Coronavirus, si teme una pericolosa corsa alle droghe

23 Aprile 2020
Coronavirus, si teme una pericolosa corsa alle droghe

I rischi per chi abusa di oppiacei sono maggiori, specie quelli di contrarre in forma più aggressiva la malattia del Covid-19.

Una delle paure dell’Istituto superiore di sanità (Iss) è che “l’allarme per l’epidemia da Covid-19 abbia facilitato la crescita della domanda di droga attraverso il web o gli applicativi informatici”. L’Istituto lo mette nero su bianco in una delle sue informative, pubblicate sul sito Internet Epicentro.

Le sostanze più pericolose

Secondo l’Iss, viste le limitazioni di movimento imposte a tutti dal Coronavirus, in questo periodo lo spaccio sta viaggiando online. I numeri dicono che la vendita di sostanze stupefacenti su strada è calata, inevitabilmente, come molti reati in generale, e proprio per questo l’ipotesi dell’Iss è che “i consumatori di sostanze d’abuso si stiano rivolgendo al mercato illecito presente nel dark web (web sommerso, generalmente con contenuti illegali, che si raggiunge attraverso specifici software, configurazioni e accessi autorizzativi), per procurarsi droghe classiche come la cocaina, l’hashish o l’eroina“.

La preoccupazione, afferma l’Iss, “è rivolta a quel segmento di persone che fa uso di narcotici, come gli oppiacei (per esempio l’eroina), i nuovi oppioidi sintetici o le nuove benzodiazepine. Parliamo di sostanze il cui mercato illecito ha avuto una grande crescita proprio nel 2019, secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, Emcdda)”.

Coronavirus e droghe, miscela esplosiva

Ma cosa rischia chi consuma droghe, in questo particolare periodo di emergenza? Da quanto si deduce dal report dell’Iss, potrebbero contrarre la malattia in forma più grave e con conseguenze peggiori, se dovessero ammalarsi, perché le droghe provocano una serie di danni all’organismo. E un organismo debilitato ha meno speranze di vincere la battaglia contro la malattia o può svilupparla in modo più aggressivo.

“Poiché gli oppiacei e/o oppioidi agiscono sul tronco encefalico e riducono la frequenza respiratoria, il loro consumo non solo mette a rischio di overdose fatale o potenzialmente letale, ma può anche causare una pericolosa riduzione del livello di ossigeno nel sangue – è la conclusione degli esperti dell’istituto -. La mancanza di ossigeno può essere dannosa per il sistema nervoso centrale: mentre le cellule cerebrali possono resistere a brevi periodi di scarsa fornitura di ossigeno, quando la situazione persiste possono essere seriamente danneggiate. Come sostenuto in numerose ricerche scientifiche, la malattia polmonare cronica aumenta il rischio di mortalità per overdose per chi assume oppioidi, motivo per cui la ridotta capacità polmonare causata da Covid-19 può mettere in grave pericolo questo gruppo di persone. Anche una dipendenza da metanfetamina può essere rischiosa. Difatti, la molecola restringe i vasi sanguigni e può contribuire sia al danno polmonare che all’ipertensione. I medici devono essere preparati a monitorare i possibili effetti avversi del consumo di metanfetamina (che per esempio negli Stati Uniti sta aumentando esponenzialmente) nel trattamento di pazienti con Covid-19″.

Chi ha problemi di dipendenze può chiamare gratuitamente il numero che l’Iss ha dedicato a questa problematica: il telefono verde droga 800 186070. Risponde l’Osservatorio fumo, alcol e droga, centro nazionale dipendenze e doping, Iss), attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16. Oppure si possono contattare i servizi per del dipendenze (serd) del sistema sanitario nazionale, che si occupano di prevenzione primaria, cura, prevenzione patologie correlate, riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo.



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