Diritto e Fisco | Articoli

Si può lasciare la casa prima del divorzio?

22 Aprile 2020
Si può lasciare la casa prima del divorzio?

Abbandono del tetto coniugale: quando è reato e quando, invece, è consentito dalla legge.

Tu e tua moglie siete ai ferri corti. Hai intenzione di avviare le pratiche per la separazione e per il successivo divorzio. Nel frattempo, ti chiedi se puoi andar via prima di contattare un avvocato. Rischi qualche denuncia per abbandono del tetto coniugale? Si può lasciare casa prima del divorzio? Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

In questo articolo proveremo a fornirti qualche consiglio pratico per cessare la convivenza con il coniuge senza perciò andare incontro a rischi di carattere penale o civile. 

Quando cessa l’obbligo di convivenza?

Il matrimonio è fondato sulla convivenza. Convivenza che costituisce un vero e proprio dovere per i coniugi i quali vi possono rinunciare solo se sono entrambi d’accordo (si pensi al caso di marito e moglie che lavorano in due città diverse).

La convivenza cessa di diritto non appena la coppia si separa. Difatti, non appena la separazione viene pronunciata dal giudice (in caso di procedura in tribunale) o dall’ufficiale di stato civile (nel caso di procedura in Comune), i coniugi possono iniziare a vivere separatamente senza alcun rischio. 

Nel caso più specifico della separazione in tribunale, il giudice, alla prima udienza, autorizza marito e moglie a interrompere la convivenza. Se, però, la coppia ha avuto dei figli e questi non sono ancora autosufficienti, il tribunale assegna la casa coniugale al genitore presso cui i bambini andranno a vivere, anche se l’immobile è di proprietà dell’altro (e ciò a prescindere dal fatto che la coppia abbia optato per il regime di comunione o separazione dei beni).

Cosa rischia chi va via di casa?

L’abbandono del tetto coniugale è, di norma, un illecito civile ma, in determinate situazioni, può assumere dei risvolti penali.

In generale, chi abbandona il tetto coniugale commette una violazione dei doveri del matrimonio se, da tale comportamento, deriva la crisi della coppia. Ad esempio, il marito che va via «senza una valida ragione», è responsabile per la separazione. Si tratta di una responsabilità di ordine civilistico le cui uniche conseguenze sono:

  • la perdita del diritto all’assegno di mantenimento (se si tratta del coniuge economicamente più debole);
  • la perdita dei diritti sull’eredità dell’ex coniuge.

Questi due effetti scaturiscono dalla cosiddetta dichiarazione di addebito che fa il giudice nel corso della causa di separazione; a tal fine, però, è necessario dimostrare che l’abbandono della casa coniugale è stato l’effettivo motivo della rottura del matrimonio e non è, invece, la reazione a una precedente crisi già in atto.

Mario va via di casa dopo mesi di litigi con la moglie la quale ha già iniziato a dormire in un letto separato e gli ha prospettato la volontà di volersi separare da lui. In questo caso, non c’è abbandono del tetto coniugale visto che il matrimonio era già agli sgoccioli. 

Quando c’è abbandono della casa coniugale?

Affinché si possa parlare di abbandono del tetto coniugale sono necessari due presupposti:

  • chi si allontana deve farlo senza alcuna intenzione di voler più tornare o per un lasso di tempo non ragionevolmente breve: ad esempio, non si considera abbandono del tetto coniugale la partenza per due o tre giorni ai fini di una pausa di riflessione;
  • chi si allontana non deve avere una valida ragione per farlo: non sarebbe, ad esempio, abbandono del tetto coniugale la partenza della moglie che viene vessata e picchiata dal marito.

Abbandono del tetto coniugale: quando è penale?

Il fatto di allontanarsi da casa non esclude, tuttavia, l’obbligo di continuare a pagare gli alimenti al coniuge “abbandonato” se questi non è in grado di procurarseli da solo. In una coppia dove il marito lavora e la moglie no, il primo è tenuto, anche dopo l’allontanamento, a non far mancare nulla all’altro coniuge. Diversamente, l’abbandono del tetto coniugale può implicare una denuncia penale per il reato di «violazione degli obblighi di assistenza familiare». 

Il reato non sussiste, viceversa, se il coniuge abbandonato ha un proprio reddito che gli consente di essere autosufficiente. Resteranno, però, fermi gli effetti civili collegati all’addebito di cui abbiamo parlato sopra.

Ci si può allontanare da casa prima di iniziare la separazione?

Come detto, l’allontanamento da casa può essere, di regola, autorizzato solo dal giudice con l’avvio del procedimento di separazione o è una conseguenza della dichiarazione di separazione da parte dell’ufficiale di Stato civile. 

Ciò, però, non esclude che i coniugi possano autorizzarsi l’un l’altro, con un apposito accordo, a vivere separatamente. Dunque, se c’è il consenso di entrambi – meglio se formalizzato per iscritto – è ben possibile lasciare casa senza rischiare l’addebito. Resterà comunque il dovere di contribuire alle esigenze economiche del coniuge meno abbiente. 

In ogni caso, a prescindere dalla sussistenza di un provvedimento del giudice o di un accordo tra i coniugi, l’allontanamento è sempre ammesso in presenza di una giusta causa. Sono esempi di giusta causa le violenze fisiche o psicologiche subite, il tradimento, il maltrattamento e le vessazioni, ecc.


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube