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Come segnalare abusi legge 104

15 Settembre 2020 | Autore:
Come segnalare abusi legge 104

Quali sono i diritti riconosciuti ai disabili e ai loro familiari? Tutto quello che c’è da sapere sui permessi lavorativi: le sanzioni in caso di violazione di legge.

Le persone disabili, per definizione, hanno delle abilità diverse rispetto a quelle dei cosiddetti normodotati. Le limitazioni possono essere di carattere fisico o mentale, ma in tutte le ipotesi sono meritevoli di attenzione per il nostro ordinamento giuridico.

Il sistema costituzionale italiano, nel sancire i diritti inviolabili dell’uomo, guarda a tutti gli individui presenti sul territorio: cittadini e stranieri, adulti e minori, singoli e coniugati, soggetti svantaggiati e persone più fortunate. A tutti, indistintamente, vengono riconosciuti il diritto alla salute, il diritto all’istruzione (anche superiore), il diritto alla vita sociale, alla libertà di pensiero e così via. La rimozione delle barriere che sono di ostacolo all’esercizio di tali prerogative è rimessa all’intervento della Repubblica: solo così si attua il principio di eguaglianza sostanziale.

Tra i diritti riconosciuti alle persone che versano in condizioni di svantaggio vi è quello al lavoro: nessuno può essere privato di tale strumento di piena realizzazione economica e umana. Per tal motivo, soprattutto con riferimento ai portatori di handicap, sono previste delle facilitazioni. Pensa, ad esempio, alla legge sulle categorie protette che, nei pubblici concorsi, riserva una percentuale di posti ai disabili o, ancora, alla legge sui permessi lavorativi.

Purtroppo, come a volte avviene, non tutti i beneficiari fanno un utilizzo corretto delle prerogative legislative: per tale motivo, qualcuno può interrogarsi su come segnalare gli abusi della legge 104.

Vediamo insieme quali sono le procedure da seguire per far punire i trasgressori e verifichiamo se ci sono delle condizioni da rispettare.

Quali sono le caratteristiche della legge 104 del 1992?

La legge numero 104 del febbraio 1992 è dedicata all’assistenza, all’integrazione sociale e ai diritti delle persone con handicap.

Gli obiettivi perseguiti dal legislatore con tale normativa sono:

  • garantire il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e autonomia del disabile;
  • prevenire e rimuovere le condizioni invalidanti che impediscono il pieno sviluppo della persona umana;
  • perseguire il recupero sociale della persona affetta da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali;
  • predisporre interventi volti a superare lo stato di emarginazione e di esclusione sociale del portatore di handicap.

Tale legge che si rivolge, anzitutto, ai disabili, non manca di prendere in considerazione anche i loro congiunti. L’obiettivo è quello di garantire una piena integrazione del nucleo familiare nel tessuto socio-economico del nostro Paese.

L’applicazione delle regole contenute in questo complesso normativo è subordinata all’accertamento dello stato di handicap. Tale è, per il legislatore, colui che presenta delle limitazioni di natura fisica, psichica o sensoriale che sono causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa. La situazione di disabile deve essere appurata attraverso un esame condotto dalla commissione medica dell’Asl di appartenenza.

Quali sono i diritti riconosciuti al portatore di handicap?

Se si versa nelle condizioni previste dalla legge 104, si può godere di una serie di benefici, ossia:

  • prevenzione, cura e riabilitazione: il servizio sanitario nazionale deve mettere a disposizione del soggetto disabile tutti gli strumenti di diagnosi (anche precoce) e di intervento specialistico necessari alla tutela delle sue condizioni di salute;
  • inserimento e integrazione sociale;
  • diritto all’educazione, all’istruzione e all’integrazione scolastica: l’istruzione deve essere riconosciuta dalla scuola materna sino all’università (varie facoltà oggi prevedono, ad esempio, la figura del tutor specializzato, ossia di un soggetto che accompagna il disabile nell’apprendimento per tutto il suo percorso di studi);
  • formazione professionale, integrazione lavorativa e collocamento obbligatorio;
  • eliminazione delle barriere architettoniche e accesso ai servizi di mobilità e trasporto: pensa, ad esempio, all’acquisto agevolato dei veicoli che permettono alla persona con handicap di spostarsi liberamente sul territorio;
  • esercizio del diritto di voto;
  • agevolazioni fiscali.

Il legislatore, con l’individuazione dei benefici riconosciuti al disabile, ha scandagliato tutti gli aspetti dell’essere umano e li ha declinati nelle sue varie componenti. Nulla è stato lasciato al caso, ma tutti i diritti fondamentali dell’individuo sono stati elencati nelle disposizioni.

Quali sono gli abusi delle concessioni legislative?

Alcuni dei diritti riconosciuti dalla legge 104, per la loro natura, prestano il fianco a potenziali abusi da parte dei fruitori. Si tratta, in particolare, dei diritti connessi all’integrazione lavorativa del disabile. L’inserimento nel mondo professionale, infatti, viene realizzato con misure idonee a conciliare le esigenze lavorative con quelle di cura e assistenza sanitaria.

La legge prevede, quindi, la possibilità per i lavoratori disabili e per i loro familiari di usufruire di permessi e congedi. In particolare, possono godere di tali prerogative, oltre al portatore di handicap:

  • il coniuge;
  • il genitore;
  • il parente o affine entro il secondo grado (pensa, ad esempio, a un fratello) o fino al terzo grado se il coniuge o i genitori sono deceduti, sono affetti da patologia invalidante o superano i 65 anni di età.

I beneficiari della legge 104 hanno diritto, tra le altre cose (pensa, ad esempio, al tagliando auto che consente il parcheggio in zone riservate), ad astenersi dal lavoro per tre giorni al mese (consecutivi o frazionati) per sottoporsi alle cure o assistere il familiare ammalato. L’abuso di tali permessi realizza una condotta illecita pesantemente sanzionata dal nostro ordinamento giuridico sia sul piano penale sia sul piano civile.

Come segnalare gli abusi della legge 104?

L’esercizio abusivo dei diritti riconosciuti dalla legge 104 cagiona un pregiudizio sia al sistema giuridico nel suo complesso (soprattutto sotto il profilo economico) sia al datore di lavoro e ai colleghi del dipendente disabile e dei suoi familiari. Facciamo un esempio.

Gina è sorella di un disabile grave. Ogni mese, chiede al datore di lavoro l’astensione per assistere il proprio congiunto. Tuttavia, le sue colleghe sanno bene che nei tre giorni di assenza Gina si reca in un centro benessere in montagna insieme al marito.

Come comportarsi in situazioni del genere? E’ evidente che la condotta del trasgressore mette in seria difficoltà coloro che devono sostituire il lavoratore assente. Per tale motivo, il nostro ordinamento giuridico riconosce a tutti coloro che abbiano interesse a farlo la possibilità di segnalare la violazione di legge.

Le modalità e i soggetti cui riferirsi sono diversi e in particolare:

  • datore di lavoro: i colleghi del lavoratore disabile o del familiare che abusa del suo diritto possono segnalare la situazione al proprietario dell’azienda o dell’ente in cui lavorano. Questi può utilizzare tutti i mezzi in suo possesso per dimostrare la situazione di violazione (la giurisprudenza, ad esempio, ha ritenuto legittimo il ricorso a un investigatore privato oppure la denuncia anonima);
  • procura della Repubblica;
  • forze di polizia;
  • Inps: direttamente in sede o tramite lettera con raccomandata a/r.

A seguito della denuncia, se la situazione di violazione viene accertata, possono essere comminate le sanzioni proporzionate al danno cagionato: si va dal semplice ammonimento verbale al licenziamento per giusta causa.



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