Cronaca | News

Fase 2: nelle aziende arriverà il Covid manager

22 Aprile 2020
Fase 2: nelle aziende arriverà il Covid manager

Un responsabile sul Coronavirus in ogni fabbrica e stabilimento, per garantire la sicurezza dei lavoratori e il rispetto delle nuove prescrizioni sanitarie.

Covid manager: è una nuova figura direttiva che sta nascendo dall’emergenza Coronavirus, in vista degli accorgimenti da adottare per la ripartenza delle attività produttive.

Sono sempre più numerosi i pareri che richiedono l’introduzione di questa specifica figura nelle aziende in riapertura durante la Fase 2: è necessario un punto di riferimento interno alle fabbriche, impianti e stabilimenti per garantire la sicurezza sanitaria e promuovere le misure precauzionali necessarie per impedire la diffusione del contagio negli ambienti di lavoro.

La Regione Veneto è già partita in questa direzione, per ora con un progetto sperimentale adottato in alcune aziende e che, per come ci illustra l’agenzia stampa Adnkronos, introduce un “manuale di riapertura” per supportare le imprese individuando in ciascuna fabbrica un Covid manager.

L’assessore alla Sanità del Veneto, Manuela Lanzarin, spiega che “è un piano che aggiorneremo in corso d’opera, mano a mano che emergeranno nuove necessità e il progetto sperimentale darà le sue indicazioni. In questo  c’è elasticità, perché una prevenzione sanitaria efficace come quella veneta non sta a guardare, ma monitora giorno per giorno le situazioni e adegua di conseguenza le sue azioni”.

Il manuale del Veneto prevede tre fasi: l’individuazione in ogni azienda di un Covid manager come figura di riferimento dell’intero processo; la definizione di un Piano aziendale dei “rischi Covid“; la definizione e applicazione rigorosa di indicazioni operative da attuare in azienda, che vanno dall’igienizzazione e sanificazione degli ambienti di lavoro alla rilevazione della temperatura corporea di lavoratori, fornitori, visitatori.

Senza dimenticare, ovviamente, l’obbligo di utilizzo di guanti e mascherine, il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro (criterio di distanza “droplet“) non solo nelle postazioni di lavoro ma anche negli ambienti comuni e la rigorosa igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie, per arrivare alla gestione degli eventuali casi di positività al Covid-19.

Un progetto pilota, quello del Veneto, che presto potrebbe essere adottato a livello nazionale. Oggi, il noto epidemiologo Pier Luigi Lopalco, ospite del programma di Rai News Studio 24, ha detto, secondo quanto ci riporta l’Adnkronos: “È molto importante in questo momento che, a livello di ciascuna azienda ci sia un responsabile Covid che scenda sul campo e parli coi dipendenti, che organizzi training per dare istruzioni su come indossare la mascherina e quale sia il valore, che spieghi l’importanza del distanziamento sociale”.

L’esigenza è fondamentale perché – spiega Lopalco – “il problema è che, soprattutto nei posti di lavoro, nel momento in cui si avvia una certa routine automaticamente l’attenzione cala e si tende a comportarsi come in famiglia, non indossando la mascherina. Ad esempio nella pausa sigaretta con il collega, abbasso la mascherina e fumo. Sono dettagli che possono fare la differenza”.

Per questo una figura di riferimento come il Covid manager del Veneto, altrimenti detto responsabile Covid secondo le specificazioni dell’epidemiologo, è imprescindibile per la ripresa delle attività produttive e rientra – insiste Lopalco – in quell’insieme di “iniziative e interventi che alla fine rende possibile ripartire in sicurezza così che non resti uno slogan”. In effetti, le prime anticipazioni delle decisioni del Governo sul rientro il 4 maggio dopo la riunione con la task force chiamata a dare le indicazioni sulla ripartenza sembrano andare in questa direzione, quando puntano l’accento sulla sicurezza dei luoghi e ambienti di lavoro, un tema da sempre all’attenzione dei sindacati.



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