Coronavirus, bimbi e mascherine: i consigli del pediatra

24 Aprile 2020
Coronavirus, bimbi e mascherine: i consigli del pediatra

Se vi state domandando se l’obbligo delle protezioni vale anche per i più piccoli, qui potete trovare la risposta.

Anche i bambini devono indossare la mascherina, ma non sempre. Lo dichiara il pediatra Sergio Conti Nibali che, oggi, durante una diretta Facebook sulla pagina di Uppa magazine ha fornito una serie di consigli ai genitori che già si preoccupano perché non sanno come tenere a bada l’irrefrenabile istinto dei figli di sfilarsele. Li ha riepilogati una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos. Decisamente tranquillizzante, per chi ha bimbi piccoli: “Sotto i due anni d’età non se ne parla di doverle indossare – sostiene Nibali -. Poi vedremo le direttive ufficiali che saranno date, ma finora si è detto questo. Quando si parla di bambini, la parola ‘devono’ va presa con le pinze. L’indicazione principale è di utilizzare la mascherina solo se si va in posti chiusi. Per esempio in farmacia o al supermercato. Andrebbe in teoria indossata in luoghi dove c’è difficoltà a stare a distanza con le persone”. Parola di pediatra.

Nibali, oltre a prendersi cura dei piccoli pazienti, dirige Uppa magazine, dove Uppa sta per ‘Un pediatra per amico’, una casa editrice indipendente che distribuisce la sua rivista negli ambulatori del sistema sanitario nazionale, in consultori, biblioteche e strutture di assistenza alla maternità e all’infanzia. Il pediatra invita innanzitutto alla calma: cambiamenti alla vita di tutti i giorni ci saranno, ma non sempre e necessariamente invasivi. Il mantra è: prudenza e tranquillità. E c’è una cosa che, soprattutto, non cambia: i bambini, specie quelli molto piccoli di 8, 10 e 12 mesi, devono giocare, quindi “gattonare, scoprire, esplorare il mondo che purtroppo oggi è solo la loro stanza, la loro casa. Non possiamo metterli in un angolino, basta tenere pulito e avere accortezze come quella di lasciare le scarpe all’ingresso quando si rientra da fuori. Bambini e ragazzi hanno diritto a respirare. Se c’è un balcone, una terrazza, un giardinetto fate passare loro più tempo possibile all’aria aperta. Anche in questa fase”.

Come per gli adulti, “la mascherina deve essere aderente, coprire naso, bocca e mento. Non va toccata con le mani, va indossata tenendola per l’elastico, non va bagnata. Se monouso va sostituita e gettata in un sacchetto chiuso – raccomanda il pediatra -. Altrimenti più che una protezione rischia di diventare pericolosa”, un facilitatore del contagio. Regole difficili da far rispettare a bambini sotto i sei anni, ma anche più grandi. Sarebbe una pretesa irrealizzabile. “È molto probabile che vi starete chiedendo: come faccio? Per quanto tempo potrà tenere la mascherina il mio bambino? Il primo suggerimento è: cerchiamo piuttosto di portare i bambini il meno possibile in ambienti chiusi“. Solo se indispensabile, altrimenti mamme e papà possono dividersi e uno dei due resta fuori col bimbo.

“Quando ci si trova all’aria aperta invece – aggiunge il pediatra – i bambini non devono portare la mascherina.
Certo ci saranno prescrizioni che dicono il contrario. Se per esempio la Regione Lombardia dispone che tutti compreso i bambini debbano indossarla anche fuori, non possiamo dire di trasgredire. Tuttavia non dobbiamo essere fobici. Non vuol dire che il bimbo non debba uscire e non rimproverateli se non riescono a tenerla, se si mettono le mani in bocca e si strofinano il naso. Piuttosto chiediamo la loro collaborazione con calma. I piccoli sono grandi imitatori: ripetono quello che fanno mamma, papà e gli amichetti”. Il messaggio che deve
passare è: non sei solo tu a doverlo fare.

“Ci sono tante idee fantasiose per rendere più accettabile la cosa – continua Conti Nibali – ma vanno tenute presenti anche situazioni particolari come i bambini che soffrono di asma che non riescono a tenere indosso le mascherine, i bimbi disabili che potrebbero avere difficoltà. Magari in questo caso il suggerimento è di far indossare quelle con filtro se per esempio devono andare in luoghi come l’ospedale o l’ambulatorio per le loro problematiche di salute”. I dubbi scattano anche su quale mascherina scegliere. Quelle fai da te non vanno scartate, suggeriscono gli esperti. Anzi: “Ci sono raccomandazioni specifiche dell’Organizzazione mondiale della Sanità e del Centro per il controllo delle malattie di Atlanta, uno dei più importanti, che sdoganano le mascherine fatte in casa, lavandole bene ogni volta, e suggeriscono di usarle con telo di cotone doppio“, dice il pediatra.

“Se si aggiunge un filtro il passaggio è ancora inferiore – prosegue il medico -. In situazioni di carenza, le mascherine professionali, anche chirurgiche, andrebbero lasciate agli operatori sanitari”. Qualora in futuro fossero disponibili in abbondanza “allora la popolazione generale potrebbe usarle”. Tenendo presente, però, che indossare le mascherine “è un gesto quasi altruistico, non serve per difendere noi perché l’impermeabilità non è
garantita al 100% ma in percentuali ben più basse”. Se tutti la usano l’effetto è senz’altro quello di diminuire il rischio per tutti. Ma “non ci si deve sentire al sicuro solo perché la si indossa. Averle non esclude l’obbligo di rispettare misure preventive importanti come il distanziamento sociale e il lavaggio accurato e frequente delle mani“.

Quanto alla fase due, Conti Nibali dice che i pediatri si sono attrezzati. “Noi abbiamo lanciato una petizione in cui ponevamo un problema, e cioè che non si è mai posto il problema dei bambini”. Nell’agenda relativa alla gestione dell’emergenza coronavirus “i bambini non sono mai citati se non per dire che non possono uscire, che non possono andare a scuola. È una situazione talmente vessatoria. Speriamo che da ora in poi si pensi di più a loro, che ci si metta anche dalla parte delle famiglie. Per esempio è improbabile che un bimbo possa usare una mascherina per più di venti minuti. Genitori, non pensate di usarle quando potrete uscire per parchi, andare al mare e in montagna. Non ce n’è bisogno”. A virus nuovo corrispondono problematiche nuove. Dalla didattica online alle regole per l’igiene, i genitori si sono dovuti attrezzare. Sul web piovono tutorial su qualunque aspetto. A cominciare dall’igiene. Ci sono video per insegnare ai più piccoli con delle canzoncine il tempo corretto necessario per lavarsi bene le mani. Ci sono minicorsi per imparare a cucirsi da soli le mascherine con stoffe colorate e gradevoli per i bimbi.

Le misure corrette delle mascherine sono le seguenti, secondo il pediatra: “Per gli adulti 15 per 30 centimetri e per i bimbi 12 per 25. In definitiva, possiamo prendere sane abitudini, lavare i vestiti più spesso o metterli in quarantena per qualche giorno, seguire consigli e prescrizioni. Ma accettiamo che il rischio c’è e che, soprattutto quando abbiamo a che fare con i bimbi, dobbiamo conciliare la teoria con la realtà”.



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