Telegram potrebbe chiudere

23 Aprile 2020 | Autore:
Telegram potrebbe chiudere

Il Consiglio dell’Agcom decide oggi sulla sospensione della piattaforma, accusata dalla Fieg di distribuire illegalmente copie di giornali e periodici.

Il Consiglio dell’Autorità garante per le Comunicazioni (Agcom) potrebbe decidere oggi di fermare Telegram, la piattaforma finita nel mirino – tra gli altri – degli editori perché ritenuta responsabile della diffusione di codici pirata per accedere alla lettura gratuita di giornali e periodici.

A chiedere l’intervento dell’Agcom che potrebbe portare Telegram verso la chiusura è stata la Fieg, la Federazione italiana degli editori di giornali, che ha segnalato 10 canali attraverso i quali viaggiano illegalmente dei files in formato Pdf con oltre 570mila iscritti. L’aumento degli utenti è stato consistente soprattutto nelle ultime settimane, cioè nel periodo in cui gli italiani sono stati costretti a rimanere a casa per l’emergenza coronavirus: a marzo c’è stato un incremento del 20%, nei primi giorni di aprile addirittura del 46%. Durante la quarantena, il numero delle testate «piratate» è cresciuto dell’88%, passando dalle 77 di gennaio alle 163 di aprile.

La catena di distribuzione illecita di questi contenuti editoriali si è allungata, con nuovi gruppi e canali che mettono i files a disposizione anche su WhatsApp o su Messenger, causando un danno al settore stimato dalla Fieg tra i 250 milioni e il miliardo di euro. Da qui, la richiesta di intervento all’Agcom ed il coinvolgimento del Governo che, attraverso il sottosegretario all’Editoria, Andrea Martella, si è rivolto al Garante Angelo Marcello Cardani.

L’Agcom, finora, è riuscita a bloccare alcuni siti con server all’estero, ordinando la disabilitazione dell’accesso verso i provider italiani. Il che, però, non viene ritenuto sufficiente.

Il Consiglio dell’Autorità potrebbe decidere oggi la sospensione di Telegram, seguendo la richiesta della Fieg oppure l’archiviazione. C’è una terza via che è quella dell’azione dimostrativa a tempo, che non piace agli editori, nonostante della lotta alla pirateria online di giornali si stiano occupando anche la Polizia postale, la Guardia di Finanza e diverse procure. Non piace perché l’emorragia di denaro provocata dalla distribuzione illegale di copie appare inarrestabile, con il conseguente precipitare dei ricavi pubblicitari oltre che del guadagno sulle copie rimaste invendute.



4 Commenti

  1. CONTINUATR A PRENDERCI IN GIRO E AVRETE L’ONDA ANOMALA POPOLARE.
    POI NON DITE CHE UBBIDIVATE AGLI ORDINI COME I NAZISTI!

  2. E allora perché non spegniamo completamente internet? Non ho capito perché per colpire qualcuno che fa il furbo si debba spegnere un intero servizio di comunicazione del quale molto fanno uso per lavoro. E se è vero che alcune testate vengono diffuse anche su whatsapp e messenger, perché chiudere solo telegram?

  3. Mi sembra una misura assurda la chiusura totale di Telegram. Per colpire qualche furbetto si va a togliere uno strumento di lavoro utile a milioni di persone? E allora perché non chiudiamo anche whatsapp e messenger, visto che anche su tali canali circolano contenuti illegali? E che dire di Facebook? E allora perché non l’intero web? Mi sembra veramente una cavolata…

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