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Risarcito per demansionamento il lavoratore laureato messo a fare solo fotocopie

14 Ottobre 2013 | Autore:
Risarcito per demansionamento il lavoratore laureato messo a fare solo fotocopie

Il datore di lavoro non può adibire il dipendente laureato a mansioni meramente esecutive (per esempio, fare fotocopie o rispondere al telefono) non corrispondenti all’inquadramento contrattuale e alle qualifiche possedute.

È vietato adibire il lavoratore laureato a mansioni esecutive (fotocopie, fax, rispondere al telefono) non corrispondenti all’inquadramento previsto all’atto di assunzione e, pertanto, dequalificanti.

Il demansionamento è, infatti, illegittimo [1] in quanto lede la professionalità e dignità del lavoratore che, assunto in una determinata categoria contrattuale, svolge poi attività incompatibili con la qualifica posseduta.

Fare fotocopie o rispondere al telefono costituisce dequalificazione professionale; si tratta sena dubbio di attività che non implicano le conoscenze e le capacità tecniche nonché l’autonomia e responsabilità di un lavoratore che vanta un titolo di laurea e studi specialistici.

La Cassazione ha recentemente sottolineato che il demansionamento è inammissibile anche se il dipendente laureato è disabile [2]. In questo caso, infatti, il datore di lavoro non può assumere il dipendente per determinate mansioni e poi assegnargliene diverse giustificando il demansionamento con la sua disabilità.

Il lavoratore disabile deve essere assunto fin da subito con l’assegnazione di prestazioni compatibili con le sue qualifiche e al contempo con le sue minorazioni.

Il demansionamento è comunque illegittimo in quanto viola il diritto alla dignità della persona sul luogo di lavoro: esso lede il patrimonio professionale insito nell’inquadramento spettante al lavoratore secondo l’atto di assunzione.

Ne deriva il diritto del lavoratore al risarcimento del danno.

 


note

 

[1] Art. 2103 cod. civ..

[2] Cass. sent. n. 23170 dell’11.10.2013.


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