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Condominio: requisiti per la nomina ad amministratore; non c’è obbligo di PEC

5 Novembre 2013
Condominio: requisiti per la nomina ad amministratore; non c’è obbligo di PEC

Vorrei sapere quali sono i requisiti necessari per la nomina ad amministratore di condominio e se per l’esercizio di tale professione è obbligato ad avere una propria Pec (posta elettronica certificata), riferibile alla persona.

L’indirizzo di posta elettronica certificata è, allo stato, obbligatorio per le società e per i professionisti iscritti ad albi o elenchi di legge. Posto ciò, se l’amministratore di condominio è anche uno di questi due soggetti, dovrà munirsi di Pec, ma non quale amministratore di condominio in sé.

Requisiti per la nomina ad amministratori di condominio

La riforma del condominio prevede che possono svolgere l’incarico di amministratore di condominio coloro:

a) che hanno il godimento dei diritti civili;

b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;

c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;

d) che non sono interdetti o inabilitati;

e) il cui nome non risulta annotato nell’elenco dei protesti cambiari;

f) che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;

g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.

Gli ultimi due requisiti (lettere f e g) non sono necessari:

– qualora l’amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile;

– per coloro che hanno svolto tale funzione per almeno un anno, nell’arco dei tre anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

Resta però salvo l’obbligo di formazione periodica.

La riforma non ha previsto un “albo” a cui gli amministratori devono iscriversi per attestare il possesso dei requisiti necessari; sarà il condominio, pertanto, a dover chiedere la documentazione al professionista dal quale intende farsi amministrare.

Sanzioni e certificazioni

Non esistono sanzioni per chi esercita in assenza di tali requisiti: egli rischia soltanto di perdere l’incarico. Sebbene, infatti, la perdita di anche uno solo dei requisiti di onorabilità comporti l’immediata cessazione dell’incarico, non è agevole per i condomini venirne a conoscenza se non attraverso l’amministratore stesso.

Per ovviare a tali problemi, gli amministratori, al fine di attestare il possesso dei requisiti stabiliti dalla normativa in esame, possono decidere di iscriversi a un’associazione, di chiedere una certificazione applicando la normativa tecnica Uni, o, in alternativa, scegliere la strada dell’autocertificazione basata sulla conformità di fatto alla stessa.

Più in dettaglio, le associazioni devono garantire una qualificazione della prestazione professionale conforme alle cosiddette norme Uni, che è controllata dal ministero dello Sviluppo economico. Come previsto dallo Statuto delle professioni non regolamentate, infatti, i requisiti, le competenze, le modalità di esercizio dell’attività e le modalità di comunicazione verso l’utente individuate dalla normativa tecnica Uni costituiscono principi e criteri generali che disciplinano l’esercizio autoregolamentato della singola attività professionale e ne assicurano la qualificazione.

Dunque, anche se non è indispensabile per legge essere muniti di una certificazione, è evidente che, in caso di controllo da parte del ministero dello Sviluppo economico, sarà più difficile dimostrare il possesso dei requisiti in assenza di quest’ultima.



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