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Come fare il check up a casa

26 Aprile 2020 | Autore:
Come fare il check up a casa

Test fisici semplici e rapidi per comprendere il tuo stato generale di salute. Come scrivere l’impegnativa in caso di una visita medica urgente.

Come recita un vecchio adagio popolare: «ognuno è il miglior medico di se stesso». Ma sarà davvero così? È possibile controllare in piena autonomia, e comodamente da casa, il proprio stato di salute? La risposta è affermativa. Attenzione, non stiamo dicendo che così tutti possono improvvisarsi medici, ma che facendo dei piccoli test, facili e veloci, si può valutare il proprio livello di efficienza fisica e capire se è il caso o meno di rivolgersi al proprio medico curante. Inoltre, osservando eventuali anomalie del proprio corpo, ci si può rendere conto se si gode di buona salute o se, invece, è il caso di sottoporsi ad una visita medica.

Pertanto, se vuoi sapere come fare il check up a casa, prosegui nella lettura del mio articolo. È bene precisare che in presenza di un malessere psico-fisico, è opportuno consultare sempre il proprio medico di fiducia e/o uno specialista.

Resta in equilibrio su una gamba sola

Quanto tempo riesci a rimanere in equilibrio su una gamba sola? No, non è un gioco, né un esercizio di riscaldamento o di rilassamento post workout, né tantomeno un test per verificare lo stato di ebbrezza. Devi sapere che se sei in grado di mantenere questa posizione a lungo, puoi capire come invecchierai e stimare il rischio di ictus e demenza. Non ci credi? È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Stroke (nel 2015), secondo cui l’incapacità di rimanere su una gamba sola per più di 20 secondi è associata ad una maggiore incidenza di ictus silenzioso: si tratta di piccole emorragie cerebrali senza manifestazioni cliniche, le quali aumentano il rischio di ictus e di demenza.

In passato, una ricerca pubblicata sul Journal of Geriatric Physical Therapy aveva quantificato il limite minimo di resistenza per i settantenni in 22 secondi; limite che si abbassava, scendendo a 9 nel caso degli ottantenni.

Per John Brewer, professore di scienze sportive alla Buckinghamshire New University, coloro che hanno un’età compresa tra i quaranta e i sessant’anni dovrebbero riuscire a mantenersi in equilibrio su una gamba sola per almeno un minuto.

Alzati e siediti su una sedia

Un esercizio utile per testare la tua forza muscolare nelle gambe consiste nell’alzarsi e nel sedersi su una sedia. Parti da seduto, poggia tutto il peso su una gamba sola e prova a sollevarti e a sederti nuovamente. Ripeti questi movimenti finché riesci. Se sei in forma, sarai in grado di arrivare a 60 o 70 ripetizioni. Talvolta, alcuni possono affaticarsi anche facendo solo un movimento.

Come riporta Il Corriere della Sera, Gianfranco Beltrami, specialista in Medicina dello Sport e vicepresidente nazionale della Federazione Medico Sportiva Italiana, sottolinea che: «I test fisici sono molto importanti non solo per gli atleti, ma anche per le persone normali, perché contribuiscono a determinare l’età biologica dell’individuo, che spesso differisce da quella anagrafica».

Come misurare il girovita: il test del cordoncino

La nutrizionista Margaret Ashwell suggerisce il test del cordoncino per misurare il tuo girovita e verificare la distribuzione del grasso. Come funziona? Misura la tua altezza attraverso un cordoncino, tagliandolo poi a misura. Piegalo a metà e fallo girare attorno alla vita. L’ideale è che la vita sia inferiore alla metà dell’altezza. Se il cordoncino non gira attorno alla vita, in quella zona hai una maggiore concentrazione di grasso (il cosiddetto grasso viscerale). I livelli più elevati di grasso viscerale sono un campanello d’allarme, poiché espongono ad un maggiore rischio di malattie cardiache e di diabete di tipo 2.

Il valore che risulta dal rapporto vita/altezza è un dato più veritiero rispetto all’indice di massa corporea per stabilire la salute di un individuo, perché «tiene in considerazione la distribuzione del grasso».

Metti alla prova il cuore sotto sforzo: il test del pupazzo a molla

Hai mai sentito parlare del test «Jack-in-the-box»? È il famoso test del pupazzo a molla. Tutto ciò di cui hai bisogno per metteri alla prova sono una sedia e un orologio/cronometro. Devi alzarti e sederti dalla sedia per un minuto intero (non sgarrare, ndr). Usa il ticchettio dell’orologio per verificare la velocità di esecuzione dei movimenti. Misura le pulsazioni per 30 secondi e moltiplica il valore per due così otterrai la frequenza cardiaca di recupero al minuto e la differenza con quella a riposo.

Attraverso questo test potrai avere un’idea del livello generale della tua forma fisica: se il valore oscilla fra i 20 e i 30 battiti al minuto è da considerarsi buona, mentre se superi i 40 vuol dire che è il caso di praticare più attività fisica.

Gianfranco Beltrami sottolinea che «Il test proposto è sicuramente valido», poi aggiunge che «è uno dei tanti in uso per valutare le capacità di adattamento dell’apparato cardiovascolare e il recupero dopo sforzo. È molto simile all’Iri test (Indice rapido di idoneità), obbligatorio per legge per la concessione dell’idoneità alla pratica agonistica dei principali sport e che consiste nel salire e scendere uno scalino (alto 30-40-50 cm a seconda della statura del soggetto), per 3 minuti, alla frequenza di 30 cicli al minuto (90 salite). Terminata la prova, dopo 1 minuto e per 30 secondi di seguito, si controlla la frequenza cardiaca».

Controlla i nei 

I nei (o nevi) possono essere presenti sin dalla nascita o comparire nel corso della propria vita. Possono essere di colore rosa, rosso, giallo, marrone scuro o color carne. I nei possono essere piatti o sporgenti, lisci o ruvidi. Molti nei sono innocui; tuttavia, c’è il rischio che possano degenerare e causare l’insorgenza di un melanoma (la forma più pericolosa di tumore della pelle).

Contare tutti i nei non è semplice e, in più, richiede molto tempo. Nel 2015, i ricercatori del King’s College di Londra hanno ideato un metodo rapido per individuare tutti i nei presenti sulla nostra pelle.

Con riferimento ad un campione significativo di persone (2.323 gemelle donne e un gruppo di confronto di 415 soggetti), gli studiosi hanno calcolato che coloro i quali avevano più di 11 nei sul braccio destro (considerando quelli di almeno due millimetri di diametro) avevano maggiori probabilità di averne più di 100 su tutto il corpo, mentre chi ne aveva 7 con molta probabilità arrivava complessivamente a circa 50 nei.

Il direttore dell’Unità operativa complessa di dermatologia dell’Università Cattolica, Fondazione Policlinico Gemelli, Ketty Peris ha precisato che: «Pur rimanendo un mezzo rapido e facile per stimare la conta dei nevi, c’è da tener presente che il loro numero complessivo non è il solo fattore di rischio di sviluppare un melanoma. Ho molte perplessità sul fatto che la conta dei nevi sul braccio possa essere eseguita con affidabilità e sicurezza dal paziente stesso, che non sa distinguere un nevo da una lentigo solare o una cheratosi seborroica, che sono frequenti in questa sede».

Come capire se stai dormendo abbastanza?

Per capire se stai riposando a sufficienza, secondo Neil Stanley (medico del sonno), devi verificare se fra le undici e mezzogiorno sei vigile e concentrato. Se ti senti ancora assonnato, non hai dormito abbastanza.

In alternativa, puoi fare un altro test servendoti di un cucchiaio e un vassoio di metallo. Sdraiati sul letto in una stanza buia durante il giorno, appoggia il vassoio sul pavimento, vicino al letto, e tieni il cucchiaio in mano facendolo penzolare sul vassoio. Controlla l’orologio per vedere l’ora. Quando ti sarai addormentato, il cucchiaio cadrà sul vassoio e il rumore ti farà svegliare.

Guarda di nuovo l’orologio: se il tempo trascorso è inferiore a cinque minuti, hai un po’ di sonno arretrato; dieci minuti sono motivo di preoccupazione, mentre i valori superiori ai 15 minuti sono ottimali. Per semplificare il test, imposta la sveglia dopo 15 minuti e verifica se riesci ad addormentarti prima che suoni.

Il controllo dell’udito

Per capire se hai un problema di udito, rispondi sinceramente a queste domande:

  • «alzi spesso il volume della televisione o della radio quando entri in una stanza?»;
  • «non riesci a sentire sempre il campanello di casa o il citofono?»;
  • «quando ascolti le altre persone mentre parlano, ti sembra che stiano borbottando?»;
  • «hai difficoltà a seguire una conversazione in una stanza affollata?»;
  • «fai fatica a sentire il tuo interlocutore quando parli al telefono?».

Se rispondi in modo affermativo a queste domande, allora potresti avere un problema; pertanto, è consigliabile sottoporti ad un controllo dell’udito.

Quali sono gli effetti collaterali? L’audiologa Dolores Madden spiega che la perdita di udito non curata genera ansia e depressione. Inoltre, gli effetti collaterali alla perdita di udito possono giocare un ruolo fondamentale nell’insorgenza della demenza, dal momento che il cervello non riceve la stimolazione acustica. Se il problema viene trascurato per molto tempo, c’è il rischio che persino gli apparecchi acustici non siano efficaci.

Guardati allo specchio

Quando ti guardi allo specchio dovresti fare attenzione agli occhi, alle sopracciglia, alla lingua, alle labbra, al collo, alle gambe.

Al New York Post, il direttore del Tisch Center for Men’s Health della New York University, Steven Lamm e due suoi colleghi hanno indicato a cosa fare attenzione quando ci si guarda allo specchio:

  • se gli occhi sono di colore bianco tendente al giallo, potrebbe aumentare la bilirubina e potrebbero esserci problemi al fegato. Se intorno alla pupilla esterna appare un anello bianco, potrebbe esserci un problema al cuore;
  • la perdita di peli alle estremità delle sopracciglia oppure dei capelli accanto alle orecchie può essere il segno di un’anomalia nel sistema endocrino;
  • le labbra pallide sono un segno di anemia, le labbra screpolate e doloranti possono indicare carenza di vitamina D o un’infezione fungina;
  • se il collo sembra essere troppo gonfio, dovresti misurarlo: se la misura è compresa tra i 43 e i 45 centimetri, potresti soffrire di apnee notturne;
  • gambe o caviglie gonfie possono essere il segno di problemi ai reni, al fegato, ai polmoni o al cuore.

Visita medica urgente

Se ritieni che le tue condizioni di salute non consentono di aspettare troppo per un consulto specialistico o per una prestazione diagnostica, puoi chiedere al tuo medico curante una impegnativa che tenga conto dell’urgenza.

Nella ricetta rossa che il medico compila per richiedere la prestazione del Servizio sanitario nazionale (Ssn) si può definire la priorità e la velocità con cui la richiesta deve essere evasa dalle Asl o dagli ospedali.

In alto a destra della ricetta, sono presenti quattro riquadri con quattro lettere (U, B, D, e P) che indicano i tempi entro cui deve essere effettuata la prestazione medica richiesta.

In particolare, se il medico barra il riquadro in cui compare la:

  • U: la prestazione è urgente; pertanto, deve essere effettuata nel più breve tempo possibile (nelle successive ventiquattro ore e non oltre tre giorni);
  • B: la prestazione è abbastanza urgente e deve essere eseguita entro dieci giorni;
  • D: la prestazione non è particolarmente urgente. Nel caso in cui si tratti di una visita, può essere eseguita entro 30 giorni, mentre in caso di un’analisi diagnostica può essere eseguita entro 60 giorni;
  • P: la prestazione non è urgente, ma è un controllo programmato che si può eseguire entro 180 giorni.

In caso di estrema urgenza, il medico di base segnerà la casella con la lettera U e poi occorrerà rivolgersi al Servizio sanitario nazionale per prenotare la prestazione, portando allo sportello l’impegnativa. Puoi prenotare la prestazione anche telefonicamente.



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