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Covid-19, seconda ondata in autunno: come si prepara l’Italia

24 Aprile 2020 | Autore:
Covid-19, seconda ondata in autunno: come si prepara l’Italia

Il piano del ministero della Salute per garantire una struttura sanitaria in grado di reggere un nuovo colpo, tra assunzioni e migliaia di nuovi posti letto.

Si dice spesso che errare è umano ma perseverare è diabolico. Ed è questo il principio che ha in testa il Governo per non commettere lo stesso sbaglio di qualche mese fa, quando l’epidemia di coronavirus colse il Paese completamente impreparato ad affrontare l’emergenza. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Ora che si prevede una seconda ondata di Covid-19 in autunno, ecco come si prepara l’Italia.

Innanzitutto, verranno investiti 2 miliardi di euro per attrezzare in modo stabile negli ospedali dedicati ai pazienti Covid 15mila posti letto in terapia intensiva e sub-intensiva in tutte le regioni. Il piano potrebbe essere gestito dai governatori in prima persona nella veste di commissari. Le risorse serviranno per realizzare tutti i lavori necessari alla creazione di veri e propri reparti per l’emergenza. Ogni Regione dovrà individuare i Covid hospital dedicati all’emergenza oppure i reparti separati dagli altri per evitare possibili contatti con gli altri pazienti. In questo modo, sarà anche possibile far tornare tutti gli ospedali a pieno regime per garantire tutte le altre prestazioni finora rinviate.

Un ulteriore investimento di oltre 1 miliardo di euro sarà destinato all’assunzione di almeno 5mila infermieri nelle case di cura e per potenziare le unità speciali anticovid che assistono i malati a domicilio ma non in tutte le regioni. Altri 800 milioni di euro verranno spesi per mantenere le 20mila assunzioni di medici e infermieri fatte dagli ospedali in un solo mese per far fronte all’emergenza.

Tutte queste misure faranno parte del decreto Aprile, in arrivo nei prossimi giorni. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, conta di inserire anche 5mila borse di studio in più per gli specializzandi, cioè per i medici che dopo la laurea devono completare la loro formazione e che un domani potrebbero essere una risorsa preziosa per il Servizio sanitario nazionale. Una mossa che porterebbe a quasi 14mila le borse per i giovani che devono specializzarsi in medicina.

Da non trascurare il potenziamento delle case di cura per gli oltre 80mila malati di coronavirus in isolamento o costretti a rimanere a casa nei prossimi mesi perché appartenenti a categorie particolarmente a rischio (si pensi, ad esempio, ai più anziani). È con loro che dovranno lavorare i 5mila infermieri da assumere.



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