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Come si vendono le azioni?

24 Luglio 2020 | Autore:
Come si vendono le azioni?

Il mercato finanziario e le azioni: categorie, dove e come avviene la compravendita, quando è conveniente vendere.

Il mercato finanziario ha sempre attirato persone interessate a comprare e a vendere azioni nella speranza di procurarsi grossi guadagni. Destreggiarsi nel mercato finanziario, però, non è roba da tutti. Bisogna capirne bene l’andamento, avere fiuto per gli affari, determinare il momento giusto per acquistare e vendere le azioni. Tanto è vero che c’è chi ha fatto la propria fortuna e chi ha perso un mucchio di soldi. Ma cosa sono, dove e come si vendono le azioni? Parimenti dove e come si comprano? In questo articolo cercherò di spiegare l’argomento utilizzando un linguaggio semplice, trattandosi di una materia non sempre di facile comprensione.

In generale, le azioni sono le singole parti unitarie in cui è diviso il capitale di una società. Il titolare di un’azione, quindi, possiede un “pezzetto” della società. Ne consegue che gli spettano due tipi di diritti: uno amministrativo, per cui può partecipare alla vita della società (ad esempio votando alle assemblee degli azionisti, consultando i libri sociali, impugnando le delibere assembleari) ed uno patrimoniale, per cui se la società ha un bilancio in utile, allora gli spetta di ricevere i dividendi, cioè una parte del profitto, se e quando vengono distribuiti. Più azioni possiede, maggiore è la porzione dei profitti che ottiene. Molte società, tuttavia, non pagano dividendi e reinvestono invece i profitti per il finanziamento dell’azienda.

Come possono essere le azioni

In generale, le azioni sono emesse dalle società per raccogliere capitali, che servono per la crescita della propria attività o per intraprendere nuovi progetti.

Le azioni possono essere quotate in Borsa, cioè su mercati regolamentati dove il prezzo viene fissato in base alla legge della domanda e dell’offerta.

Gli investitori possono comprare le azioni in Borsa, mantenerle fino a quando il prezzo non aumenta e poi rivenderle per incassare profitto. Peraltro, il prezzo di tali azioni, visibile in ogni istante (basti pensare che la Borsa di Milano è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17), dipende dal valore complessivo attribuito alla società che l’ha emessa. Più è alto il valore della società, più il prezzo delle sue azioni tenderà a crescere in Borsa.

Le azioni possono anche essere non quotate in Borsa. In questo caso, bisogna mettersi d’accordo con gli altri azionisti della società sul prezzo al quale comprarle e venderle.

Quali sono i rischi delle azioni

L’azionista quale socio della società partecipa alla sua attività economica, accettando gli eventuali rischi in caso di perdite. I rischi sono comunque limitati al valore delle azioni possedute.

L’azione non assicura né la restituzione del capitale investito né un rendimento minimo garantito. Quest’ultimo, infatti, dipende dalle sorti della società: se questa va bene, il suo valore in Borsa aumenta, viceversa, diminuisce.

E’ anche possibile che l’azionista arrivi a perdere l’intero investimento come nel caso di fallimento della società.

Quali sono le principali categorie di azioni

Di solito, le azioni hanno tutte uguale valore (valore nominale) ed assicurano uguali diritti.

Ogni società può comunque prevedere, nello statuto, differenti categorie di azioni alle quali corrispondono diritti amministrativi e patrimoniali diversi.

Più precisamente, è possibile distinguere tra:

  • azioni di risparmio, che non danno diritto di voto ma assicurano dei privilegi di natura economica in sede di distribuzione dei dividendi;
  • azioni privilegiate, che garantiscono una prevalenza nella distribuzione dei dividendi limitando, però, l’esercizio del diritto di voto alle sole assemblee straordinarie;
  • azioni a voto plurimo, che possono essere previste negli statuti delle società non quotate in Borsa. Tuttavia, anche le società quotate in Borsa possono avere questo tipo di azioni se tale categoria era presente prima della quotazione;
  • azioni a voto maggiorato, proprie delle società quotate i cui statuti possono prevedere un voto maggiorato, fino a un massimo di due voti, per ciascuna azione appartenente al medesimo soggetto per un periodo continuativo non inferiore a due anni.

Dove si comprano e si vendono le azioni

Le azioni possono essere acquistate e vendute:

  1. direttamente dalla società o dai suoi azionisti (in genere ciò avviene nel caso di società di piccole dimensioni);
  2. oppure sul mercato azionario, dove comunemente vengono negoziati i titoli azionari.

I mercati azionari che operano in Italia si dividono in:

  • mercati regolamentati, tra i quali quello più importante è gestito da Borsa Italiana S.p.a;
  • sistemi multilaterali di negoziazione (Mft);
  • internalizzatori sistematici.

I soggetti sia persone fisiche sia persone giuridiche (società) per comprare e vendere azioni, devono rivolgersi ad una banca o ad una società di intermediazione mobiliare, che inseriranno per loro conto, gli ordini di acquisto e vendita di azioni nei sistemi di negoziazione.

Come si acquistano e si vendono le azioni

Le azioni si possono acquistare e vendere:

  • in banca, di solito recandosi presso la filiale in cui si possiede un conto corrente e chiedendo una consulenza finanziaria. Dopo avere acquisito le informazioni necessarie, si può decidere di acquistare o vendere un pacchetto di azioni. Il consulente, quindi, effettua l’operazione in nome e per conto del cliente, al quale indica anche le modalità per accedere online e verificarne la quotazione;
  • accedendo alla piattaforma online del proprio istituto di credito. In questo caso se si ha già attivo il servizio online banking, si può chiedere di aggiungere la funzione trading (quella apposita per vendere e comprare azioni via computer) in modo da sottoscrivere un piano di risparmio in azioni o di aprire un conto titoli online, che sono i principali prodotti bancari per la vendita e l’acquisto di azioni. La banca quale intermediaria applica delle commissioni, che di solito non superano il 4% dell’importo totale della compravendita. La convenienza di questa modalità di compravendita delle azioni è data dal fatto che le banche offrono anche un servizio di consulenza;
  • attraverso società di intermediazione ovvero di brokeraggio, che offrono piattaforme di investimento online dedicate alla compravendita di azioni. Il loro funzionamento è identico a quello delle banche online con la differenza che non si può godere di un servizio di assistenza e di consulenza. Le spese però, sono meno elevate in quanto è il cliente che decide quali azioni comprare e vendere. Nel caso dei mediatori online, viene assegnato un conto titoli, cioè una specie di conto corrente per titoli finanziari, da utilizzare per comprare e vendere azioni collegandosi alla piattaforma. Le società di intermediazione guadagnano tramite il così detto spread, ossia la differenza tra il prezzo di acquisto e di vendita (detto prezzo short) delle azioni. Le società di brokeraggio consentono, altresì, di scambiare azioni senza possederle davvero attraverso gli strumenti finanziari denominati Cfd (Contracts for difference). In altre parole si può utilizzare la piattaforma della società di intermediazione per acquistare e vendere negoziando sulla quotazione dei titoli. Le azioni vengono scambiate alle reali condizioni di mercato; l’eventuale profitto o la perdita rispecchia la differenza tra i prezzi di acquisto e di vendita delle azioni proprio come accade nelle compravendite effettuate in Borsa.

Quando conviene vendere le azioni

Sapere qual è il momento giusto per vendere le azioni significa avere una certa dose di esperienza nel mercato finanziario. In ogni caso, l’obiettivo principale da avere sempre in mente è limitare le perdite massimizzando i rendimenti.

In tal caso, le regole da seguire sono solitamente due:

  1. vendere quando il prezzo dell’azione è diventato abbastanza alto rispetto al prezzo di acquisto. Perciò, si può valutare di non aspettare di vedere se il prezzo aumenta ancora ma di intascare il guadagno già realizzato soprattutto se ingente;
  2. vendere quando il prezzo dell’azione è sceso al di sotto di quello al quale si è acquistato, o meglio ancora, vendere se il titolo scende al di sotto della così detta soglia di rischio, ossia della quotazione oltre la quale non si è più disposti a rischiare.

Tizio possiede 1.000 azioni di una società che ha acquistato a 6 euro l’una, pagando complessivamente 6.000 euro. La quotazione delle azioni inizia a scendere a 5,50 euro per cui il valore del pacchetto arriva a 5.500 euro. Tizio decide di non vendere ma la quotazione continua a scendere a 5 euro. Quindi, il suo investimento ora vale 5.000 euro. A questo punto, decide di vendere perché teme che la quotazione possa scendere ancora. La soglia di rischio che si era prefissato, infatti, era di 1 euro ad azione.



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