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Si può togliere la quattordicesima?

26 Aprile 2020 | Autore:
Si può togliere la quattordicesima?

Normativa sulla retribuzione del lavoratore. Quali sono le voci dello stipendio? Qual è la differenza tra pubblico impiego e settore privato?

Il lavoratore ha diritto a essere retribuito per l’attività prestata: è una prerogativa essenziale di ogni rapporto di dipendenza. Il datore di lavoro non può mai derogare a tale dovere; viceversa, va incontro all’applicazione delle sanzioni previste dal nostro sistema giuridico.

Peraltro, la stessa Costituzione consacra la posizione del dipendente e stabilisce il principio di parità di trattamento: se due o più persone ricoprono le stesse qualifiche e svolgono le stesse mansioni hanno diritto allo stesso stipendio.

La retribuzione si compone di diverse voci e, in alcuni momenti particolari, è più elevata rispetto agli altri mesi dell’anno: si parla, in tal caso, di tredicesima e quattordicesima mensilità. Può però capitare che, a differenza delle aspettative, il lavoratore non si veda riconosciuti questi diritti. Si può togliere la quattordicesima? Come si può intervenire in questi casi?

Di seguito troverai una disamina della normativa esistente in materia.

La retribuzione: elementi costitutivi

Il diritto alla corresponsione della retribuzione viene sancito oltre che dalla Costituzione anche dal codice civile e dallo Statuto dei lavoratori. Il suo ammontare viene poi determinato dai contratti collettivi nazionali del lavoro, ossia dalle fonti adottate dai rappresentanti dei dipendenti d’intesa con le parti sociali e i loro datori di lavoro.

Lo stipendio viene erogato all’impiegato nella formula onnicomprensiva: in questo caso, le singole voci sono scomposte all’interno della busta paga, ma la somma versata è unica. Ciononostante, per espressa disposizione di legge, il compenso del lavoratore si calcola sulla base di:

  • minimo tabellare: è l’importo al di sotto del quale non si può andare. Esso varia a seconda del settore di appartenenza, della qualifica e della mansione svolta;
  • elementi distintivi dalla retribuzione (e.d.r.): sono uguali per tutti i lavoratori del settore privato. Tale voce è stata introdotta nel 1992 e corrisponde a un’erogazione di circa 10 euro per tredici mensilità;
  • attribuzioni patrimoniali accessorie, corrisposte in via saltuaria o continuativa a seconda di quanto previsto dalla contrattazione collettiva (pensa, ad esempio, all’indennità di rischio stabilita per i lavori particolarmente pericolosi).

La somma corrisposta in busta paga risente poi di diverse variazioni fiscali, contributive e retributive: dal lordo occorre sottrarre, ad esempio, le trattenute e aggiungere gli assegni per i familiari a carico. In ogni caso, nelle mani del dipendente giunge la somma netta, ossia già decurtata delle spese che ha dovuto sostenere il datore di lavoro.

La retribuzione viene erogata con cadenza periodica: ogni mese, la somma convenuta viene trasferita direttamente sul conto corrente del lavoratore (tramite Iban) o riconosciuta attraverso assegno circolare. La normativa sulla trasparenza impone, infatti, il versamento con strumenti tracciabili: non è quindi più consentito il pagamento in contanti.

Tredicesima e quattordicesima mensilità: cosa sono?

Lo stipendio del lavoratore viene calcolato su base mensile e, quindi, distribuito su dodici periodi. Tuttavia, vi sono dei momenti in cui il dipendente ha diritto a una retribuzione maggiorata o, più nel dettaglio, a una o due mensilità aggiuntive. Si parla in questi casi di tredicesima e di quattordicesima mensilità: la prima accomuna il settore pubblico e quello privato, mentre la seconda è riconosciuta soltanto in quest’ultima ipotesi.

Le caratteristiche essenziali di tali prestazioni aggiuntive sono le seguenti:

  • tredicesima: è una gratifica divenuta obbligatoria per tutti i lavoratori dipendenti a partire dal 1960. Essa viene riconosciuta a dicembre, in concomitanza con il periodo natalizio. Il suo scopo è quello di consentire al lavoratore di affrontare con maggiore serenità le vacanze e di sostenere le relative spese.
  • quattordicesima: è prevista dai contratti collettivi e viene elargita nel periodo estivo (di solito nel mese di giugno o di luglio) per permettere al lavoratore di godere delle ferie con maggiore tranquillità economica.

Quattordicesima mensilità e violazione dei diritti

A differenza della tredicesima mensilità che è imposta per legge, la quattordicesima è lasciata alla determinazione della contrattazione collettiva. Ne deriva che essa trova applicazione soltanto nei settori in cui è intervenuto uno specifico accordo: di norma, è una gratifica esclusa per il settore pubblico. Condizione imprescindibile per il riconoscimento di tale diritto è, però, il possesso di un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato.

Per calcolare l’importo da versare è necessario fare riferimento all’anno precedente: essa viene determinata sulla base del numero delle giornate in cui si è lavorato e corrisponde a circa l’85% dello stipendio mensile.

La quattordicesima è, inoltre, riconosciuta a tutti i pensionati che abbiano superato il sessantaquattresimo anno di età e abbiano un reddito annuale non superiore a circa 14.000 euro. In questo caso, viene erogata direttamente dall’Inps.

Sulla base delle disposizioni presenti in materia, deduci facilmente come la gratifica sia un vero e proprio diritto del lavoratore che opera in un determinato comparto. Ne deriva che, al pari di tutte le prerogative inderogabili (pensa, ad esempio, alle ferie, ai contributi, al congedo di maternità) non è possibile:

  • rinunciare alla prestazione aggiuntiva, anche su espressa richiesta del datore di lavoro o con l’accordo del dipendente;
  • trattenere la quattordicesima: negli anni passati, si sono verificati degli episodi incresciosi. Molti datori di lavoro, infatti, a scopo intimidatorio o per risparmiare sui costi, non erogavano la mensilità dovuta. In queste ipotesi, si configura un vero e proprio comportamento illecito sanzionato dal diritto del lavoro. Se ti capita di imbatterti in simili circostanze rivolgiti subito a un avvocato e procedi per le vie legali.


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