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Quanto costa ripristinare un balcone

18 Luglio 2020 | Autore:
Quanto costa ripristinare un balcone

Il balcone fa parte integrante dell’unità immobiliare nel quale si trova e consente al proprietario l’esercizio del diritto di veduta. Tempi, modi e costi degli interventi di rifacimento di un balcone.

Con l’arrivo della bella stagione è piacevole trascorrere un po’ di tempo sui balconi delle nostre abitazioni. Non sempre, però, questo è possibile. I balconi, per le loro caratteristiche peculiari, sono tra i punti più critici di un edificio essendo esposti agli agenti atmosferici (pioggia, vento, alte e basse temperature), che provocano alterazioni dello stato dei materiali costruttivi oltre a danneggiare gravemente la struttura, con il passare del tempo.

I balconi, quindi, possono presentare evidenti segni di degrado quali ad esempio crepe nella pavimentazione, pezzi di intonaco mancante sui parapetti, ruggine sulle ringhiere, ecc. oppure danni dovuti ad errori strutturali e progettuali. A tal proposito, si pensi ad un solaio non adeguato che subisce stress da sovraccarico oppure notevoli sollecitazioni in seguito ad eventi sismici. In tutti questi casi è fondamentale intervenire con dei lavori di rifacimento.

Quanto costa ripristinare un balcone dipende dalla tipologia di intervento da eseguire nonché dallo stato e dalle condizioni in cui si trova. Una semplice tinteggiatura comporta un costo al metro quadro di poco superiore a quella di una parete interna mentre il prezzo sale se c’è bisogno di montare un’impalcatura, potendo superare anche i 50 euro al metro quadrato.

Quando intervenire per il rifacimento di un balcone

Per evitare di sostenere notevoli spese per il rifacimento di un balcone è opportuno intervenire con lavori di manutenzione ordinaria appena si notano i primi segni di usura. Ad esempio, se la vernice inizia a scrostarsi o se si trovano dei ristagni d’acqua dovuti ad avvallamenti della pavimentazione, è verosimile che tali problematiche siano da ricondurre ad infiltrazioni d’acqua.

Le infiltrazioni d’acqua sono fenomeni che non vanno sottovalutati poiché rappresentano la causa principale dei danni più gravi che può subire un balcone. In alcuni casi, per eliminare tali danni è necessario procedere ad un completo ripristino del balcone attraverso il rifacimento della pavimentazione e della guaina sottostante.

Inoltre, va considerato che se il balcone presenta già il distacco dei materiali, bisogna intervenire il prima possibile al fine di evitare che il proprietario possa essere chiamato a rispondere degli eventuali danni arrecati a persone e cose, sia in sede civile sia in sede penale.

Quali sono i lavori di ripristino di un balcone

I lavori di ripristino di un balcone possono essere di diversi tipi:

  • rifacimento della pavimentazione, cioè sostituzione completa delle piastrelle perché usurate o non più idonee. La pavimentazione di un balcone deve essere realizzata utilizzando un materiale con determinate caratteristiche. Più precisamente, deve essere resistente al gelo, poco assorbente, capace di sopportare gli sbalzi di temperatura e antiscivolo;
  • sostituzione della ringhiera, di solito effettuata adoperando ferro verniciato o zincato. E’ possibile utilizzare anche pvc, alluminio o parapetti in vetro;
  • impermeabilizzazione della pavimentazione, necessaria quando si vogliono eliminare dei problemi di infiltrazioni d’acqua. In genere, questa operazione si accompagna alla sostituzione delle piastrelle. Nei casi più gravi, si possono sostituire anche le giunzioni, gli attacchi delle ringhiere, gli scarichi, le canalette, i raccordi;
  • rifacimento dell’intonaco, che, nelle ipotesi di degrado superficiale, si limita al ripristino di un solo strato. Bisogna comunque adoperare un materiale giusto per elementi esterni. L’intonaco è, infatti, la “pelle” dell’edificio e deve essere sempre mantenuto in buona salute per evitare che le infiltrazioni di acqua intacchino gli elementi strutturali e ne compromettano la tenuta. Esistono in commercio diverse soluzioni di intonaco quali ad esempio quello a base di malta idraulica e pozzolana, molto resistente all’acqua e all’umidità, quello a base di cemento e anche quello epossidico che, a differenza dell’intonaco tradizionale, presenta una notevole durabilità;
  • rifacimento dei frontalini, che rappresenta uno dei casi più frequenti di ristrutturazione dei balconi. Spesso, infatti, si assiste al distacco di materiale dai frontalini, i quali, cadendo dall’alto, possono provocare danni anche rilevanti ai passanti. Bisogna, perciò, intervenire montando un’impalcatura e mettendo in protezione i balconi con delle reti per la raccolta dei detriti. Oltre alla rimozione delle parti danneggiate dei frontalini, i lavori prevedono il trattamento dei ferri della struttura e l’applicazione di malta cementizia.

Quanto costa ripristinare un balcone

I costi di ripristino di un balcone variano a seconda se l’intervento coinvolge gli elementi strutturali o se si tratta di un’operazione limitata agli elementi superficiali. E’ ovvio che i prezzi saranno più alti nel primo caso e meno ingenti nella seconda ipotesi.

In generale ristrutturare un balcone costa circa 150 euro al metro quadrato. Questa cifra è riferita ad un rifacimento completo, che comprende lo smantellamento della pavimentazione e del massetto e la nuova posa in opera.

In particolare:

  • la demolizione della pavimentazione e del massetto e la rimozione della guaina vengono a costare da 25 euro a 35 euro al metro quadrato;
  • la realizzazione del nuovo massetto comporta una spesa compresa tra i 25 euro e i 35 euro al metro quadrato;
  • l’applicazione della guaina impermeabilizzante costa 30/35 euro al metro quadrato;
  • la realizzazione della nuova pavimentazione costa da 35 euro a 60 euro al metro quadrato. La differenza di prezzo dipende dalla tipologia di materiale scelto per le piastrelle.

Alle lavorazioni sopra indicate va aggiunto, se necessario, il risanamento strutturale del balcone, il cui costo è di circa 40 euro al metro lineare e/o il rifacimento dei frontalini, la cui spesa si aggira attorno ai 20 euro al metro lineare.

Altri costi da considerare per il ripristino di un balcone sono quelli relativi a:

  • allestimento dei ponteggi, pari a 25 euro al metro quadrato per i primi 30 giorni e 3 euro al metro quadrato per i successivi;
  • trasporto e smaltimento dei materiali di risulta e della guaina, il cui importo varia dai 10 euro ai 30 euro al metro cubo.

Quali autorizzazioni comunali servono per ripristinare un balcone

Le autorizzazioni comunali necessarie per ripristinare un balcone cambiano a seconda del tipo di intervento da realizzare.

Per opere di piccola manutenzione quali verniciatura o sostituzione delle ringhiere, dei marmetti o di alcune piastrelle, non è necessario richiedere il rilascio di alcun permesso. Si tratta, infatti, di attività libere.

Nel caso di lavori di manutenzione straordinaria (ad esempio il rifacimento completo di un balcone) occorre presentare una Cila (Comunicazione di inizio lavori asseverata) all’ufficio tecnico comunale di riferimento mentre per i lavori che interessano parti strutturali, è richiesta la presentazione di una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività).

Sono ammesse agevolazioni fiscali per il ripristino di un balcone?

Per il 2020, il Governo italiano ha prorogato le agevolazioni fiscali già previste per le ristrutturazioni, nelle quali rientrano anche gli interventi di ripristino dei balconi.

Pertanto, si può usufruire di uno sgravio fiscale del 50% delle spese sostenute per il rifacimento del balcone mediante l’utilizzo di nuovi materiali in particolare in caso di sostituzione della pavimentazione o di impermeabilizzazione.

L’importo è detraibile al momento della dichiarazione dei redditi, diviso in 10 rate annuali di pari importo, a partire dall’anno successivo a quello di effettuazione dei lavori.

Il pagamento delle opere deve avvenire mediante bonifico postale o bancario nel quale vanno indicati:

  • la causale del versamento, con riferimento alla specifica norma di legge [1];
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il codice fiscale o il numero di partita Iva del beneficiario del pagamento;
  • il numero e la data della fattura.

E’ comunque consigliato rivolgersi ad un professionista per conoscere quali opere di ripristino possono rientrare nell’agevolazione.


note

[1] Art. 16-bis del DPR n. 917/1986.


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