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Iscrizione Inps subagenti

2 Maggio 2020
Iscrizione Inps subagenti

Dal 2006 , per la mia attività di sub agente del settore assicurativo, l’Inps mi iscrisse d’ufficio alla Gestione Commercianti . A partire dal  1° aprile 2012 , ho chiuso la partita Iva  perché in data 26 marzo 2012 sono diventato Amministratore Unico, senza essere in possesso di alcuna quota societaria della srl presso cui collaboravo. Ho cessato di percepire compensi provvigionali, venendo inquadrato come collaboratore e il mio compenso è assoggettato a contributi sociali come Co,Co,Co, , di cui 2/3 a carico della società.

Inps continua però a richiedere anche i contributi della Gestione Commercianti, senza la quale non potrei rimanere iscritto al Registro degli agenti: sommati a quelli attuali, farebbero salire l’onere della previdenza al 48% del mio guadagno. L’Agenzia delle Entrate ora mi chiede di pagare 16.000 euro entro 6 giorni, cosa mi consigliate di fare ?

Oltre ai titolari d’impresa commerciale, ai coadiutori ed ai soci lavoratori, devono essere obbligatoriamente iscritti alla gestione speciale dei commercianti Inps i lavoratori che esercitano le attività ausiliarie del commercio. Sono considerati lavoratori esercenti attività ausiliari del commercio (art. 29 L. 160/1975):

  • gli agenti e rappresentanti di commercio iscritti nell’apposito ruolo degli agenti e rappresentanti di commercio;
  • gli agenti aerei, marittimi raccomandatari;
  • gli agenti delle librerie delle stazioni;
  • i mediatori iscritti negli appositi elenchi delle Camere di Commercio;
  • i propagandisti e procacciatori d’affari;
  • i commissari di commercio;
  • i titolari degli istituti di informazione.

Questi lavoratori sono iscritti alla gestione commercianti a prescindere dal requisito dell’abitualità e della prevalenza nell’esercizio dell’attività.

Sono solo i produttori assicurativi che non dipendono da agenzie a potersi iscrivere alla gestione separata, ed a poter evitare l’iscrizione alla gestione commercianti, se prestano attività di natura coordinata e continuativa oppure occasionale, con redditi superiori a 5mila euro annui, come stabilito dalla Cassazione (Cass. sent. n. 30693 del 27 novembre 2018).

La questione affrontata dalla sentenza verteva, in particolare, sull’art. 44, co. 2, DL 269/2003, che individua quali obbligati all’iscrizione nella gestione commercianti, dal 1° gennaio 2004, i produttori di 3° e 4° gruppo. Secondo l’interpretazione dell’Inps, la disposizione imponeva l’obbligo d’iscrizione alla gestione commercianti per tutti i produttori assicurativi, a prescindere dal legame con un’agenzia o con la società assicurativa.

Secondo la Cassazione, invece, l’obbligo d’iscrizione alla gestione commercianti sussiste solo per i produttori dipendenti da agenzia, come gli agenti e i subagenti; per i produttori diretti (meri procacciatori di clienti) occorre invece verificare le modalità attraverso le quali l’attività viene concretamente esercitata, per capire qual è la gestione presso cui assolvere l’obbligo contributivo.

In particolare, se l’attività è svolta sotto forma di impresa l’interessato è obbligato all’iscrizione presso la gestione commercianti; se l’attività è svolta prevalentemente con l’apporto di lavoro personale, privo dei caratteri imprenditoriali, tramite un’attività coordinata e continuativa o un’attività occasionale (in quest’ultimo caso, il reddito percepito deve superare i 5mila euro annui,) l’interessato è obbligato all’iscrizione presso la gestione separata dell’Inps.

Lo stesso principio è stato confermato nell’ordinanza della Cassazione15242 del 4 giugno 2019: l’obbligo di iscrizione non include la posizione dei produttori di assicurazione che svolgono la loro attività direttamente per conto delle imprese assicurative, ma solo quella dei produttori collegati ad agenti o subagenti, in quanto il richiamo della norma al contratto collettivo corporativo intercorrente tra produttori ed agenzie e sub-agenzie e la qualità dei soggetti collettivi contraenti è un elemento significativo, utilizzato dal legislatore per strutturare la disposizione, che porta ad escludere la correttezza di interpretazioni analogiche (Cass. n. 1768 del 2018).

Gli iscritti all’albo dei promotori finanziari (operatori del settore Terziario: art. 49, c. 1 lett. d), L. 88/89; art. 1, c. 202, L. 662/96; Circ. Inps 25 marzo 1996 n. 65 punto E) abilitati all’offerta fuori sede non sono obbligati all’iscrizione presso la gestione commercianti, se l’attività non è svolta con le caratteristiche dell’abitualità e della prevalenza.

Nel Suo caso, lei riferisce di essere iscritto al registro degli agenti (si ritiene che si tratti, in assenza di precisazioni, della sezione E) del Rui, in quanto lei ha riferito di esercitare come sub agente): la Sua figura non è allora assimilabile a quella del produttore assicurativo; agenti e subagenti assicurativi, a differenza dei produttori, sono soggetti al pagamento dei minimali contributivi presso la gestione Inps commercianti. La sua figura non è neanche assimilabile a quella del promotore finanziario.

Pertanto, se quanto riferito nella richiesta di consulenza è stato interpretato dalla scrivente correttamente, sfortunatamente la contribuzione Inps risulta dovuta: l’unico modo per non essere obbligati all’adempimento è la cancellazione dall’albo. In merito all’ingente somma richiesta dalle Entrate, è comunque possibile ottenere una dilazione di pagamento, domandando la rateazione.

Articolo tratto da una consulenza scritta dalla dott.ssa Noemi Secci, consulente del lavoro.



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