Cronaca | News

Uno Stato americano fa causa alla Cina per i danni da Coronavirus

22 Aprile 2020
Uno Stato americano fa causa alla Cina per i danni da Coronavirus

Il procuratore del Missouri accusa la Cina di aver occultato informazioni e chiede un risarcimento per le vittime. Immediata la reazione del governo di Pechino.

Lo Stato americano del Missouri fa causa alla Cina. La clamorosa notizia ci arriva dall’agenzia stampa Adnkronos insieme all’immediata reazione delle autorità di Pechino che definiscono “assurda” l’iniziativa.

Gli Stati Uniti hanno lanciato l’accusa attraverso il procuratore generale del Missouri, Eric Schmitt, che ieri ha formalizzato l’azione giudiziaria contro il governo di Pechino ed anche contro il Partito Comunista Cinese.

L’accusa rivolta alla Cina è quella di aver “occultato informazioni” sul coronavirus provocando così danni ingenti allo Stato americano, per la perdita di vite umane, di cui ora chiede il risarcimento.

Inoltre, secondo il procuratore del Missouri “il governo cinese ha mentito al mondo sui pericoli e sul livello di trasmissibilità del Covid-19, ha messo a tacere chi li denunciava e ha fatto poco per fermare la diffusione della malattia”, perciò ora “deve essere chiamato a rispondere di queste azioni”.

La replica cinese giunge dal portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, e – secondo quanto riporta l’agenzia cinese ripresa dall’Adnkronos – sostiene che le richieste del Missouri secondo cui la Repubblica Popolare dovrebbe essere considerata responsabile per la pandemia sono “infondate e prive di basi legali” e addirittura “calunniose“.

La difesa punta sul fatto che “secondo il principio dell’uguaglianza degli Stati – ha sostenuto Geng in conferenza stampa – le azioni intraprese dalle amministrazioni cinesi a tutti i livelli per quanto riguarda la prevenzione e il controllo dell’epidemia non sono di competenza dei tribunali americani“.

Al contrario, il ministro cinese è tornato a rivendicare il contributo di Pechino nella battaglia a livello globale. “La Cina ha regolarmente notificato agli Usa le informazioni sin dal 3 gennaio – ha affermato – Gli Stati Uniti dovrebbero respingere un simile abuso”.

Secondo i principi del diritto internazionale, l’azione legale avviata dal Missouri sembra destinata a fallire, come scrive Il Sole 24 Ore dopo aver interpellato alcuni esperti in materia. Innanzitutto perché, come afferma Tom Ginsburg, professore di Diritto internazionale all’Università di Chicago, “la dottrina legale dell’immunità sovrana garantisce ai governi stranieri ampia protezione da eventuali cause intentate presso tribunali americani” e dunque, aggiunge Chimène Keitner, professore di Diritto internazionale dell’Università della California, “se gli Stati Uniti vogliono intentare causa alla Cina, devono farlo in una Corte internazionale“.

È fuori dubbio, però, che l’iniziativa abbia un notevole significato politico: il presidente Trump aveva infatti già accusato esplicitamente la Cina di omissioni e scarsa trasparenza nella diffusione dei dati, sino ad avviare un’indagine della Cia sulla possibilità che il coronavirus sia stato creato in un laboratorio cinese ed infine ha tagliato i fondi all’Oms accusando l’Organizzazione mondiale della Sanità di avere posizioni “filocinesi”. Ma secondo alcuni commentatori ci sarebbe anche un “significato politico” per favorire la ricandidatura di Trump, in vista delle prossime elezioni presidenziali di novembre.



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