Tassa patrimoniale: cosa ne pensano gli italiani

22 Aprile 2020
Tassa patrimoniale: cosa ne pensano gli italiani

La maggioranza respinge le varie forme di Covid tax, ma è favorevole a finanziare progetti territoriali per le proprie comunità o ad acquistare titoli di Stato.

La proposta di introdurre una tassa patrimoniale, un’imposta di scopo per prelevare somme dai privati e finanziare la crisi emergenziale Coronavirus per sostenere la ripresa economica, divide non solo le forze politiche ma anche gli italiani.

L’idea è sempre serpeggiante e assume di volta in volta varie denominazioni, dalla forma “hard” di un prelievo forzoso sui conti correnti o di una nuova Covid tax all’ipotesi “soft”, di recente sostenuta nella proposta di iniziativa parlamentare del Pd di introdurre un contributo di solidarietà sui redditi annui superiori a 80mila euro, che però ha perso slancio perché non è stata sostenuta dalla maggioranza.

Finora però nessuno si era preoccupato di sapere cosa ne pensano gli italiani riguardo alla possibilità di introdurre una nuova imposta patrimoniale. A colmare la lacuna arriva un sondaggio condotto dall’Osservatorio Coronavirus nato dalla collaborazione tra Swg e Area Studi Legacoop per testare opinioni e percezioni della popolazione di fronte ai problemi determinati dall’emergenza in corso.

Ecco i risultati dell’indagine, illustrati dall’agenzia stampa Adnkronos: il 63% degli italiani è contrario ad una tassa di scopo, proporzionale rispetto al reddito, a fronte di un 30% che è disposto ad accettarla, mentre il 7% non si pronuncia.

Ma il sondaggio non termina qui perché, oltre alla prima domanda riguardante l’ipotesi di ricorrere ad un’imposizione fiscale ad hoc per finanziare l’emergenza Covid, agli intervistati è stato chiesto anche quali iniziative sarebbero disposti a sostenere personalmente per favorire la ripresa.

A questa domanda il 39% ha risposto di non essere disponibile a sostenere nessuna iniziativa, in quanto il sostegno alla ripresa del Paese è compito dello Stato, mentre il 27% ha espresso la disponibilità a finanziare progetti territoriali finalizzati al sostegno delle famiglie e delle persone in difficoltà (la percentuale sale al 34% nella classe di età dai 18 ai 34 anni)ed il 26% ad acquistare titoli di Stato a lunga scadenza (il valore arriva al 32% tra gli ultra cinquantacinquenni).

“È allo Stato che in questa situazione di difficoltà i cittadini italiani chiedono di fornire le risposte necessarie”, ha commentato Mauro Lusetti, presidente di Legacoop. ”I risultati del nostro sondaggio -sottolinea- mostrano la richiesta di un ruolo attivo del pubblico. Tuttavia, se chiamata in causa per concorrere finanziariamente ad affrontare la crisi, è evidente che la maggior parte dell’opinione pubblica rigetta l’ipotesi di una tassa di scopo“.

Quali conclusioni trarre da queste risposte e orientamenti? Secondo Lusetti, piuttosto che insistere sulla patrimoniale, “occorre far leva sulla generosità e il senso civico degli italiani rispetto alle proprie comunità. In questo senso leggiamo la alta predisposizione dei giovani a finanziare progetti sociali a livello territoriale e un ampio sostegno, in particolare nella fascia più matura, per un ‘prestito nazionale‘ volontario. In entrambe queste direzioni, la cooperazione avanzerà proposte concrete per stimolare i decisori pubblici e per contribuire alla ricostruzione del paese”.



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1 Commento

  1. Le tasse sul patrimonio in effetti sono le più odiose in assoluto essendo del tutto slegate dalla realtà finanziaria delle persone e spesso non sostenibili. Puoi avere dieci case ereditate e non affittabili e una piccola pensione per pagare le patrimoniali. Purtroppo nel nostro paese ci sono già innumerevoli “patrimoniali”. Persino le bollette sono gravate di imposte con filosofia “patrimoniale”, infatti su 100 che si spendono per la materia prima ci sono almeno altri 100 caricati con machiavelliche motivazioni non dimostrate e questo vanifica completamente gli sforzi delle famiglie di “consumare meno per risparmiare”. La verità è che lo Stato consuma troppo per esistere, è una macchina euro “zero” e andrebbe profondamente aggiornata.
    Ci credo che tutti sono contrari alle patrimoniali “di scopo”. Oramai ci si è resi conto che lo scopo è troppo spesso carpito, stravolto. Non ci si fida. La fiducia va recuperata.
    Anche il sondaggio su cui scrivo è distorto, infatti quando le persone affermano che “ci deve pensare lo Stato” non intendono “pagherei più tasse affinché ci pensi lo Stato” ma solo un deludente “non chiedete a me” ma l’articolista fa finta di non capire. Poi occorrerebbe fare una considerazione sul fatto che i bisogni non sono solo soddisfacibili con “denaro”, ma anche con “prestazioni”, quindi le prestazioni possono essere un modo alternativo al denaro per contribuire al benessere del paese. E’ mai possibile che una macchina economica enorme come l’Italia non riesca a risparmiare un Euro all’anno per ridurre il debito e invece possa solo aumentarlo?

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