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Come dimostrare che non ho la tv

25 Luglio 2020 | Autore:
Come dimostrare che non ho la tv

Per non pagare il canone Rai bisogna certificare di non possedere un apparecchio. Ma non vuol dire non guardare legalmente i programmi senza versare la tassa.

Ci sono pochi modi per non pagare il canone Rai. Ma ce ne sono. Uno, è quello di avere almeno 75 anni e un reddito molto basso: qualche vantaggio dovrà pur averlo l’essere in là con l’età. Poi, c’è quello di essere diplomatico o militare straniero. Ed un terzo che è, probabilmente, il più scabroso: non avere il televisore in casa. Perché il più scabroso? Perché si parte dal presupposto che, chi più chi meno, tutti abbiano in casa un apparecchio per vedere Sanremo, le partite, la De Filippi, la fiction, la serie, il telegiornale e via scorrendo col telecomando. Ma dare per stabilito che un cittadino debba per forza pagare il canone senza avere il televisore in casa è pretendere un po’ troppo. Se questo è il tuo caso, ti sarai sicuramente chiesto: come dimostrare che non ho la tv?

Perché il problema è sempre il solito. Non è che l’Agenzia delle Entrate, prima di pretendere il canone Rai ti chiede: «Scusi, Lei ha il televisore in casa?». Il Fisco si porta avanti e ti chiede a prescindere di pagare l’abbonamento tv nella bolletta della luce. Devi essere tu a dire: «Guardi che si sbaglia. Io non devo pagare perché a casa mia l’apparecchio per vedere Barbara D’Urso non ce l’ho». «Già», risponderà l’Agenzia delle Entrate. «Me lo dimostri». Ecco, appunto: come dimostrare che non si ha la tv?

A rigor di logica, ci sono solo due possibilità. La prima, far entrare gli ispettori del Fisco in casa tua per far vedere che non c’è un solo apparecchio televisivo. Potrebbero pensare che tu l’abbia nascosto: bene, fai vedere loro che nei muri non c’è una sola presa per l’antenna. Ad ogni modo, questa ipotesi è da scartare: si rientra nei complicati meandri della perquisizione con mandato del giudice, ecc.

La seconda possibilità è quella che ci interessa, perché la più fattibile e comoda, visto che la legge l’accetta: la dichiarazione sostitutiva. In pratica, ti prendi le tue responsabilità dicendo: non ho la tv.

Vediamo come si può fare, dopo aver ripassato chi è tenuto e chi no a pagare il canone Rai.

Canone tv: chi è esonerato?

Secondo l’Agenzia delle Entrate, si ha diritto all’esonero del canone Rai in questi casi:

  • quando si ha almeno 75 anni ed un reddito annuo proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 8.000 euro e senza conviventi titolari di un reddito proprio, a meno che si tratti di collaboratori domestici, colf e badanti;
  • quando si occupa una carica diplomatica, si lavora in un Consolato o si è militare;
  • quando non si possiede un apparecchio televisivo in casa.

L’esonero per over 75

Non deve pagare il canone Rai senza dover dimostrare che non ha la tv in casa (anzi, può lasciarla pure accesa nel caso arrivasse un ispettore) chi ha compiuto i 75 anni di età entro il 31 gennaio dell’anno in cui la tassa sarebbe dovuta. Se, invece, il contribuente spegne le 75 candeline tra il 1° febbraio ed il 31 luglio di quell’anno, dovrà pagare il canone tv solo per il primo semestre. Insomma, paga la metà.

C’è, però, come abbiamo visto un vincolo di reddito: il cittadino over 75 non deve avere un reddito annuo proprio e del coniuge complessivamente superiore a 8.000 euro e non avere conviventi che possiedano un reddito proprio, a meno che non sia un collaboratore domestico assunto con contratto pieno, come può essere una badante.

L’interessato, in questo caso, deve presentare una dichiarazione sostitutiva in cui afferma di possedere i requisiti sopra citati per l’esonero. Una sola dichiarazione vale anche per gli anni successivi, sempre che rimangano le stesse condizioni di reddito (quella dell’età è ovvia, visto che, purtroppo, su quella non si torna indietro).

L’esonero per diplomatici e militari stranieri

Non sarà la fetta di popolazione più numerosa, ma ci sono anche loro e, pertanto, vanno citati. Diplomatici e militari stranieri hanno diritto all’esonero dal pagamento del canone tv senza dover dimostrare di non avere la tv in casa.

Nello specifico, rientrano in questa categoria:

  • agenti diplomatici;
  • funzionari o gli impiegati consolari;
  • funzionari di organizzazioni internazionali, esenti in base allo specifico accordo di sede applicabile;
  • militari di cittadinanza non italiana o personale civile non residente in Italia di cittadinanza non italiana appartenenti alle forze Nato di stanza in Italia.

Anche in questo caso, occorrerà presentare una dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate in cui si certifica che la propria condizione rientra tra una di quelle sopra citate.

L’esonero perché non si possiede la tv

Ed eccoci al terzo caso, quello da cui siamo partiti e che ci interessa in particolare: l’esonero dal canone Rai perché non si possiede la tv.

Va ricordato che l’abbonamento televisivo viene caricato sulla bolletta della luce. Quindi, chi è titolare di un’utenza per uso domestico residenziale può evitare l’addebito dichiarando di non possedere un solo apparecchio tv in nessuna delle abitazioni in cui quell’utenza è intestata a lui. Il televisore non deve appartenere nemmeno ad un componente della sua famiglia anagrafica.

Come si dimostra di non avere la tv

Il problema è dimostrarlo, appunto. Come si diceva all’inizio, l’arrivo degli ispettori per verificare se in casa c’è un apparecchio televisivo è abbastanza improbabile, a meno che non ci siano degli indizi certi che il proprietario sta «barando» e che un giudice abbia dato il via alla perquisizione. Basterà vedere che c’è una presa tv attiva in qualche locale per sospettare che il televisore sia stato nascosto da qualche parte.

Si tratta, comunque, di un caso sempre possibile ma sicuramente estremo. Più semplice, invece, ricorrere all’autocertificazione richiesta dall’Agenzia delle Entrate. Il Fisco ci crede sulla parola, certo. Ma consapevole del fatto che se chi chiede l’esonero sta mentendo, può essere severamente punito.

Il modulo da compilare è questo. Con lo stesso modello è possibile certificare che non si possiede, in nessuna delle abitazioni dove è attivata l’utenza elettrica intestata allo stesso contribuente, un ulteriore apparecchio televisivo oltre a quello per cui è stata precedentemente presentata una denuncia di cessazione dell’abbonamento per suggellamento, da parte del titolare o dei loro familiari.

Il modello può essere utilizzato anche da un erede per dichiarare che nell’abitazione in cui l’utenza elettrica è ancora temporaneamente intestata a un soggetto deceduto, non è presente alcun apparecchio TV.

La dichiarazione deve essere rinnovata ogni anno.

Si può guardare la tv senza avere il televisore?

Chi riesce a dimostrare che non ha la tv può, comunque, guardare i canali televisivi senza pagare il canone e in modo legale? Certo che può. Grazie ad una clamorosa falla nella normativa sulla tassa relativa all’abbonamento Rai.

Ecco, tutto si basa su quest’ultima espressione: «Abbonamento Rai». Spesso, si usano questi termini per parlare del canone tv. Sono termini impropri, perché in realtà non si tratta di un «abbonamento» alla Rai ma di una tassa sul possesso di un televisore, anche se poi i soldi ricavati aiutano a tenere in piedi la tv di Stato.

Per farla semplice: non si parla di un abbonamento ad un canale televisivo, come chi spende dei soldi volontariamente per vedere Sky o un altro network. Qui di volontario non c’è nulla e non si paga per guardare i programmi solo di una rete televisiva.

Questo significa, come del resto abbiamo già visto, che la tassa va versata solo se si possiede un televisore. Se si riesce a dimostrare con l’autocertificazione di non averlo, il canone non va pagato.

Come non si deve versare se si guardano le trasmissioni via computer, tablet o smartphone anche attraverso un monitor da 32 pollici (monitor, non tv). La legge, infatti, obbliga al pagamento della tassa chi possiede un apparecchio adatto alla ricezione del segnale radiotelevisivo tramite antenna (terrestre o satellitare). Non dice nulla sul fatto che l’imposta debba essere pagata per guardare i programmi con altri dispositivi che consentono la visione via Internet. Ecco dov’è la falla.



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1 Commento

  1. La tv è il migliore e più perfetto strumento di distruzione dell’essere umano sotto diversi aspetti:
    1) economico, perché induce nuovi consumismi che prima non si avevano, deviando dalla retta via e da un sano risparmio, simbolo del rispetto per il denaro guadagnato (questo però vale solo per chi se lo suda, non per chi ruba o si fa mantenere)
    2) umano, per via dell’omologazione che, più tardi, porterà le masse a compiere in modo acritico le azioni autodistruttive ed antisociali ordinate dal potere, ad esempio l’acquisto massiccio di gioco d’azzardo
    3) medico, perché la marea di pubblicità di merendine e altre cose tossiche induce al loro consumo, allontanando dai cibi salubri e sviluppando immunodepresione e quindi potenzialmente cancro e morte
    4) sociale, perché una società che accetta di guardare, legittimandone di fatto l’esistenza, spettacoli televisivi infinitamente diseducativi, devianti, violenti, disumanizzanti, è una società destinata a peggiorare il mondo, se stessa e le nuove generazioni
    5) ecologico, per via dell’elettricità sprecata per accendere i maxi-telelevisori e soprattutto per via dello smaltimento, a volte antiecologico, degli apparati stessi; le discariche del Ghana sono un esempio.
    Pasolini disse: “Nulla è più feroce della banalissima televisione” (Pasolini).

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