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Onorari causa tribunale

24 Aprile 2020 | Autore:
Onorari causa tribunale

Qual è il compenso dell’avvocato per una causa in tribunale?

Il compenso dell’avvocato per una causa civile in tribunale è indicato al cliente mediante preventivo scritto, contenente i costi prevedibili al momento del conferimento del mandato. Può, tuttavia, accadere che i costi aumentino nel corso del giudizio o dell’incarico stragiudiziale, poiché sorgono nuove attività da svolgere e ulteriori spese rispetto a quelle previste.

Il compenso dell’avvocato deve essere proporzionato all’importanza dell’opera prestata, anche se, spesso, ragioni di concorrenza o il particolare rapporto con il cliente incidono sull’importo del preventivo. Gli avvocati hanno, infatti, elevata discrezionalità nella fissazione degli onorari per l’attività da svolgere, fermo restando che i costi per le cosiddette “spese vive di giustizia” sono fissi e non modificabili (per esempio tasse per iscrizione della causa, diritti di copia, costi notifiche ecc.).

Un riferimento per orientarsi sugli onorari dell’avvocato per una causa in tribunale è rappresentato da un decreto ministeriale [1] che fissa i relativi parametri di calcolo e i valori medi contenuti in determinate tabelle. Tali parametri si applicano nei casi in cui le parti non abbiano concordato il compenso e, in ogni caso, per la liquidazione delle spese legali da parte del giudice.

Vediamo quali sono gli onorari per causa civile in tribunale.

Onorari causa tribunale: parametri

Secondo il citato decreto ministeriale, ai fini della liquidazione del compenso dell’avvocato, si deve tener conto delle caratteristiche, dell’urgenza e del pregio dell’attività prestata, dell’importanza, della natura, della difficoltà e del valore dell’affare, delle condizioni soggettive del cliente, dei risultati conseguiti, del numero e della complessità delle questioni giuridiche e di fatto trattate.

L’affare è considerato “difficile” in considerazione dei contrasti della giurisprudenza sulla questione di diritto, e della quantità e del contenuto della corrispondenza intrattenuta con il cliente e con altri soggetti.

Il giudice tiene conto dei valori medi previsti dal decreto ministeriale che possono essere aumentati di regola sino all’80 per cento, o possono essere diminuiti in ogni caso non oltre il 50 per cento.

Quando in una causa l’avvocato assiste più soggetti aventi la stessa posizione processuale, il compenso unico può di regola essere aumentato per ogni soggetto oltre il primo nella misura del 30 per cento, fino a un massimo di dieci soggetti, e del 10 per cento per ogni soggetto oltre i primi dieci, fino a un massimo di trenta.

I compensi aumentano in grado di appello e, ovviamente, per il giudizio in Cassazione.

Onorari avvocato: valori ministeriali

Il decreto ministeriale sui parametri forensi prevede distinte tabelle in base alla tipologia di procedimenti: cause ordinarie civili, cause di lavoro, cause di volontaria giurisdizione, esecuzione forzata, procedimenti cautelari ecc.

L’importo del compenso varia in base al valore della causa e alle fasi processuali investite dall’attività del difensore.

Compenso avvocato: fasi della causa

Il compenso dell’avvocato è liquidato per fasi:

  1. fase di studio della controversia: l’esame e lo studio degli atti a seguito della consultazione con il cliente, le ispezioni dei luoghi, la ricerca dei documenti e la conseguente relazione o parere, scritti oppure orali, al cliente, precedenti la costituzione in giudizio;
  2. fase introduttiva del giudizio: gli atti introduttivi del giudizio e di costituzione in giudizio, e il relativo esame incluso quello degli allegati, quali ricorsi, controricorsi, citazioni, comparse, chiamate di terzo ed esame delle relative autorizzazioni giudiziali, l’esame di provvedimenti giudiziali di fissazione della prima udienza, memorie iniziali, interventi, istanze, impugnazioni, le relative notificazioni, l’esame delle corrispondenti relate, l’iscrizione a ruolo, il versamento del contributo unificato, le rinnovazioni o riassunzioni della domanda, le autentiche di firma o l’esame della procura notarile, la formazione del fascicolo e della posizione della pratica in studio, le ulteriori consultazioni con il cliente;
  3. fase istruttoria: le richieste di prova, le memorie illustrative o di precisazione o integrazione delle domande o dei motivi d’impugnazione, eccezioni e conclusioni, l’esame degli scritti o documenti delle altre parti o dei provvedimenti giudiziali pronunciati nel corso e in funzione dell’istruzione, gli adempimenti o le prestazioni connesse ai suddetti provvedimenti giudiziali, le partecipazioni e assistenze relative ad attività istruttorie, gli atti necessari per la formazione della prova o del mezzo istruttorio anche quando disposto d’ufficio, la designazione di consulenti di parte, l’esame delle corrispondenti attività e designazioni delle altre parti, l’esame delle deduzioni dei consulenti d’ufficio o delle altre parti, la notificazione delle domande nuove o di altri atti nel corso del giudizio compresi quelli al contumace, le relative richieste di copie al cancelliere, le istanze al giudice in qualsiasi forma, le dichiarazioni rese nei casi previsti dalla legge, le deduzioni a verbale, le intimazioni dei testimoni, comprese le notificazioni e l’esame delle relative relate, i procedimenti comunque incidentali comprese le querele di falso e quelli inerenti alla verificazione delle scritture private. Al fine di valutare il grado di complessità della fase rilevano, in particolare, le plurime memorie per parte, necessarie o autorizzate dal giudice, comunque denominate ma non meramente illustrative, ovvero le plurime richieste istruttorie ammesse per ciascuna parte e le plurime prove assunte per ciascuna parte. La fase rileva ai fini della liquidazione del compenso quando effettivamente svolta;
  4. fase decisionale: le precisazioni delle conclusioni e l’esame di quelle delle altre parti, le memorie, illustrative o conclusionali anche in replica, compreso il loro deposito ed esame, la discussione orale, sia in camera di consiglio che in udienza pubblica, le note illustrative accessorie a quest’ultima, la redazione e il deposito delle note spese, l’esame e la registrazione o pubblicazione del provvedimento conclusivo del giudizio, comprese le richieste di copie al cancelliere, il ritiro del fascicolo, l’iscrizione di ipoteca giudiziale del provvedimento conclusivo stesso; il giudice, nella liquidazione della fase, tiene conto, in ogni caso, di tutte le attività successive alla decisione;
  5. fase di studio e introduttiva del procedimento esecutivo: la disamina del titolo esecutivo, la notificazione dello stesso unitamente al precetto, l’esame delle relative relate, il pignoramento e l’esame del relativo verbale, le iscrizioni, trascrizioni e annotazioni, gli atti d’intervento, le ispezioni ipotecarie, catastali, l’esame dei relativi atti;
  6. fase istruttoria e di trattazione del procedimento esecutivo: ogni attività del procedimento stesso non compresa nella lettera e), quali le assistenze all’udienza o agli atti esecutivi di qualsiasi tipo.

Onorari causa tribunale: esempio

A titolo esemplificativo, per una causa civile ordinaria in tribunale del valore da € 5.201 a € 26.000, la tabella ministeriale prevede i seguenti valori medi:

1) fase di studio della controversia: 875,00 euro

2) fase introduttiva del giudizio: 740,00 euro

3) fase istruttoria e/o di trattazione: 1.600,00 euro

4)  fase decisionale: 1.620,00 euro

Totale: euro 4.835,00.

Si tratta, come accennato, di valore medi di riferimento, suscettibili di variazioni in aumento o in riduzione in base ai parametri citati nel precedente paragrafo.


note

[1] D.M. n. 55/2014 e successive modifiche ai sensi del D.M. n. 37/2018.


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