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Come richiedere certificato proprietà auto

24 Aprile 2020
Come richiedere certificato proprietà auto

Cosa fare per ottenere il documento che attesta il proprietario della macchina?

Quando si acquista un veicolo (ad esempio, una macchina, una motocicletta, ecc.) viene rilasciato un documento che, insieme al libretto di circolazione, è indispensabile per poter viaggiare su strada. Si tratta del certificato di proprietà, una sorta di carta d’identità che riporta i dati del mezzo (targa, data di immatricolazione, ecc.) e del suo intestatario. Ma in caso di smarrimento, furto o deterioramento, come richiedere il certificato di proprietà auto? A chi rivolgersi? Bisogna presentare una denuncia? Te lo spiego in questo articolo.

Cos’è il certificato di proprietà?

Il certificato di proprietà è un documento – rilasciato dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) oppure dall’agenzia che si è occupata dell’immatricolazione – che attesta lo stato giuridico del veicolo. Si tratta di un atto indispensabile perché identifica il proprietario del mezzo. Non è necessario portarlo sempre con sé, ma è importante custodirlo gelosamente in un luogo sicuro per evitare che venga smarrito o sottratto.

Cos’è il certificato di proprietà digitale?

Dal 2015, il certificato di proprietà auto viene rilasciato solo in formato digitale. In pratica, al soggetto che acquista il veicolo (nuovo o usato) viene consegnata una ricevuta su cui è riportato un codice personalizzato per visualizzare il proprio certificato direttamente online. Con la digitalizzazione, non c’è il rischio che il certificato di proprietà possa essere contraffatto, sottratto o smarrito.

Se anche tu vuoi ottenere il certificato di proprietà digitale, devi presentare una richiesta al PRA, il quale procederà a consegnare all’intestatario del veicolo la ricevuta con il codice d’accesso. Puoi visualizzare il certificato online attraverso una delle seguenti modalità:

  • collegandoti al sito web riportato sulla ricevuta e inserire il proprio codice personalizzato per visualizzare il file;
  • scannerizzando il codice QR tramite smartphone (o altro dispositivo) e seguire la procedura guidata;
  • tramite la funzione consulta il certificato di proprietà digitale.

Certificato di proprietà e libretto di circolazione: quali sono le differenze?

Le differenze tra il certificato di proprietà e il libretto di circolazione sono abbastanza nette. Nel primo caso, come già spiegato, si tratta di un documento rilasciato dal PRA, la cui funzione è quella di certificare la proprietà giuridica del veicolo. Inoltre, è un documento che può essere conservato anche a casa. Nel secondo caso, invece, parliamo di un documento consegnato dall’ufficio della motorizzazione civile, contenente i dati tecnici relativi al veicolo, ma nessuna informazione in merito al suo stato giuridico attuale (ad esempio, se ci sono dei fermi amministrativi).

Cosa contiene il certificato di proprietà auto?

Come già anticipato in premessa, il certificato di proprietà è il documento d’identità dell’auto che contiene:

  • i dati anagrafici del proprietario: nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, ecc.;
  • la data di immatricolazione del mezzo;
  • la targa il numero del telaio del veicolo;
  • i dati della macchina: ad esempio, il tipo di alimentazione, la classe energetica, ecc.;
  • la presenza di eventuali ipoteche o gravami iscritti: ad esempio, un fermo amministrativo.

Come richiedere certificato proprietà auto

Il certificato di proprietà non viene richiesto durante i controlli da parte delle Forze dell’Ordine. In altri termini, se vieni fermato dai carabinieri o dalla polizia, questi ti chiederanno solo patente e libretto di circolazione; motivo per cui puoi conservare il documento in questione anche a casa.

Ma cosa accade in caso di smarrimento, distruzione o furto del certificato di proprietà? Ti faccio un esempio.

Tizio è proprietario di una Fiat 500 e decide di venderla a Caia. Dopo aver concordato il prezzo del veicolo e il giorno della consegna del mezzo, Tizio si rende conto di aver perso il certificato di proprietà. 

Nell’esempio che ti ho riportato, cosa deve fare Tizio? Per prima cosa, presentare una denuncia all’autorità competente (polizia di stato o arma dei carabinieri) per lo smarrimento del certificato di proprietà (stessa cosa va fatta in caso di furto). Lo step successivo è quello di richiedere il duplicato del certificato di proprietà al pubblico registro automobilistico (PRA) o all’unità territoriale dell’automobile club Italia (ACI). L’istanza può essere presentata direttamente dal proprietario del veicolo oppure da una persona da lui delegata (ad esempio, dal coniuge), purché munito di delega scritta e copia del documento d’identità dell’intestatario dell’auto. 

La richiesta di duplicato del certificato di proprietà deve contenere: 

  • la copia della denuncia resa alle autorità;
  • la copia di un documento d’identità dell’intestatario.

Il costo per il duplicato del certificato di proprietà è di 13,50 euro. Per completezza, va precisato che se richiedi il duplicato per deterioramento non devi presentare alcuna denuncia, ma è necessario pagare un’imposta di bollo pari a 48,00 euro. 

I possessori di certificato di proprietà in formato digitale possono richiedere una formalità al PRA, presentandosi a un sportello telematico portando con sé la ricevuta con il codice personalizzato (e un’eventuale delega scritta). In questo modo, si possono snellire e velocizzare tutte le operazioni.

Documento Unico di Circolazione: cos’è?

Forse non sai che da gennaio 2020 è disponibile il Documento Unico di Circolazione (DUC) che sostituisce sia il certificato di proprietà che la carta di circolazione. 

Il DUC, che entrerà a pieno regime dal mese di novembre 2020, contiene:

  • i dati tecnici del veicolo (ad esempio, il numero di telaio, la cilindrata, ecc.);
  • gli aspetti burocratici (cioè il titolare del veicolo, il passaggio di proprietà, ecc.)

Per ottenere il Documento Unico di Circolazione è necessario compilare il modulo, scaricabile online sul sito ufficiale dell’ACI oppure presso gli uffici territoriali competenti. Il vantaggio è sicuramente un risparmio di tempo e denaro, oltre al fatto di possedere un solo documento anziché due.



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