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Lettera recesso fideiussione banca

12 Settembre 2020 | Autore:
Lettera recesso fideiussione banca

Procedure, norme, responsabilità, sanzioni in materia di finanziamenti personali. Quali sono le conseguenze a cui va incontro il garante? Come è possibile tutelarsi?

Il ricorso al credito bancario è molto frequente nella vita quotidiana di imprese e famiglie. La crisi economica, le necessità impellenti, l’aumento del costo della vita sono soltanto alcuni dei fattori che impongono alle persone di rivolgersi agli istituti di credito.

A causa dell’aumento delle richieste e delle difficoltà dei debitori di mantenere fede ai propri impegni, spesso le banche per concedere un prestito chiedono delle garanzie: ad esempio, per i mutui è prassi consolidata l’ipoteca sull’immobile che si vuole acquistare. In altre ipotesi, soprattutto per i finanziamenti di minore entità, è prevista la sottoscrizione di una polizza assicurativa oppure la prestazione di una fideiussione. In quest’ultimo caso, si fa ricorso alla famosa figura del garante. Ma che cosa succede se la persona che ha aiutato a ottenere un finanziamento cambia idea? Come si scrive una lettera di recesso alla fideiussione di una banca?

Proviamo a fugare ogni dubbio analizzando la normativa vigente in materia.

Che cosa si intende per fideiussione? 

Secondo quanto stabilisce il nostro codice civile, il fideiussore è colui che prende un impegno con il creditore e garantisce l’adempimento di un debito altrui. Facciamo un esempio.

Francesco vuole comprare un’automobile, ma ha un contratto di lavoro a tempo determinato. Ha bisogno di un finanziamento, ma la banca gli nega il credito perché non ha la garanzia di ottenere il pagamento delle rate. Francesco chiede allora aiuto a suo padre Mauro che gli fa da garante e mette a disposizione della banca la sua pensione.

Il fideiussore, quindi, può essere immaginato come la persona che affianca il debitore principale e rafforza la sua posizione. Egli è un soggetto terzo rispetto alla relazione principale (tra creditore ed obbligato), ma protegge entrambe le parti da possibili conseguenze negative. Infatti, il creditore è tutelato da un eventuale inadempimento e il debitore riesce a ottenere il finanziamento. Ne deriva che se quest’ultimo è insolvente, il fideiussore è chiamato a versare la quota residua a favore della banca. Si tratta di una classica responsabilità solidale, ossia reciprocamente vincolante per le parti in causa (debitore e garante).

La garanzia, inoltre, è efficace sia che il debitore ne sia a conoscenza sia che ignori l’intervento del fideiussore. Il legislatore, infatti, riconosce la possibilità di supporto anche se non direttamente richiesta dall’obbligato principale.

Che cos’è la fideiussione bancaria?

Una particolare ipotesi di fideiussione è quella bancaria: essa, nel gergo economico, prende il nome di “omnibus” in quanto garantisce il creditore da ogni tipo di insolvenza del debitore.

Si tratta di una garanzia personale: ciò vuol dire che il fideiussore risponde del debito con tutto il suo patrimonio, presente e futuro. Questi, se viene chiamato ad adempiere all’obbligazione principale (pensa, ad esempio, a Mauro che deve pagare le rate al posto del figlio), ha un diritto di regresso nei confronti del debitore. In altri termini, ha la possibilità di chiedere a quest’ultimo il risarcimento di quanto versato a suo favore.

La garanzia può essere prestata a tempo determinato o a tempo indeterminato, ma in entrambi i casi deve essere ben definita nei suoi termini essenziali. Il fideiussore, infatti, deve essere messo a conoscenza dei suoi diritti, dei suoi doveri, dei costi da sostenere, delle facoltà connesse alla garanzia e delle conseguenze economiche cui può andare incontro.

Nella prassi bancaria, si è sviluppata inoltre una pratica del tutto peculiare. Con il termine fideiussione bancaria si può identificare anche la garanzia che la banca presta a favore del suo correntista per la realizzazione di una o più operazioni economiche (pensa, ad esempio, a colui che deve prendere in locazione un appartamento). In tal caso, l’avallo della banca presuppone un costo per il debitore: egli è tenuto a pagare una percentuale fissa come corrispettivo per il servizio fornito dal proprio istituto di credito.

Come recedere dalla fideiussione?

La differente durata temporale del contratto di fideiussione incide direttamente sulla possibilità di recedere o meno dal contratto. Può capitare, infatti, che il garante nel corso del tempo cambi idea e non voglia più assumersi la responsabilità per un debito che non è suo.

In relazione a tale aspetto, le clausole bancarie di solito distinguono tra:

  • garanzia a tempo determinato: l’accesso al credito è limitato nel tempo e la fideiussione è soggetta a un termine di scadenza. In tal caso, di regola, il fideiussore non può recedere nel corso dell’operazione per la quale ha prestato la garanzia ed è vincolato anche nell’ipotesi di eventuali rinnovi. In quest’ultima ipotesi, la fideiussione non opera se dieci giorni prima della scadenza del termine il garante, con lettera raccomandata alla banca, ha comunicato la sua intenzione di non assumersi la responsabilità dell’obbligazione in caso di eventuali rinnovi;
  • garanzia a tempo indeterminato: se la garanzia rilasciata per l’apertura del credito non è soggetta a un termine di scadenza, il fideiussore ha il diritto di chiedere il recesso dal contratto. In tal caso, deve porre in essere una procedura specifica.

Lettera di recesso dalla fideiussione

Nell’ipotesi di fideiussione a tempo indeterminato, il garante può recedere dal contratto stipulato con la banca dandone comunicazione tempestiva attraverso:

  • raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • telegramma;
  • consegna a mano della lettera allo sportello bancario.

Il recesso, però, non è immediatamente operativo, ma produce i suoi effetti soltanto dieci giorni lavorativi dopo la ricezione della notizia: per tutto questo periodo il garante rimane responsabile delle operazioni poste in essere dal debitore principale.

La lettera da consegnare alla banca deve avere un preciso contenuto, ossia:

  • generalità complete del fideiussore;
  • generalità complete del debitore principale;
  • indicazione dettagliata del rapporto di credito;
  • intenzione di recedere dal contratto;
  • luogo, data e sottoscrizione.

In mancanza di uno di questi elementi la richiesta di recesso potrebbe essere rigettata.



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