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Cassa integrazione guadagni straordinaria

22 Aprile 2020
Cassa integrazione guadagni straordinaria

Lo Stato cerca di tutelare l’occupazione in molti modi. Tra questi occorre segnalare la concessione degli ammortizzatori sociali.

L’intervento sociale dello Stato si esprime attraverso una molteplicità di forme. Tra queste troviamo gli ammortizzatori sociali, vale a dire, degli strumenti di sostegno del reddito dei lavoratori coinvolti in periodi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa determinati da eventi transitori o dalla riorganizzazione dell’azienda in cui sono impiegati.

L’obiettivo del nostro ordinamento è quello di tutelare l’occupazione e di evitare le conseguenze sociali legate ad eventuali licenziamenti. Tra i vari strumenti offerti dal legislatore troviamo la cassa integrazione guadagni straordinaria. Infatti, il nostro sistema di ammortizzatori sociali è caratterizzato dalla presenza di diverse tipologie di cassa integrazione che possono essere utilizzate dalle imprese a seconda della gestione previdenziale di riferimento.

Che cosa sono gli ammortizzatori sociali?

L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro [1]. La nostra Repubblica, già a partire dai principi espressi nella Carta Costituzionale, considera il lavoro l’attività umana fondamentale. Da questa impostazione deriva il cosiddetto Stato Sociale, ossia, quell’insieme di misure sociali che vengono adottate dal nostro Stato per trovare un equilibrio tra le libertà economiche e l’iniziativa economica privata, da un lato, e la tutela della dignità umana e della dimensione sociale, dall’altro lato.

La vita di ogni organizzazione imprenditoriale è caratterizzata da periodi variabili come: un repentino crollo della domanda di beni e servizi, la decisione di riorganizzare l’azienda, un’intemperia stagionale, un evento esterno imprevedibile, guerre, calamità naturali, provvedimenti restrittivi delle autorità, etc. In tutti questi casi, l’andamento del business aziendale può subire una rapida diminuzione. L’azienda può, dunque, trovarsi nella necessità di sospendere o ridurre l’attività lavorativa dei propri dipendenti al fine di adeguarla al ridotto fabbisogno di produzione di beni o servizi.

Per evitare che questa esigenza venga soddisfatta tramite il licenziamento del personale, in episodi come questi, lo Stato mette a disposizione delle imprese e dei lavoratori gli ammortizzatori sociali, tra cui vi è la cassa integrazione.

La cassa integrazione consiste in una indennità economica erogata dallo Stato che va ad integrare il reddito perso dai lavoratori a causa della sospensione o della riduzione dell’attività lavorativa.

Cassa integrazione guadagni straordinaria

Nel nostro sistema degli ammortizzatori sociali si prevedono varie tipologie di cassa integrazione alle quali possono accedere solo le aziende che presentano determinate caratteristiche.

La principale distinzione, con riferimento ai tradizionali strumenti di integrazione del reddito, è tra cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo) e cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs).

Per le aziende alle quali non si applicano questi due strumenti di integrazione salariale, la normativa sugli ammortizzatori sociali prevede l’intervento del Fondo di integrazione salariale (Fis) al quale devono assicurarsi tutte le imprese che occupano mediamente più di 5 dipendenti e che non hanno accesso né alla Cigo e né alla Cigs.

In alcuni settori, invece, la tutela del reddito negli eventi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa è assicurata dai Fondi di integrazione salariale bilaterali che sono costituiti direttamente dalle parti sociali.

Cigs: ambito di applicazione

La Cigs si applica alle seguenti imprese [2] che nel semestre precedente la data di presentazione della domanda del trattamento di integrazione salariale hanno occupato in media più di 15 dipendenti, inclusi i dirigenti:

  • imprese industriali;
  • imprese artigiane che procedono alla sospensione dell’attività lavorativa a causa della sospensione o riduzione dell’attività dell’impresa che esercita l’influsso gestionale prevalente;
  • imprese appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione che subiscono la riduzione di attività a causa di difficoltà dell’azienda appaltante che abbiano portato quest’ultima a ricorrere al trattamento ordinario o straordinario di integrazione salariale;
  • imprese appaltatrici di servizi di pulizia che subiscono una riduzione di attività a causa della riduzione delle attività dell’azienda appaltante che abbia portato quest’ultima a ricorrere al trattamento ordinario o straordinario di integrazione salariale;
  • imprese dei settori ausiliari del servizio ferroviario;
  • imprese cooperative di trasformazione di prodotti agricoli;
  • imprese di vigilanza.

La Cigs si applica altresì alle seguenti imprese che hanno occupato, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, mediamente più di 50 dipendenti compresi apprendisti e dirigenti:

  • imprese esercenti attività commerciali;
  • agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici.

La Cigs si applica, indipendentemente dal numero di dipendenti occupati, alle imprese del trasporto aereo e di gestione aeroportuale, ai partiti e movimenti politici e loro rispettive articolazioni e sezioni territoriali.

Cigs: quando è possibile richiederla?

Al fine di accedere al trattamento di integrazione salariale straordinario, l’impresa deve versare in una delle condizioni richieste dalla normativa, ossia, deve ricorrere una delle seguenti causali:

  1. riorganizzazione aziendale;
  2. crisi aziendale, con esclusione della cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa;
  3. contratto di solidarietà.

L’obiettivo degli ammortizzatori sociali è quello di consentire all’impresa di adottare le misure necessarie a superare un momento di difficoltà transitorio e risolvibile e reimpiegare (o almeno tentare di reimpiegare) tutti i lavoratori alla fine del periodo di fruizione del trattamento di integrazione salariale.

Per questo, in caso di riorganizzazione aziendale, unitamente alla domanda di accesso alla Cigs,  deve essere presentato un piano di interventi volto a fronteggiare le inefficienze della gestione che hanno provocato la necessità di ricorrere all’ammortizzatore sociale.

Il piano deve essere finalizzato a un consistente recupero occupazionale.

Nel caso di crisi aziendale, l’impresa deve presentare, insieme alla domanda di accesso alla Cigs, un piano di risanamento volto a fronteggiare gli squilibri di natura produttiva, finanziaria e gestionale e caratterizzato dall’adozione di correttivi e obiettivi raggiungibili per continuare l’attività aziendale, salvaguardando l’occupazione.

La causale contratto di solidarietà, invece, ricorre quando l’azienda stipula con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative un contratto collettivo aziendale che, al fine di evitare il ricorso ai licenziamenti, prevede una riduzione dell’attività di lavoro dei dipendenti.

Cigs: a quali dipendenti si applica?

Possono essere destinatari della Cigs tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, ivi compresi gli apprendisti assunti con contratto di apprendistato professionalizzante, con esclusione dei dirigenti e dei lavoratori a domicilio.

E’, inoltre, richiesto ai lavoratori il possesso di un requisito di anzianità di servizio presso l’unità produttiva di almeno 90 giorni di effettivo lavoro. Il calcolo dei 90 giorni deve essere effettuato alla data di presentazione della domanda di Cigs.

Cigs: quanto spetta?

L’utilizzo della Cigs consente all’impresa di sospendere o ridurre l’attività lavorativa dei dipendenti, eliminando dunque il costo delle ore di lavoro non prestate. Sarà l’Inps ad erogare al lavoratore sospeso o con orario di lavoro ridotto un trattamento di integrazione salariale pari al 80% della retribuzione globale che gli sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate comprese fra le ore zero e il limite dell’orario contrattuale.

Il trattamento viene calcolato tenendo conto dell’orario di ciascuna settimana.

Sono comunque previsti dei massimali mensili, ossia, degli importi massimi erogabili dall’Inps a titolo di trattamento di integrazione salariale.

Per il 2020 l’importo del massimale Cigs è il seguente [3]:

  • 1° massimale: retribuzione lorda mensile fino a € 2.159,48 – indennità mensile lorda € 998,18 – indennità mensile al netto dei contributi sociali (5,84%) € 939,89;
  • 2° massimale: retribuzione lorda mensile superiore a € 2.159,48 – Indennità mensile lorda € 1.199,72 – Indennità mensile al netto dei contributi sociali (5,84%) € 1.129,66.

Cigs: durata massima complessiva

Per ciascuna unità produttiva il trattamento ordinario e straordinario di integrazione salariale non possono superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile.

A questa previsione, tuttavia, deroga la causale contratto di solidarietà. Quando un’impresa richiede la Cigs per il contratto di solidarietà, infatti, la durata massima complessiva diventa di 36 mesi nel quinquennio mobile.

Cigs: la procedura

L’accesso al trattamento straordinario di integrazione salariale prevede il coinvolgimento del sindacato.

L’azienda deve, dapprima, inviare una comunicazione alle rappresentanze sindacali aziendali e alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale indicando:

  • le ragioni che rendono necessario il ricorso alle Cigs;
  • il numero di lavoratori coinvolti;
  • il periodo di fruizione.

I sindacati possono richiedere lo svolgimento di un esame congiunto.

L’esame congiunto si svolgerà presso la regione in caso di Cigs che coinvolge una o più unità produttive ubicate nella medesima regione. Quando, invece, le unità produttive coinvolte nella Cigs si trovano in più di una regione, l’esame congiunto verrà svolto presso la Direzione Rapporti di lavoro del ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Entro 7 giorni dalla fine della procedura di informazione e consultazione sindacale, l’azienda potrà presentare la domanda di Cigs direttamente sul portale Cigsonline nel sito del ministero del Lavoro e delle politiche sociali Cliclavoro.

La Cigs viene concessa con decreto ministeriale. Successivamente si può procedere con la domanda all’Inps alla quale è demandato il compito di provvedere al pagamento della prestazione.

La Cigs viene, generalmente, anticipata dal datore di lavoro e recuperata portandola a conguaglio con i contributi dovuti all’Inps.


note

[1] Art. 1 Cost.

[2] Art. 20 D. Lgs. 148/2015.

[3] Circolare Inps n. 20/2020.


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