Coronavirus: novità su gravidanza e allattamento

23 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: novità su gravidanza e allattamento

Il virus non è presente nel latte materno. Secondo gli esperti, non c’è alcun motivo per non allattare.

Considerate le informazioni scientifiche attualmente disponibili, il virus non è stato rilevato nel latte materno. Si ritiene che, qualora la madre stia facendo gli accertamenti diagnostici o sia affetta da Covid-19, se le sue condizioni cliniche lo consentono e lei lo desidera, può avviare l’allattamento e/o mantenerlo. Ovviamente, per evitare il rischio di trasmissione al bambino, prima di allattare, ci sono alcune precauzioni che il ministero della Salute consiglia di adottare, ovvero lavarsi le mani e usare la mascherina durante la poppata.

Se madre e bambino/a devono essere temporaneamente separati a causa di un’infezione sintomatica e successivo test positivo, si raccomanda di aiutare la madre a mantenere la produzione di latte ricorrendo alla spremitura (manuale o meccanica), seguendo le stesse indicazioni igieniche adottate durante l’allattamento.

Coronavirus: il percorso nascita

Il Servizio sanitario nazionale tutela questo lungo percorso durante tutte le sue fasi: preconcezionale, gravidanza, parto, allattamento. L’emergenza sanitaria ha sollevato le problematiche che riguardano l’organizzazione della rete perinatale relativamente:

  • alla gestione dell’infezione in gravidanza;
  • alla possibile trasmissione materno-fetale dell’infezione prima, durante e dopo il parto;
  • alla sicurezza della gestione congiunta puerpera-neonato;
  • all’allattamento materno.

Sono state emanate disposizioni per tutelare la salute e la  sicurezza della futura mamma e del neonato.

Ecco una sintesi della Circolare del Ministero della salute del 31 marzo 2020.

Posticipare i controlli differibili

L’operatore che segue la gravidanza deve favorire la possibilità di posticipare i controlli differibili per ridurre al minimo i contatti della donna in gravidanza con possibili fonti di contagio.

Aree di pre-triage nei Pronto Soccorso

Il Pronto Soccorso ostetrico di ogni Punto Nascita deve prevedere un’area di pre-triage garantendo un luogo di isolamento (stanza con bagno) e personale sanitario dedicato formato – ostetriche e medici ginecologi – dotato di Dispositivi di Protezione Individuale.

Gestione dei casi sospetti 

In attesa della conferma dei dati di laboratorio, i casi sospetti sono gestiti dalla Struttura a cui afferisce la donna incinta, individuando un luogo di isolamento (stanza con bagno) dove la gestante venga assistita da personale sanitario formato – ostetriche e medici ginecologi – dotato di dispositivi di protezione individuale previsti dalla normativa vigente.

Nel caso in cui il tampone risulti positivo, in assenza di controindicazioni, la paziente sarrà trasferita per la successiva gestione del caso, presso uno dei Centri di riferimento identificati a livello regionale.

Punto nascita percorsi specifici per donne gravide non trasferibili 

Ogni Punto Nascita deve predisporre un percorso per la gestione dell’assistenza ostetrica al travaglio/parto dei casi sospetti o accertati, per eventuali situazioni in cui vi sia una controindicazione al trasferimento della donna incinta in centri di riferimento specifici.



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