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Si può cambiare relatore di tesi?

12 Settembre 2020 | Autore:
Si può cambiare relatore di tesi?

Regole scritte e buone prassi della vita accademica. La condotta che lo studente universitario deve tenere e i rapporti con i docenti.

Quando concludi la scuola dell’obbligo sei ancora un giovane studente alla ricerca di risposte sul tuo futuro. Infatti, ti trovi di fronte a una scelta essenziale: proseguire gli studi o gettarti nel mondo del lavoro? E se la decisione è quella dell’Università, qual è la Facoltà più giusta per il tuo profilo personale?

Prima di cimentarti in scelte precipitose è bene sondare il terreno, farsi delle domande, seguire un percorso di orientamento: il rischio è di rendersi conto di aver sbagliato strada quando è troppo tardi. Ma anche se scegli la via corretta, può capitare che lungo il cammino accademico incorri in decisioni avventate, poco ponderate o comunque errate. Ti può capitare, ad esempio, di individuare il docente sbagliato come relatore della tua discussione finale. E allora ti poni l’interrogativo: si può cambiare relatore di tesi? E se sei prossimo alla laurea la sostituzione è una soluzione opportuna o può essere pericolosa per il tuo futuro professionale?

Proviamo ad addentrarci nella materia analizzando la prassi accademica: gli atenei, infatti, hanno piena autonomia decisionale sulla propria organizzazione interna.

Come si sviluppano la vita universitaria e il percorso di studi?

La vita universitaria è ricca di stimoli personali, curriculari, professionali e sociali. Man mano che ti addentri nel percorso di studi sei in grado di cogliere il significato della tua scelta (e, quindi, di verificare se hai individuato la strada giusta) e di creare relazioni significative che custodirai con gelosia negli anni a venire.

Accanto all’iter formativo vero e proprio, che rappresenta l’aspetto principale della realtà accademica, quando scegli una Facoltà sei tenuto ad adempiere a una serie di aspetti burocratici ai quali non puoi sottrarti. Alcuni di essi sono particolarmente capillari nel corso dell’ultimo anno perché ti portano a coronare il tuo sogno e a raggiungere il tanto agognato conseguimento del titolo.

Ogni Ateneo struttura la propria burocrazia secondo le esigenze delle facoltà che ne fanno parte e della propria storia e tradizione accademica. In linea di massima, però, è possibile individuare alcuni aspetti che caratterizzano la vita di uno studente universitario. Infatti, quando ti immatricoli e successivamente per tutto il periodo di studi devi:

  • fare richiesta del tesserino: devi presentare apposita domanda alla segreteria studenti, sostenere i costi fissi (ossia le marche da bollo) e consegnare due o più fototessere;
  • scegliere il piano di studi integrando le materie obbligatorie con quelle facoltative;
  • pagare le tasse di iscrizione: per verificare lo scaglione al quale appartieni devi produrre il modello Isee aggiornato;
  • accedere ai bandi per le borse di studio (per merito o reddito), partecipare agli avvisi di consegna degli alloggi o per l’erogazione dei buoni mensa, concorrere alla selezione di studenti con contratto di collaborazione part time o chiedere un supporto economico per i libri di testo. In questi casi, si tratta di opportunità (e dunque non di obblighi) riconosciute dalle università ai loro iscritti.

Accanto a tutti questi aspetti, ovviamente, devi seguire le lezioni (semestrali o annuali) e sostenere, con cadenza più o meno periodica, gli esami dell’anno in corso e quelli eventualmente in debito degli anni precedenti.

Chi è il relatore di tesi e quali sono le sue funzioni?

Quando sei a conclusione del sofferto percorso universitario, non pensare di poter tirare un sospiro di sollievo. Infatti, se è vero che sono rimaste poche materie da studiare e pochi esami da sostenere, è altrettanto vero che ti aspetta la prova più ardua: la stesura della tesi di laurea. Si tratta dell’elaborato finale che conclude l’iter universitario e assume la struttura di una vera e propria pubblicazione.

La materia su cui lavorare è di tua scelta e l’argomento (che può essere più o meno innovativo) viene concordato con il tuo relatore. Ma chi può assumere questo ruolo così delicato?

Il relatore di tesi è un docente universitario e, in particolar modo, è colui che ha la titolarità della cattedra della materia su cui scegli di concentrare la tua attenzione. Le motivazioni che possono portarti a decidere per un professore piuttosto che per un altro sono diverse: ti sei innamorato della materia o del modo in cui la insegna, hai deciso di approfondire un argomento che ti è piaciuto a lezione, pensi di orientare il tuo futuro professionale in un determinato settore.

In ogni caso, a prescindere dalle ragioni che giustificano il tuo ragionamento, bada bene a un aspetto: il relatore di tesi ti accompagna durante tutto l’ultimo anno di università. Ti devi confrontare con lui periodicamente, devi sottostare alle sue indicazioni, devi sopportare le sue correzioni e i suoi ammonimenti. Inoltre, è colui che si assume la responsabilità di presentarti dinanzi alla commissione di laurea e di illustrare il tuo lavoro: è la persona che decide il tuo voto finale.

Ti rendi conto di quanto sia importante fare una scelta opportuna? Se, infatti, nel corso dei mesi i rapporti si incrinano come ti puoi comportare?

Quali sono gli adempimenti burocratici per il conseguimento della laurea?

Prima di addentrarci nel cuore dell’argomento e di verificare se è possibile sostituire il proprio relatore, dobbiamo ricordarti che per ottenere il diploma di laurea, nel corso dell’ultimo anno di studi, devi presentare delle specifiche richieste al rettorato, alla segreteria didattica e alla segreteria studenti.

Tali richieste sono:

  • domanda di ammissione all’esame di laurea, firmata anche dal tuo relatore;
  • pagamento delle imposte di bollo e del Mav con la tassa di laurea;
  • consegna di tre (o quattro copie) dell’elaborato finale: il frontespizio deve essere firmato dal tuo relatore;
  • consegna del libretto universitario;
  • compilazione delle autocertificazioni richieste dalla facoltà (ad esempio, dichiarazione di non aver pendenze con la biblioteca).

Soltanto dopo aver prodotto tutta la documentazione richiesta ti sarà concesso di accedere alla seduta di discussione della tesi.

E’ possibile sostituire il relatore di tesi?

Per laurearti la scelta di un relatore è indispensabile: non puoi procedere in sua assenza. Se, dunque, si verifica una circostanza imprevista che ti costringe a sostituire il docente selezionato con una persona diversa (pensa, ad esempio, al caso in cui il professore viene improvvisamente a mancare oppure ha dato un indirizzo alla tua tesi con cui non ti trovi d’accordo), sappi che hai la possibilità di presentare una richiesta di modifica della tua posizione.

La procedura è molto semplice se non hai ancora trasmesso la domanda di laurea. In tal caso, è sufficiente selezionare un soggetto diverso al quale chiedere la tesi. La speranza è quella che tu non abbia ancora concluso il tuo elaborato: in tal caso, rischi di dover iniziare tutto daccapo oppure di dover apportare delle modifiche significative.

Se, invece, hai già scelto l’appello di laurea e hai inoltrato la richiesta di partecipare alla seduta (unitamente a tutti gli allegati), devi rivolgerti direttamente alla segreteria studenti e seguire le indicazioni che ti vengono fornite.

In linea di massima, anche se le metodologie adottate variano da ateneo ad ateneo, per prassi consolidata si richiede la presentazione di una domanda di rinnovo del modulo provvisorio di tesi e di sostituzione del relatore. La richiesta deve avere il seguente contenuto:

  • generalità del laureando, complete del numero di matricola;
  • elementi identificativi della tesi di laurea e del precedente relatore;
  • richiesta di sostituzione del docente e indicazione del nuovo professore (completa di anagrafica);
  • sottoscrizione dello studente e del nuovo relatore;
  • data e luogo.

L’istanza deve essere inoltrata personalmente o tramite piattaforma nei termini perentori indicati dal regolamento di ateneo.



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