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Pubblicazione annunci escort: è reato?

25 Luglio 2020 | Autore:
Pubblicazione annunci escort: è reato?

In quali casi scatta il reato di favoreggiamento alla prostituzione per coloro che pubblicano sui propri siti web gli annunci delle escort?

Nella realtà quotidiana è possibile riscontrare moltissimi siti web dove vengono pubblicizzate le potenziali prestazioni sessuali di donne, uomini e coppie. Si tratta di annunci, il più delle volte, molto espliciti, del tutto privi di filtri o eufemismi che possano, in qualche modo, dissimulare quanto si offre. Quindi, all’interno di tali inserzioni è possibile riscontrare l’elenco di ciò che l’offerente è in grado di assicurare, con allegate delle riproduzioni fotografiche altrettanto esplicite che, molto spesso, consentono d’identificare la persona che intende prostituirsi. Insomma, si tratta di una reclame del proprio corpo in offerta del tutto completa di ogni informazione necessaria: tutto ciò è lecito? In particolare, la pubblicazione di annunci delle escort è reato?

Questa domanda è, spesso, posta non soltanto da coloro che, indignati dinanzi ai fatti in esame, paventano denunce o le più opportune iniziative giudiziarie per arginare questo fenomeno. Frequentemente, il quesito in discussione è oggetto di disamina anche ad opera di chi vorrebbe aprire un sito web che, tra i propri servizi, offrirebbe alle escort la possibilità di pubblicizzare sé stesse. Si tratta, infatti, di un’attività redditizia, visto il numero elevato di potenziali clienti. Perciò, sarebbe il caso di risolvere il seguente dubbio: la pubblicazione di un annuncio di una escort configura il reato di favoreggiamento della prostituzione? Essa è legittima oppure nasconde qualche rischio?

Il reato di favoreggiamento della prostituzione

La legge Merlin che, nel 1958, dispose la chiusura delle case dedite alla prostituzione, tra le disposizioni previste, specificatamente, punisce varie condotte con una multa e con la reclusione da due a sei anni. Tra queste condotte spiccano quelle di coloro che compiono atti di lenocinio a mezzo stampa e anche quelle di chi, con qualsiasi modalità, sfrutti o induca alla prostituzione altrui. Si tratta di comportamenti che sembrano coincidere con quelli di chi pubblica le inserzioni delle escort. Tant’è che molte pronunce giurisprudenziali si sono ripetute nel tempo per elaborare una regola a riguardo e per stabilire se, effettivamente, la condotta in esame potesse, o meno, configurare il reato descritto. Non ci resta, pertanto, che capire cosa è stato affermato dalla Cassazione.

Pubblicazione annunci escort: quando non è reato?

Con il termine di lenocinio s’intende un’attività di intermediazione che l’eventuale sfruttatore ha compiuto nei riguardi della persona che ha offerto il proprio corpo. Con il verbo indurre, invece, si fa riferimento ad un’istigazione o a un consiglio rivolto a convincere il destinatario a recarsi dalla escort. Sono queste le ragioni per le quali si è pensato che il reato descritto dalla legge Merlin potesse, tranquillamente, coincidere con la fattispecie degli annunci di donne e uomini che si prostituiscono e, quindi, essere previsto a carico di coloro che hanno raccolto l’inserzione e l’hanno pubblicata.

Tuttavia, questa conclusione non è stata condivisa dalla Suprema Corte di Cassazione. Gli Ermellini, infatti, hanno sostenuto [1], ad esempio, che il direttore di un giornale non può essere accusato del reato di lenocinio a mezzo stampa, poiché, in caso contrario, si prospetterebbe un’attività d’intermediazione tra la escort e il cliente che, in realtà, non è stata svolta.

In altri termini, i giudici ritengono che utilizzare la norma in esame nel caso concreto comporterebbe una sua applicazione eccessiva e, soprattutto, troppo lontana dal concetto vero e proprio d’intermediazione.

La Cassazione [2], inoltre, a proposito dei siti web, ha precisato che la semplice pubblicazione di annunci pubblicitari, così come avviene mediante il giornale cartaceo, deve essere valutata come un servizio commerciale in favore della persona che lo richiede. In sostanza, si tratta di un’inserzione come tante che non può assumere un rilievo diverso dalle altre solo per il tipo di messaggio in essa contenuto.

Pubblicazione annunci escort: quando è reato?

Alla luce di quanto è stato appena detto sembra chiaro che il semplice annuncio, anche se proveniente da un uomo o una donna che si prostituiscono, non può generare alcuna responsabilità nel titolare del sito web che accoglie l’inserzione. Da questo punto di vista, la Cassazione è stata molto chiara e, negli anni, si è consolidata su questa posizione.

Nonostante ciò, agli Ermellini non è sfuggito il caso diverso in cui alla pubblicazione in esame sono stati affiancati alcuni servizi, per così dire, aggiuntivi. In pratica è stato, correttamente, precisato che aiutare la escort nella collocazione o nella formulazione dell’inserzione oppure nella riproduzione della propria bellezza, attraverso ritocchi alle fotografie o addirittura mediante la realizzazione di servizi fotografici, rappresentano delle condotte che non possono escludere la responsabilità penale. Sono questi, pertanto, i casi in cui scatterebbe il reato di favoreggiamento poiché emergerebbe un’effettiva collaborazione con la escort al fine di favorire il contatto con il cliente.


note

[1] Cass. pen. sent. 48981/2014

[2] Cass. pen. sent. 26343/2009 – 19660/2019


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