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L’eredità: donazione o compravendita se c’è di mezzo il mutuo della banca?

18 Ottobre 2013
L’eredità: donazione o compravendita se c’è di mezzo il mutuo della banca?

Due fratelli vogliono dividersi alcuni beni dei genitori quando questi sono ancora in vita : conviene effettuare atti di vendita o donazioni oppure attendere il momento dell’eredità?

Il passaggio di proprietà degli appartamenti dai genitori ai figli è possibile, ovviamente con il consenso dei genitori stessi.

Si dovrà stipulare un atto di compravendita o di donazione.

Tuttavia, poiché la donazione è un atto revocabile per lesione di legittima, alcune banche hanno difficoltà nel concedere mutui se la garanzia offerta dal mutuatario è un’ipoteca proprio sull’immobile acquisiti per donazione.

Il problema viene a cessare dopo che sono trascorsi dieci anni dalla morte del donante senza che vi siano state impugnazioni da parte degli altri eredi.

Alcuni tentano di aggirare l’ostacolo stipulando un atto di compravendita simulato, mentre in realtà si tratta di donazione; in realtà si tratta di un’operazione delicata, anche quando non si compromettono diritti di terzi e non si attua alcuna evasione o elusione fiscale.

In ogni caso, se l’atto è qualificato come compravendita, andrà documentato il passaggio di denaro a titolo di prezzo.

I genitori possono certamente redigere i loro testamenti in modo da attribuire ai figli quote di eredità diverse. L’eventuale violazione dei diritti di legittima andrebbe fatta valere dal soggetto che si ritiene leso.

Non è invece possibile un accordo fra i fratelli, che abbia valore legale, con cui si dividono la futura eredità, prima ancora dell’apertura della stessa (ossia quando ancora i genitori sono ancora in vita). Si tratterebbe di un patto successorio, che attualmente non è consentito dall’ordinamento italiano.



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