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Coronavirus: la Cina avrebbe il quadruplo dei casi dichiarati

23 Aprile 2020
Coronavirus: la Cina avrebbe il quadruplo dei casi dichiarati

Il cambiamento dei criteri di calcolo da parte della Commissione cinese ha portato a sottostimare il numero dei contagiati: lo rivela uno studio di Hong Kong.

Un nuovo studio mette in discussione la rendicontazione dei casi di coronavirus dichiarati dalla Cina: sarebbero il quadruplo di quelli ufficialmente comunicati. L’elaborazione che perviene a queste conclusioni è stata effettuata dalla Scuola di salute pubblica dell’Università di Hong Kong e i risultati, pubblicati sulla rivista Lancet, vengono ora diffusi dalla nostra agenzia stampa Adnkronos.

Emerge che i casi di Covid-19 in Cina potrebbero essere stati 232mila solo nella fase iniziale dell’epidemia, fino al 20 febbraio scorso, mentre il conteggio ufficiale a quella data, era di 55.508 casi. Un numero che dovrebbe, quindi, essere moltiplicato per quattro per raggiungere la cifra stimata dagli esperti, oppure per tre se si tiene conto dei casi totali, a oggi 83.876.

Ecco come si è pervenuti a questi risultati così diversi da quelli ufficiali: il nuovo calcolo è stato effettuato applicando sin dall’inizio della crisi il più recente tra i numerosi, e tra loro diversi, criteri introdotti dalla Commissione per la salute nazionale cinese fra il 15 gennaio e il 3 marzo per confermare un caso di Covid-19.

Ne avevamo parlato riportando l’opinione di molti esperti, tra cui il virologo Roberto Burioni, secondo cui la Cina bara sui dati e di sicuro c’è il fatto che il cambiamento dei criteri incide molto sul conteggio dei contagiati ed ha – come dicono oggi gli studiosi di Hong Kong – un “effetto sostanziale” sul numero delle infezioni considerate. In un primo momento per esempio venivano considerati solo casi con sintomi gravi o tracciabili a Wuhan e questo, probabilmente, ha portato a sottostimare il fenomeno e il suo andamento.

Ora, invece, il nuovo studio ha analizzato i dati, dall’inizio dell’epidemia fino al 20 febbraio, dell’ufficio dell’Oms di Wuhan e dimostra che ognuno dei primi cinque criteri introdotti moltiplica il numero dei casi conteggiati fra 2,8 e 7,1 volte. “Se la quinta versione del criterio per confermare un caso fosse stata applicata sin dall’inizio ci sarebbero stati 232mila casi confermati in Cina invece dei 55.508 casi denunciati”, sottolinea la ricerca.



1 Commento

  1. Con un acronimo, solo tre parole: C.V.D. Se la notizia sarà confermata INEQUIVOCABILMENTE dai posteri con ulteriori inconfutabili prove, dovrà prima o poi porsi (e imporsi) prepotentemente ai quattro punti cardinali! Grazie Xi Jinping & co.!!! S’i fossi foco…

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