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Coronavirus, cos’è il Covid detector e come può aiutarci

22 Aprile 2020
Coronavirus, cos’è il Covid detector e come può aiutarci

Una startup veneta brevetta un dispositivo che promette la prevenzione in tre mosse. Vediamo come.

Praticamente un factotum. Il Covid detector è l’ultima invenzione per il contrasto al coronavirus. Viene dal Veneto e promette di aiutarci a prevenire la malattia, integrando pulizia e misurazione della temperatura. In che modo? Intanto dobbiamo visualizzarcelo: “Spray for Life“, questo il suo nome di battesimo, è un totem. Una colonnina composta da tre diversi scompartimenti che misura la febbre, disinfetta le mani e perfino i piedi o le suole delle scarpe. Una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos ci informa che il brevetto è datato 7 aprile, ma già tutti lo vogliono: 300 gli ordini arrivati per accaparrarsi il totem della prevenzione.

È pensato per gli uffici, ma anche per le spiagge. Una specie di versione ultramoderna delle colonnine igienizzanti che, in queste settimane, sono comparse all’ingresso di numerosi esercizi pubblici per consentirci la disinfezione delle mani, ma che erano presenti già prima della pandemia di coronavirus, sebbene in quantità minore. L’azienda che l’ha pensato è una startup: si chiama Sunrise ed eseguirà presto un test pilota nella spiaggia di Caorle (Venezia).

Filtro all’ingresso

La colonnina svolge una funzione importante: quella di filtro all’ingresso degli spazi pubblici, attraverso la misurazione della temperatura. In che senso “filtro”? Nel senso che, come spiegato sulla scheda del prodotto, “se questa supera i limiti imposti dall’Organizzazione mondiale della sanità – cioè 37,5 gradi – la persona verrà bloccata con un segnale luminoso e acustico”. Spia di un possibile sintomo della malattia, che fermerà quindi la persona eventualmente contagiata all’ingresso dell’ufficio/stabilimento/esercizio pubblico. “Spray for life” può quindi controllare chi accede agli ambienti. È un lettore del volto a infrarossi che misura la temperatura, anche a un metro di distanza e con scarso margine di errore. Permette anche di verificare se si indossa o meno la mascherina e utilizza il riconoscimento facciale, ispirandosi ad apparecchiature già installate a Wuhan.

Gel per le mani

“Se la temperatura è regolare – spiegano dall’azienda – la persona potrà porre le mani sotto il dispenser che automaticamente erogherà gel sanificante“. Le mani si mettono in un vano che aziona una cellula fotosensibile e fa così scendere il liquido igienizzante. Un sistema no touch proprio per garantire sicurezza, senza dover premere bottoni.

Sanifica piedi e scarpe

“Successivamente, potrà inserire un piede alla volta nel vano indicato e, sempre automaticamente, le calzature saranno nebulizzate con un prodotto sanificante”. Anche questo è un sistema no touch ed è l’asso nella manica del Covid detector: il brevetto di questo dispositivo per piedi e scarpe, spiegano dalla startup “al momento non è presente in nessuno degli strumenti presenti sul mercato”. Questa sua capacità lo rende particolarmente adatto non solo alle spiagge, ma anche, in generale, a luoghi dove si può camminare scalzi, come spogliatoi di palestre e centri fitness, beauty farm, piscine e centri estetici.


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