Coronavirus: sì alla separazione a distanza

25 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: sì alla separazione a distanza

Via libera alle udienze per via telematica quando c’è accordo tra gli ex coniugi. In caso di contenzioso, però, il giudice potrebbe negare la videoconferenza.

Probabilmente, era il sogno di molti mariti o mogli che vogliono lasciare il proprio coniuge senza doverlo guardare in faccia. Oggi, a causa del coronavirus, questa possibilità è concreta: la causa di separazione o di divorzio si può fare da casa, a distanza.

Lo si legge nelle linee guida approvate dal Consiglio nazionale forense in tema di diritto di famiglia. «La vita delle persone non può restare sospesa a causa dell’emergenza epidemiologica», scrivono gli avvocati. Pertanto, occorre agevolare le coppie che intendono lasciarsi a porre fine alla loro convivenza e a stabilire il loro futuro rapporto.

Hanno valore legale, quindi, le udienze con modalità telematica quando hanno carattere d’urgenza. Fino al 30 giugno, si può fare tutto a distanza, depositando gli atti online e svolgendo la negoziazione assistita via Pec. La videoconferenza, però, potrebbe essere negata se non c’è accordo nella coppia.

I ricorsi online sono ammessi in caso di separazione consensuale e di divorzio congiunto, anche per le modifiche delle condizioni di affidamento dei minori o dei provvedimenti della separazione, per i quali la stessa Cassazione ha ammesso che non serve il tentativo di conciliazione.

Gli avvocati devono inviate almeno 24 ore prima dell’udienza telematica una Pec al presidente in cui i coniugi dichiarano di non volersi conciliare, di essere a conoscenza delle norme che prevedono la partecipazione all’udienza ma di avere liberamente rinunciato alla presenza fisica e di confermare le conclusioni del ricorso.

Come detto, però, il giudice potrebbe negare la possibilità dell’addio a distanza in caso di contenzioso, per il quale è prevista la conciliazione e le parti devono essere sentite di persona. In questo caso, il presidente convoca online marito e moglie per ascoltarli separatamente o a orari diversi e poi fissa l’udienza con la presenza di tutte le parti. Il verbale è sottoposto con la funzione «condividi schermo» di Teams o Skype for business.

Per quanto riguarda la negoziazione assistita, possono essere fatti via Pec il deposito degli accordi in Procura, il nulla osta o l’autorizzazione dei magistrati e la trasmissione allo stato civile. Se l’accordo non è autorizzato, il presidente fissa l’udienza che si può svolgere, anche in questo caso, con collegamento da remoto.



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