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Si può richiedere estratto conto di un conto chiuso?

26 Aprile 2020
Si può richiedere estratto conto di un conto chiuso?

Chi chiude un conto corrente o cambia banca può ottenere la documentazione relativa al vecchio c/c? Entro quanto tempo e a quale costo?

Un tempo, le banche riuscivano a fidelizzare i propri clienti per tutto l’arco della loro vita. Oggi, invece, cambiare banca è diventato molto più facile ed avviene sempre più di frequente. Questo perché, per favorire la concorrenza anche nei servizi finanziari, e quindi l’efficienza e i prezzi bassi, la legge ha attribuito al cittadino il diritto di ottenere la cosiddetta «portabilità» del conto corrente e del mutuo: si tratta di una migrazione da un istituto di credito a un altro senza penali e in qualsiasi momento del rapporto, scegliendo così, di volta in volta, quello che applica condizioni più vantaggiose. 

Quando si cambia banca capita, però, spesso di perdere la documentazione relativa al vecchio rapporto. Come si può ovviare al problema? Si può richiedere estratto conto di un conto chiuso? Cerchiamo di vedere cosa prevede la legge.

A che serve l’estratto conto di un c/c ormai chiuso?

Tutte le operazioni che avvengono per il tramite della banca sono “tracciabili”, ossia lasciano una impronta nei circuiti elettronici dell’istituto di credito. Tramite l’estratto conto, quindi, è possibile ricostruire, anche a distanza di molto tempo, tutte le movimentazioni eseguite dal correntista, in questo modo procurandosi la prova di un pagamento, un prelievo, un versamento. Lo sa bene anche lo stesso fisco che utilizza l’Anagrafe dei conti correnti per controllare le movimentazioni bancarie dei contribuenti e, da queste, risalire all’eventuale evasione fiscale.

Non solo. Spesso, gli estratti conto vengono utilizzati proprio contro la banca, quando questa addebita spese non dovute o applica dei tassi di interesse illegali. Non a caso, tra le prove richieste in tribunale nel giudizio volto ad accertare il cosiddetto “anatocismo” (ossia il calcolo degli interessi sugli interessi) vi sono proprio gli estratti conto.

Si può richiedere l’estratto conto di un conto chiuso?

L’articolo 119 del Testo Unico bancario (Tub) stabilisce un preciso obbligo in capo alle banche: quello di fornire, su richiesta del cliente, la prova di qualsiasi movimentazione effettuata negli ultimi 10 anni, dietro corresponsione del rimborso spese di produzione. 

Quindi, entro tale arco temporale, l’istituto di credito è tenuto a consegnare, all’ex cliente gli estratti conto.

Ecco il testo della norma:

«Il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell’amministrazione dei suoi beni hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni. Al cliente possono essere addebitati solo i costi di produzione di tale documentazione».

Dunque, è diritto del cliente ottenere lo storico degli estratti conto ma solo degli ultimi 10 anni e non oltre. 

Non rileva né il fatto che tale documentazione debba essere usata proprio contro la stessa banca, né che sia nel frattempo intervenuta la morte del correntista. Anche gli eredi, infatti, una volta depositata in banca la dichiarazione di successione, hanno diritto ad ottenere gli estratti del vecchio conto corrente del defunto (anche al fine di verificare se siano intervenute azioni fraudolente da parte di altri parenti o se vi siano state lesioni delle quote di legittima).

Peraltro, come già chiarito dall’Arbitro Bancario e finanziario (Abf), la banca non può chiudere il conto corrente alla morte del proprio cliente. Il conto deve restare in vita a beneficio degli eredi. Solo se questi ultimi lo chiederanno, il rapporto andrà estinto. Resta ferma la possibilità di chiedere gli estratti conto anche di un conto chiuso.

Come chiedere gli estratti del vecchio conto corrente?

La domanda per ottenere gli estratti del conto corrente chiuso va inoltrata presso la filiale ove detto conto era stato acceso. La richiesta può essere inoltrata tramite raccomandata a.r. o posta elettronica certificata (Pec).

La banca recapiterà l’estratto conto nella modalità indicata dal cliente, in formato cartaceo oppure formato digitale (pdf). 

Entro quanto tempo devono arrivare gli estratti conto?

La banca deve far pervenire gli estratti conto al cliente che ne abbia fatto richiesta (o ai relativi eredi) entro un «congruo termine» che non può mai essere superiore di 90 giorni. Se non lo fa, è possibile azionare contro di essa un ricorso d’urgenza in tribunale per ottenere un ordine del giudice all’esibizione della documentazione.

Quanto costa chiedere un estratto conto corrente?

La legge non dice a quanto ammontino i costi per la richiesta di un estratto conto, lasciando così la determinazione della tariffa alla banca. Tuttavia, trattandosi di un rimborso spese e non già di un corrispettivo, l’importo non può mai essere elevato. Riportiamo, a tal fine, un importante precedente dell’Arbitro Bancario e Finanziario di Milano [1], secondo cui non possono essere addebitate al richiedente spese talmente elevate da pregiudicargli la possibilità di difendersi.

Risultato: se la banca decide di far pagare una tariffa à forfait, il compenso dovutole per la copia degli estratti conto va calcolato non già in base al numero dei singoli fogli stampati, ma sull’intero documento; in ogni caso, il conto finale non può essere superiore a 20 euro.

L’estratto conto è una prova?

Secondo la nostra giurisprudenza, l’estratto conto è una prova di pagamento sia nei confronti dei privati che del fisco (anche se, in quest’ultimo caso, mancherebbe a rigore la data certa, non essendo la banca un pubblico ufficiale). E, difatti, l’estratto conto può essere impiegato per contrastare le presunzioni del Redditometro e dimostrare che il denaro con cui è stato acquistato un bene di lusso deriva da una donazione, una vincita al gioco, un risarcimento o altre fonti di reddito non tassabili o già tassate alla fonte.

A ben vedere, se l’estratto conto dimostra inconfutabilmente l’esistenza di un pagamento non dice però a quale titolo esso è avvenuto.  


note

[1] Abf Milano, decisione n. 2609 del 10.03.2017.


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