Coronavirus, l’allarme su alcuni dei farmaci più promettenti

23 Aprile 2020
Coronavirus, l’allarme su alcuni dei farmaci più promettenti

Potrebbero avere degli effetti collaterali pericolosi. Lo fa sapere l’Agenzia europea per i medicinali tramite un comunicato diramato oggi.

Sono tra le medicine più studiate del momento, per testarne l’efficacia come cura al Coronavirus. Ma l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) chiede cautela massima e spegne facili entusiasmi: clorochina e idrossiclorochina, farmaci usati per la cura della malaria e di alcune malattie autoimmuni, possono avere degli effetti indesiderati anche gravi. Vediamo quali sono.

Clorochina e idrossiclorochina sono in corso di sperimentazione e, proprio per questo, vengono somministrate ad alcuni pazienti che hanno contratto il Covid-19, esclusivamente dietro prescrizione medica o nell’ambito di studi clinici. Un effetto collaterale di questi farmaci riguarda i possibili disturbi al ritmo cardiaco. Effetto già noto, precisa l’Ema. Questi problemi, spiega l’agenzia, “possono essere aggravati se il trattamento è combinato con altri medicinali, come l’antibiotico azitromicina, che hanno effetti simili sul cuore“.

Ricordiamo, come ha fatto più volte l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), il corrispettivo nazionale dell’Ema, che in questo momento una cura specifica per il Covid non c’è e che si stanno utilizzando farmaci che sembrano avere qualche effetto su alcuni pazienti. Ma il fatto, più volte ripetuto da Aifa che non esiste un medicinale dall’efficacia dimostrata, significa che siamo in una fase di osservazione e nella quale si sta andando avanti per tentativi. E i tentativi possono dare esiti diversi anche da paziente a paziente.

“Recenti studi – dice l’Ema – condotti su pazienti con malattia da Coronavirus hanno riportato gravi disturbi del ritmo cardiaco, in alcuni casi fatali, con clorochina o idrossiclorochina, in particolare se assunti a dosaggi alti o in associazione con l’antibiotico azitromicina. La clorochina e l’idrossiclorochina sono attualmente autorizzate per il trattamento della malaria e di alcune malattie autoimmuni. Oltre agli effetti indesiderati a carico del cuore, sono medicinali noti per causare potenziali problemi al fegato e ai reni, danni alle cellule nervose che possono portare a convulsioni (scosse) e riduzione dei livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia). Questi medicinali sono impiegati nel contesto della pandemia in corso per il trattamento di pazienti con Covid-19 e valutati in studi clinici in corso. Tuttavia, i dati sono ancora molto limitati e non conclusivi e gli effetti benefici di questi medicinali in Covid-19 non sono stati dimostrati. Sono necessari risultati di studi ampi e ben disegnati per trarre qualsiasi conclusione”.

Per Ema parte del problema sta certamente nel dosaggio dei farmaci che, in alcuni studi clinici è più alto di quello raccomandato. Da qui l’invito alla prudenza anche nelle quantità di clorochina e idrossiclorochina da somministrare. “Considerato – continua l’agenzia europea – che possono verificarsi gravi effetti indesiderati anche con le dosi raccomandate, dosi più elevate possono aumentare il rischio di questi effetti indesiderati, inclusa un’anomala attività elettrica che influisce sul ritmo cardiaco”.

Ai pazienti va quindi data la dose raccomandata e vanno controllati attentamente, dal momento che stanno prendendo farmaci la cui efficacia non è provata. I rischi aumentano per chi soffre già di per se di patologie cardiache, indipendenti dal Coronavirus: “problemi cardiaci preesistenti possono rendere i pazienti più inclini a sviluppare problemi del ritmo cardiaco. Gli operatori sanitari devono considerare attentamente la possibilità di insorgenza di effetti indesiderati, in particolare con i dosaggi più elevati”.



1 Commento

  1. ” E i tentativi possono dare esiti diversi anche da paziente a paziente.” E qua ci siamo. Ma stesso discorso però vale anche per qualsiasi vaccino anche per quello tanto desiderato contro coronavirus.

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