costruire da febbraio, anche quando la conferenza dei servizi ha già dato parere positivo. In altri enti locali, si pone il problema di dover reperire in un archivio momentaneamente non accessibile una pratica che viene ammessa solo in forma cartacea, come può essere nel caso della presentazione della Scia. Oppure la procedura resta bloccata per l’impossibilità di avere in tempi brevi un parere dei vigili del fuoco. Vengono segnalate delle difficoltà anche nelle zone colpite dai terremoti del 2009 e del 2016, dove sono in corso i lavori di ricostruzione.

Ritardi e ostacoli sono stati rilevati anche dall’Autorità anticorruzione che controlla gli appalti pubblici. L’Anac si è rivolta al Governo per sottolineare la necessità «di prevedere, anche in vista della ripresa delle attività produttive, misure ad hoc riferite allo svolgimento delle procedure di gara per l’affidamento di contratti pubblici e all’esecuzione degli stessi, ritenendo che l’applicazione delle disposizioni adottate in generale per i procedimenti amministrativi possa creare rilevanti problemi applicativi al settore dei contratti pubblici». In altre parole: servirebbe rivedere quell’articolo del decreto Cura Italia che potrebbe essere interpretato come un alibi per non fare o per fare con estrema calma.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube