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Eredità: le donazioni di denaro durante la vita possono essere impugnate

17 ottobre 2013


Eredità: le donazioni di denaro durante la vita possono essere impugnate

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 ottobre 2013



La mia unica sorella è stata aiutata economicamente dai miei genitori nell’acquisto di una casa: all’apertura della successione senza testamento, come potrò tutelare i miei diritti nella probabile ipotesi che solo uno dei miei abbia materialmente firmato assegni, bonifici o trasferito contanti?

Quando si aprirà la successione di un genitore, se l’erede riterrà di essere stato leso nei propri diritti di legittima a causa delle donazioni di denaro effettuate alla sorella, potrà (in assenza di un accordo, sempre auspicabile, fra coeredi) chiedere al giudice la reintegrazione nei suoi diritti. In questo caso, bisognerà prima procedere all’accertamento della lesione della legittima.

L’avvocato dell’erede leso chiederà che il magistrato ordini alla banca di fornire i dati relativi ai movimenti finanziari effettuati dal genitore defunto.

Il tempo trascorso potrebbe rendere problematici ed incompleti tali accertamenti. Per questo, se i genitori sono ancora viventi, è conveniente che la questione venga affrontata nell’ambito familiare, con una discussione pacata e obiettiva, in cui ciascuno possa esporre le proprie ragioni e le proprie aspettative.

Come si calcola la legittima

Ciascun figlio ha diritto alla legittima, che si calcola sommando, al patrimonio lasciato dal defunto al momento della morte, le donazioni fatte in vita agli eredi. In caso di due figli, la legittima di ciascuno è un terzo, la disponibile pure un terzo.

Pertanto se, a seguito delle donazioni, un figlio venisse a percepire meno del terzo dell’asse ereditario calcolato come sopra detto, potrebbe chiedere al fratello di essere reintegrato.

Le donazioni effettuate in vita agli eredi vanno indicate nella dichiarazione di successione, al fine di calcolare la quota esente da imposta di successione, attualmente pari a un milione di euro per ciascun figlio. Se tale importo non viene superato sommando le donazioni alla quota di patrimonio ereditato, non sarà dovuta alcuna imposta per le donazioni.

Se non c’è traccia documentale della donazione di denaro, dovrà probabilmente affidarsi alla correttezza e alla buona volontà del fratello.



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4 Commenti

  1. abbiamo scoperto che mio padre, con mia madre ancora invita, ha cointestato titoli e liquidi per svariati centinaia di migliaia di euro ad un solo figlio su quattro, forse hanno anche qualche cassetta di sicurezza. Da premettere che i tre filgi e la moglie sono indigenti. Da premettere che il figlio in questione è l’unico che lavora e percepisce 40.000 euro all’anno. Come possiamo agire. Loro non sanno che li abbiamo scoperti.

  2. Volevo sapere…mio padre in vita ha donato a mia sorella 200.000.00.euro tramite bonifico..la quale si è comprata una casa con il marito…mia sorella ha firmato un foglio..il,quale dice che ha ricevuto questa cifra in denaro…questo foglio non è mai stato notificato davanti ha un notaio…ma firmato da entrambi cioè mio padre a donato…mia sorella a preso…volevo sapere se era valido..nel momento della successione…oppure meglio che mio padre.faccia un testamento olografo….specificando che questa somma la data come anticipo eredità…non come regalo..a mia sorella..come tutelarci noi due figli…e dimostrare che mia sorella a già preso la sua parte in vita…perché se rientra ancora..a me e mio fratello …ci tolgono quello che ci aspetta..

  3. Nel 1991_92 il padre lascia dei soldi ai 3 figli 2 con una somma alta e gli interessi dei 2 accadono sul terzo . Il padre e deceduto e non si è trovata la documentazione come si deve cercarli e come si possono prendere?

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