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Contratto di prestazione occasionale in agricoltura

24 Luglio 2020 | Autore:
Contratto di prestazione occasionale in agricoltura

Lavori saltuari e di piccola entità in agricoltura: come mettersi in regola con i nuovi voucher dell’Inps: chi può utilizzarli, a quanto ammonta il compenso.

Detti anche nuovi voucher, i Presto, o contratti di prestazione occasionale (Cpo), non sono ticket finalizzati a retribuire i lavori saltuari, ma veri e propri contratti di lavoro, anche se le modalità di attivazione della prestazione e di pagamento ricordano, in parte, la vecchia disciplina dei buoni per il lavoro occasionale accessorio. Sono difatti gestiti tramite una piattaforma accessibile all’interno del sito dell’Inps.

Anche le imprese del settore agricolo possono ricorrere al contratto di prestazione occasionale, ma solo per le prestazioni rese da alcuni lavoratori specificatamente individuati, nei limiti di importo e osservando tutte le altre disposizioni previste dalla legge [1].

Come funziona, nel dettaglio, il contratto di prestazione occasionale in agricoltura?

Attraverso questo strumento, l’impresa che opera nel settore agricolo può utilizzare prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità da parte di uno o più lavoratori, in modalità semplifica, avvalendosi dei servizi telematici predisposti dall’Inps.

A differenza dei “vecchi” voucher, per utilizzare la prestazione occasionale in agricoltura non si devono soltanto rispettare specifici limiti economici, ma deve essere anche soddisfatto il requisito dell’occasionalità. L’attività, cioè, deve essere di ridotta entità ed occasionale o saltuaria.

Se, dunque, al lavoratore sono richieste più prestazioni che, pur rispettando i limiti economici stabiliti, presentino una qualche continuità tra loro, l’attivazione del contratto di prestazione occasionale potrebbe essere contestata.

Quando è vietato il contratto di prestazione occasionale?

Il ricorso al contratto di prestazione occasionale è vietato, per le imprese agricole, a meno che non riguardi lavoratori che sono:

  • pensionati di vecchiaia o invalidità;
  • giovani con meno di 25 anni, iscritti a un istituto scolastico o università;
  • disoccupati;
  • percettori di prestazioni integrative del salario, di Rei o altre prestazioni di sostegno al reddito;
  • purché non risultino iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Dal 2018, è stato previsto l’obbligo, per i lavoratori, di autocertificare (all’atto della propria registrazione nella piattaforma informatica Inps):

  • l’esistenza di una di queste condizioni;
  • di non essere stati iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Inoltre, il contratto di prestazione occasionale è vietato:

  • nell’ambito dei contratti di appalto;
  • con lavoratori con cui l’utilizzatore ha in corso o ha cessato da meno di 6 mesi un rapporto subordinato o di co.co.co;
  • se l’utilizzatore occupa più di 5 dipendenti a tempo indeterminato; in questo calcolo vanno inclusi i lavoratori di ogni qualifica (a domicilio, dirigenti, etc.); i part-time si contano in proporzione all’orario svolto, rapportato al tempo pieno; gli intermittenti in proporzione a quello svolto nel semestre.

Quando un’impresa è agricola?

La normativa sul contratto di prestazione occasionale indica quali imprese agricole quelle che svolgono una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e attività connesse.

Quali sono i limiti economici del contratto di prestazione occasionale?

Se il contratto di prestazione occasionale riguarda i soli soggetti che possono essere assunti nel settore agricolo (pensionati di vecchiaia o invalidità, giovani con meno di 25 anni di età iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di ogni ordine e grado o all’università, disoccupati, percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione o di altre prestazioni di sostegno del reddito), il limite di spesa in capo all’utilizzatore verso tutti i lavoratori, normalmente pari a 5mila euro annui, sale a 6.666 euro.

Questo in quanto, in relazione alle categorie elencate, l’ammontare totale dei compensi si computa solo per il 75% del suo importo.

Attenzione però: per le prestazioni complessivamente rese da ogni lavoratore a favore dello stesso utilizzatore, resta fermo il limite che prevede compensi di importo non superiore a 2.500 euro.

Com’è retribuito il contratto di prestazione occasionale in agricoltura?

Per le imprese agricole la misura minima della retribuzione oraria per le prestazioni occasionali è ricavata con riferimento ai minimi salariali mensili degli operai agricoli del Ccnl operai agricoli e florovivaisti 22 ottobre 2014.

A questi minimi è aggiunto il 3° elemento retributivo, previsto, per gli operai a tempo determinato, come corrispettivo di festività nazionali e infrasettimanali, ferie, 13a e 14a mensilità, riconosciuti agli operai a tempo indeterminato.

I compensi minimi, in base a quanto illustrato dall’Inps [2], sono i seguenti:

  • prima area:
    • compenso orario = 9,65 euro;
    • compenso giornaliero non oltre 4 ore = 38,60 euro;
  • seconda area:
    • compenso orario = 8,80 euro;
    • compenso giornaliero non oltre 4 ore = 35,20 euro;
  • terza area:
    • compenso orario = 6,56 euro;
    • compenso giornaliero non oltre 4 ore = 26,24 euro.

Il costo aziendale complessivo, orario e giornaliero minimo, è pari a:

  • prima area:
    • orario = 13,30 euro;
    • giornaliero = 53,23 euro;
  • seconda area:
    • orario = 12,13 euro;
    • giornaliero = 48,53 euro;
  • terza area:
    • orario = 9,04 euro;
    • giornaliero = 36,18 euro.

Contributi e premi per il contratto di prestazione occasionale in agricoltura

A questi importi minimi, a carico dell’utilizzatore, vanno aggiunti:

  • i contributi previdenziali, che sono accreditati presso la gestione separata (33%);
  • il premio assicurazione infortuni e malattie (3,5%) versato all’Inail;
  • gli oneri gestionali (1% del totale di cui sopra a favore dell’Inps).

Ci sono dei limiti di durata per il contratto di prestazione occasionale in agricoltura?

Per il settore agricolo non opera il limite annuo di durata massima relativo al contratto di prestazione occasionale, pari a 280 ore, previsto per gli altri utilizzatori; questo limite comporta la trasformazione del rapporto a tempo pieno e indeterminato.

Il solo limite di durata è pari al rapporto tra 2.500 euro (limite di compenso massimo per ogni lavoratore) e le retribuzioni orarie dei Ccnl comparativamente più rappresentativi sul territorio nazionale.

Come avviene il pagamento?

L’erogazione del compenso al lavoratore occasionale agricolo avviene a cura dell’Inps, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione.

In particolare, l’istituto provvede a conteggiare tutti i compensi relativi a prestazioni di lavoro occasione rese nell’ambito del mese e ad erogarli, nel loro importo totale, accreditando le somme sul conto corrente bancario fornito dal prestatore o attraverso bonifico bancario domiciliato alle poste.

Attraverso la piattaforma informatica, il prestatore può acquisire il prospetto paga mensile, con evidenza dei dati identificativi degli utilizzatori, della misura dei compensi, della contribuzione Inps/Inail, nonché di ogni altra informazione utile per l’attestazione delle prestazioni svolte.

Nel settore dell’agricoltura, nel caso in cui l’arco temporale della prestazione indicato nella comunicazione si collochi a cavallo di due mesi, il pagamento del compenso avviene il mese successivo alla data finale dell’arco temporale indicato (es. prestazione dal 30 settembre 2020 al 2 ottobre 2020, pagamento del compenso entro il 15 novembre 2020).

Quali sono gli adempimenti relativi al contratto di prestazione occasionale in agricoltura?

Per attivare i contratti di prestazione occasionale, comunicare la prestazione lavorativa ed effettuare il pagamento l’Inps ha pubblicato specifiche istruzioni, che sono state riassunte nella Guida al contratto di prestazione occasionale.


note

[1] Art. 54-bis DL 50/2017.

[2] Messaggio Inps 2887/2017.


1 Commento

  1. Un che e proprietario di un appezzamento di terreno, e nel tempo libero lo coltiva commette qualche reato?

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