Il processo a distanza è legge anche nel penale

24 Aprile 2020 | Autore:
Il processo a distanza è legge anche nel penale

Udienze da remoto, procura alle liti, notifiche e depositi telematici via internet e Pec, mediazione online, camere di consiglio in videoconferenza.

Oggi la Camera dei deputati ha dato il via libera alla conversione del Decreto Cura Italia [1]: con 229 voti favorevoli, 123 contrari e 2 astenuti il provvedimento è stato approvato in via definitiva e ora è legge, attendendo soltanto la prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Le nuove norme regoleranno lo svolgimento delle attività processuali, sia nel civile sia nel penale, dal momento della ripresa – fissato al 12 maggio al termine dell’attuale sospensione – per ora individuata sicuramente fino al 30 giugno 2020 ma che potrebbe estendersi all’eventuale successiva data che sarà stabilita come cessazione definitiva del periodo di emergenza Covid-19.

Il contenuto iniziale delle norme in materia processuale stabilite dal Decreto legge [2] varato dal Governo è stato stravolto dal “maxi-emendamento” correttivo, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia ad entrambi i rami del Parlamento.

Nel testo ora approvato in via definitiva ci sono numerose novità rispetto alla disciplina prevista a marzo. Gli aspetti tecnici dovranno però essere regolamentati da un successivo provvedimento del direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del ministero della Giustizia (Digsia) che comunque già aveva emanato le prime direttive per lo svolgimento delle udienze online.

Analizziamo ora i principali aspetti del nuovo processo a distanza nelle varie fasi, adempimenti e momenti processuali.

Procura alle liti

La sottoscrizione della parte nell’atto di procura alle liti viene semplificata: l’assistito firmerà l’atto cartaceo e, senza bisogno di recarsi fisicamente dall’avvocato o di consegnargli in altre maniere il foglio, potrà inviare l’immagine del documento così formato via e-mail oppure anche attraverso un sistema di messaggistica come Whatsapp (la norma infatti parla di «copia informatica per immagine»), unitamente alla copia di un documento di riconoscimento in corso di validità.

Sarà nel momento della trasmissione elettronica che l’avvocato certificherà l’autenticità della sottoscrizione e apporrà sulla copia del file trasmesso all’Ufficio giudiziario la sua firma digitale; per l’invio dovranno essere utilizzati gli strumenti informatici indicati dal decreto del ministero della Giustizia.

Deposito telematico

Diventa obbligatorio durante l’intera durata della fase emergenziale il deposito telematico da parte del difensore di tutti gli atti e documenti prodotti e offerti in comunicazione. La regola vale anche per i procedimenti civili, contenziosi e di volontaria giurisdizione e comprende anche le pubbliche amministrazioni che stanno in giudizio attraverso i propri dipendenti autorizzati.

Contributo unificato

Il pagamento del contributo unificato sarà assolto sempre con strumenti telematici ed è privilegiato l’utilizzo della piattaforma PagoPA, messa a disposizione da Agid, l’Agenzia per l’Italia digitale e già funzionante per la maggior parte dei pagamenti dei cittadini verso le pubbliche amministrazioni.

Udienze online

Processi civili

Nelle udienze virtuali dove non compaiono soggetti diversi dai difensori (parti, testimoni, consulenti tecnici e periti, ecc.) è confermata la possibilità di scambiare e depositare telematicamente note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni rassegnate; questo consentirà la successiva adozione del provvedimento del giudice, che verrà emesso anche fuori udienza, come nella maggior parte dei casi è prevedibile che accadrà.

Anche gli ausiliari del giudice, come i cancellieri, potranno operare a distanza (diversamente da quanto accade, come vedremo tra poco, nel penale).

Un particolare regime è previsto per gli incontri tra  genitori e figli da svolgersi in spazio neutro e alla presenza dei servizi sociali: saranno realizzati in videoconferenza secondo le modalità stabilite dagli stessi servizi sociali. Nei casi in cui il collegamento telematico a distanza non risulterà possibile, gli incontri saranno sospesi.

C’è poi la possibilità di realizzare incontri in videoconferenza, se tutte le parti coinvolte lo consentono, anche per la mediazione civile, la negoziazione assistita e ogni altro procedimento di risoluzione stragiudiziale delle controversie. Qui in caso di esito favorevole si potrà redigere un verbale digitale, che sarà sottoscritto dalle parti coinvolte in forma digitale.

Processi penali

Qui sono previste le novità che impattano maggiormente sull’esercizio dei diritti di difesa. Infatti le nuove norme prevedono che alle udienze devono partecipare, se ritengono di comparire, esclusivamente a distanza gli imputati detenuti, internati o in custodia cautelare. Non è perciò possibile la traduzione fisica in aula.

Il collegamento audiovisivo con l’aula (che a questo punto sarà essa stessa virtuale) dovrà garantire un canale audio e video che consenta ai partecipanti di vedersi e ascoltarsi, nonché di interloquire nei momenti previsti. L’incontro processuale tra le parti con tutti gli scambi dialettici e sensoriali che ne conseguono potrà avvenire esclusivamente via teleschermo, monitor e microfono.

Potranno essere svolte da remoto tutte le udienze penali che non richiedono la presenza di soggetti diversi dal nucleo minimo dei partecipanti indispensabili, cioè il pubblico ministero, le parti e i loro difensori, nonché gli ausiliari che assistono il giudice, ma la stessa possibilità viene estesa alle udienze cui prenderanno parte anche la polizia giudiziaria, gli interpreti, i periti ed i consulenti tecnici delle parti.

Il meccanismo di fissazione dell’udienza e di convocazione delle parti sarà il seguente: il giudice comunicherà a tutti i partecipanti il giorno e  l’ora in cui avverrà il collegamento e le modalità di trasmissione (ad esempio, indicando l’indirizzo telematico del canale della videoconferenza fruibile sulla piattaforma Microsoft Teams).

Quando l’udienza virtuale inizierà, l’unico soggetto che dovrà trovarsi fisicamente presente presso l’Ufficio giudiziario (Tribunale, Corte d’appello, ecc.) sarà l’ausiliario del giudice, che dovrà dare atto nel verbale delle modalità utilizzate per il collegamento.

I difensori attesteranno l’identità dei loro assistiti, che se vorranno partecipare all’udienza potranno farlo dalla medesima postazione da cui si collega il loro difensore. Gli imputati ristretti agli arresti domiciliari e gli indagati sottoposti a misura cautelare presso la propria abitazione, potranno partecipare all’udienza (anche quella di convalida dell’arresto o del fermo) dal più vicino ufficio di polizia giudiziaria attrezzato per la videoconferenza.

Ma il medesimo meccanismo delle udienze a distanza viene esteso anche alla fase delle indagini preliminari, qualora sia necessario compiere atti che richiedono la partecipazione dell’indagato, della persona offesa o di altre parti, come ad esempio l’incidente probatorio; in questi casi è prevista non l’obbligatorietà ma la possibilità di svolgere queste attività processuali da remoto.

Camera di consiglio

Anche la camera di consiglio diventa virtuale: la conversione in legge ha superato tutte le perplessità e vere e proprie obiezioni sollevate dalle Camere civili e penali e da una parte della magistratura. Ora diventa consentito adottare da remoto le deliberazioni collegiali per tutti i procedimenti civili e penali, anche per quelli non sospesi fino all’11 maggio.

In base alle nuove norme, il luogo fisico da cui il magistrato giudicante si collega partecipando al collegio in videoconferenza (verosimilmente casa propria o il proprio studio)  si considera a tutti gli effetti camera di consiglio, con l’adozione della relativa disciplina di segreto e riservatezza.

Il correttivo apportato con il maxi-emendamento sana retroattivamente anche la validità delle camere di consiglio già svolte in precedenza in modalità telematica. Quando si tratta di processi penali, sarà il presidente a stilare e a sottoscrivere il dispositivo della sentenza, che dovrà depositare «prima possibile» in cancelleria, la quale lo comunicherà alle parti.

Notifiche via Pec

Nei processi penali viene concessa a tutti gli uffici l’autorizzazione ad utilizzare la posta elettronica certificata (Pec) per le varie comunicazioni e per le notificazioni. In deroga alle disposizioni del Codice di procedura penale, le notifiche indirizzate agli imputati ed alle altre parti processuali potranno essere validamente eseguite all’indirizzo Pec del difensore di fiducia, ovvero d’ufficio.

In Cassazione

Davanti alla Suprema Corte di Cassazione i ricorsi verranno trattati in camera di consiglio da remoto, salvo che il ricorrente abbia richiesto espressamente la discussione orale. La domanda andrà inviata con Pec alla cancelleria della Cassazione dal difensore almeno 25 giorni prima dell’udienza (per le udienze già fissate ci sarà un rinvio per consentire di optare per la discussione orale).

Nell’udienza camerale non ci sarà la partecipazione del procuratore generale, il quale, entro i 15 giorni che precedono l’udienza, formulerà le sue richieste, sempre a mezzo Pec e la cancelleria della Corte le girerà ai difensori delle parti, i quali, sino a 5 giorni prima della data dell’udienza, formuleranno le conclusioni, anche in questo caso via Pec.

Il collegio degli Ermellini si riunirà in camera di consiglio con le modalità che abbiamo descritto sopra, delibererà da remoto la decisione e comunicherà il dispositivo emesso alla cancelleria.


note

[1] Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18.

[2] Art. 83 del D.L. 17 marzo 2020, n.18


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube