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Come il Coronavirus cambierà i bagni al mare e in piscina

23 Aprile 2020
Come il Coronavirus cambierà i bagni al mare e in piscina

Con o senza box in plexiglass, sarà un’estate diversa, ormai lo abbiamo capito bene.

Un’estate italiana all’insegna del Coronavirus. Nessuno può privarci del mare, ma quest’anno, causa Covid, non vedremo sicuramente quelle foto delle spiagge del Salento straripanti o degli asciugamani a coprire ogni millimetro del litorale di Mondello (Palermo). Niente assembramenti. Quindi? Quindi, si pensa a dei turni. E neanche il bagno sarà più quello di prima. Vediamo cosa è previsto.

Bagno a distanza

Divertirsi ma lontani quei due, due metri e mezzo che possano garantirci sicurezza. Il distanziamento sociale non andrà in vacanza, perché resta il pericolo di contagiarsi tramite droplet (le goccioline di respiro che emettiamo quando ci scappa uno starnuto, un colpo di tosse o semplicemente parliamo). La soluzione è mettere uno spazio tra noi e il nostro compagno di tuffi. Serviranno le mascherine? Alcuni degli esperti, intervistati in questi giorni, dicono di no. Uno è Massimo Ciccozzi, responsabile della unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-Medico di Roma interpellato dall’Adnkronos: la sua soluzione è niente protezioni per il viso, ma distanziamento di almeno due metri e mezzo, in spiaggia e anche in acqua.

La possibilità di un contagio dal mare è pari quasi a zero: “In acqua il virus, è evidente, non potrà avere una quantità di forza infettante, non c’è problema – ha detto ai microfoni di Agorà Matteo Bassetti, direttore dell’Unità operativa della clinica malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova – vale il discorso di una goccia nel mare: anche se uno lo elimina in acqua, il mare è così grande che non ci saranno problemi di infettarsi, e ciò è valido non solo per il Coronavirus ma anche per ogni altro tipo di virus”.

La soluzione per evitare gli assembramenti

Ci sono varie idee in campo per impedire che le spiagge e altri luoghi ad alta frequentazione estiva, come le piscine, siano presi d’assalto. Il Corriere della Sera ne parla oggi, in un articolo che spiega come si parla di “contingentare gli ingressi, aumentare l’offerta, prolungare gli orari del servizio, cambiare abitudini e modalità di utilizzo”.

In pratica, un po’ le stesse soluzioni che si stanno pensando per i trasporti pubblici. Se si pensa a ingressi contingentati, va da se che andranno rimodulati gli orari di apertura ad esempio delle piscine. A Milano, per esempio, come riporta il Corriere, si sta pensando di tenerle aperte fino a tarda sera, ma anche di usufruire delle piscine al coperto che, in genere, in estate restano chiuse.


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