Diritto e Fisco | Articoli

Permesso invalidi scaduto e accesso Ztl

26 Aprile 2020
Permesso invalidi scaduto e accesso Ztl

Si può annullare la multa per passaggio nella zona a traffico limitato nonostante il pass disabili scaduto?

Che fine fanno le multe per il passaggio nelle Ztl per chi è munito di permesso invalidi ma non si accorge che lo stesso è ormai scaduto? Il Comune ha l’obbligo di avvisare il portatore di handicap della necessità di provvedere al rinnovo del pass? A farsi questa domanda è più di un utente della strada a cui sono stati riconosciuti i benefici della legge 104, tra cui appunto il famoso contrassegno disabili che consente di attraversare le zone a traffico limitato.

Ad occuparsi dell’annoso problema del permesso invalidi scaduto e accesso Ztl è stata una recente ordinanza della Cassazione [1]. Seguendo l’orientamento della Suprema Corte, vediamo dunque se la legge consente, a chi è in buona fede, di chiedere l’annullamento dei verbali notificati dalla polizia municipale. 

Contrassegno invalidi scaduto e rinnovo

Il contrassegno invalidi può essere definitivo o temporaneo. 

A dispetto del nome, anche il pass disabili definitivo va rinnovato. La sua validità infatti ha una durata di solo cinque anni. Alla scadenza bisogna presentare al Comune di residenza la certificazione medica del proprio medico curante che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che hanno dato luogo al precedente rilascio del contrassegno.

È possibile però emettere anche un pass disabili temporaneo, con una validità inferiore a cinque anni (si pensi a una persona che, in conseguenza di un incidente stradale in via di guarigione) non possa camminare a piedi. La differenza è che, in questo caso, non è possibile chiedere alla scadenza un rinnovo del precedente pass, ma bisognerà ottenere l’emissione di un nuovo contrassegno a tempo determinato, previa ulteriore certificazione medica rilasciata dall’ufficio medico-legale dell’Azienda Sanitaria Locale di appartenenza che attesti che le condizioni della persona invalida danno diritto all’ulteriore rilascio.  

Modificare la scadenza del contrassegno disabili è reato?

Con una recente sentenza [2] la Cassazione ha condannato per il reato di falso un soggetto disabile che, non avendo disponibilità economica per procedere al rinnovo dell’autorizzazione, aveva modificato la data di scadenza del contrassegno per prolungarne la validità.

Non rileva il fatto che l’autore dell’illecito sia un autentico disabile, avente, quindi, diritto a usufruire del parcheggio riserva. Secondo la Corte, non ci può essere alcuna nessuna giustificazione. Ciò soprattutto alla luce della «intrinseca connotazione di gravità della condotta falsificatrice». 

Multe Ztl per pass invalidi scaduto

Se è vero che l’onere di rinnovare il contrassegno disabili spetta unicamente al titolare, è anche vero – sostiene la Cassazione [1] – che le multe notificate a chi, in buona fede, è comunque entrato all’interno delle Ztl sono valide. Non spetta quindi al Comune comunicare l’imminente scadenza del pass. Impossibile, secondo i giudici, parlare di «buonafede» e di «errore scusabile». 

Per di più, il codice stradale prevede una pluralità di contravvenzioni ad ogni passaggio del varco, anche se questi sono avvenuti nella medesima occasione. Il che significa che, se una persona, nell’ambito della stessa circostanza, entra ed esce dalle Ztl più volte, riceverà tanti verbali per quanti sono le infrazioni. 

In merito alle multe per passaggio nelle Ztl, in realtà alcuni Comuni prevedono la comunicazione al conducente dell’imminente scadenza del pass invalidi proprio per escludere ogni buona fede. Ma si tratta di una eventualità riconosciuta solo da alcune amministrazioni. Laddove non prevista, pertanto, la contravvenzione è legittima. 

Esiste comunque qualche precedente giurisprudenziale – per lo più dei giudici di pace – che ritiene nulla la multa per passaggio nella Ztl a pass invalidi scaduto. Secondo ad esempio il giudice di Pace di Prato  [3], tocca all’Amministrazione mandare un avviso in cui ricorda al disabile che deve rinnovare l’autorizzazione per il passaggio nelle Ztl. Se non lo fa, la multa può essere annullata. 

Basta il contrassegno disabili per accesso alle ztl?

Il giudice di pace di Ischia [4] ha stabilito che basta il contrassegno disabili esposto sull’auto a legittimare il disabile ad accedere e sostare nelle ztl su tutto il territorio nazionale. Nessuna norma gli impone di comunicare il transito alla polizia municipale, prima o dopo il suo passaggio. 

Anche la Cassazione [5] ritiene che il Comune non possa limitare «il diritto incondizionato» del disabile a entrare con l’auto autorizzata nella ztl soltanto perché ha esigenze organizzative legate al funzionamento dei varchi di rilevamento elettronici. La Corte ha così confermato che l’auto con contrassegno per invalidi ben può accedere alla ztl in cui l’accesso è limitato ai mezzi del trasporto pubblico locale.

Approfondimenti

Mancato rinnovo del permesso ZTL: come annullare le multe

Col contrassegno invalidi si può entrare nelle Ztl?

Multe per mancato rinnovo del permesso ZTL: come rimediare


note

[1] Cass. ord. n. 30483/19 del 21.11.2019.

[2] Cass. sent. n. 11713/20 del 9.04.2020.

[3] Giudice di Pace Prato sent. n. 290/2016 del 28.04.2016.

[4] Gdp Ischia sent. n. 1033/19.

[5]  Cass. sent. n. 21320/17 del 14.09.2017. Cass. sent. n. 2310/17.

Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 24 settembre – 21 novembre 2019, n. 30483

Presidente Petitti – Relatore Gorjan

Fatti di causa

Gi. Ar. ebbe a proporre ricorso al Giudice di Pace di Rimini chiedendo l’annullamento di due distinte ordinanze-ingiunzione emesse dalla Prefettura di Rimini per infrazione alla disciplina relativa alle zone a traffico limitato – ingresso non autorizzato -.

Resistette la Prefettura di Rimini ed il Giudice di Pace accolse il ricorso con relazione ad una sola delle infrazioni riducendo la sanzione inflitta.

L’Ar. provvide a proporre gravame avanti il Tribunale di Rimini ed anche l’Amministrazione propose impugnazione incidentale.

Ad esito della trattazione della questione il Giudice romagnolo rigettò l’impugnazione principale dell’Ar. ed accolse quella incidentale, riconoscendo la fondatezza anche della contestazione ritenuta insussistente dal Giudice di Pace.

Osservava il Giudice d’appello come,effettivamente,il permesso invalidi,abilitante l’Ar. all’accesso alla zona a traffico limitato,era scaduto nel periodo in cui furono elevate le contravvenzioni poiché non rinnovato, sicché non concorreva alcuna buona fede, bensì colpa individuata nella negligenza rispetto all’onere del tempestivo rinnovo del permesso, in capo al ricorrente.

L’Ar. ha proposto ricorso per cassazione fondato su tre motivi.

La Prefettura di Rimini è rimasta intimata.

Ragioni della decisione

L’impugnazione esposta dall’Ar. s’appalesa siccome infondata e va rigettata.

Con il primo mezzo d’impugnazione il ricorrente denunzia violazione del disposto ex artt. 112 e 345 cod. proc. civ. nonché omessa motivazione a sensi dell’art. 360 n 3 e 5 cod. proc. civ. e perché il Giudice riminese non ebbe a pronunziare sulla sua eccezione afferente i nova introdotti nel giudizio d’appello dall’Amministrazione con il gravame incidentale e perché non ritenne che l’Amministrazione,con la condotta tenuta e le richieste fatte al primo Giudice, avesse aderito alla sua domanda.

In buona sostanza la censura appare fondata sull’asserto che l’affermazione della Prefettura fatta avanti il Giudice di pace di ” rimettersi a giustizia ” lumeggiava adesione all’opposizione anche perché, per dovere di lealtà, le parti hanno l’obbligo d’evitare di tenere condotte processali ambigue.

Tuttavia al riguardo il Giudice romagnolo ha puntualmente evocato arresti di questo Supremo Collegio circa il valore processuale della posizione assunta in questo giudizio dalla Prefettura avanti il Giudice di Pace e,così,ha ritenuto che l’Amministrazione ben potesse gravare la sentenza resa dal primo Giudice se ritenuta non conforme a diritto,come poi effettivamente stabilito dal Tribunale. Dunque l’Amministrazione non ha introdotto in appello elementi fattuali nuovi, bensì ha contestato la fondatezza giuridica della tesi esposta dal Giudice di Pace che le due violazioni,avvenute in momenti diversi,fossero espressione dell’unica condotta colpevole ossia il mancato rinnovo dell’autorizzazione all’accesso alla zona a traffico limitato.

L’argomento critico svolto in ricorso – corroborato con l’evocazione di arresti di legittimità – in buona sostanza si compendia nella proposizione di tesi alternativa rispetto a quella esposta dal Giudice romagnolo, fondata su una diversa valutazione degli elementi in atti afferenti la qualificazione della condotta processuale tenuta dall’Amministrazione.

Con la seconda ragione di doglianza l’Ar. rileva nullità della sentenza per violazione della norma ex art 2697 cod. civ. e travisamento dei fatti, in quanto il Giudice riminese non ha ritenuto di accogliere la sua tesi circa la nullità dell’ordinanze ingiunzione, emesse a suo carico, per difetto della delega da parte del Prefetto al funzionario firmatario le stesse.

In buona sostanza l’Ar., sotto il profilo della violazione di legge ovvero del vizio di nullità – per altro non ancorato ad alcuna norma che lo preveda – svolge una contestazione circa il merito della valutazione del materiale probatorio a tal fine indotto in causa siccome operata da parte del Tribunale. Dunque la censura – sotto tale profilo – appare inammissibile poiché richiede a questa Corte di legittimità una valutazione di merito inibita dalla sua funzione. Quanto al travisamento dei fatti su un punto decisivo fondato sul richiamo alla norma ex art 360 n. 5 cod. proc. civ.,non solo la disposizione legislativa evocata non consente la deduzione di vizio siffatto – travisamento – bensì il solo omesso esame di un fatto, ma in concreto l’argomento critico svolto si sostanzia nella contrapposizione della propria valutazione, circa la valenza processuale della condotta tenuta dall’Amministrazione, a quella illustrata dal Giudice romagnolo. Con la terza censura il ricorrente deduce violazione dell’art 3 legge 689/81 poiché il Tribunale ha ritenuto non sussistete l’errore scusabile da lui dedotto in causa.

Anche in relazione a detta doglianza il ricorrente propone mera valutazione alternativa del tessuto probatorio – specie documentale – in atti rispetto alla motivazione espressa al riguardo al Giudice del gravame.

Difatti l’essersi attivato non appena resosi conto che il permesso di accesso era scaduto,ed un tanto dopo gli accessi di causa, è questione che il Tribunale ha esaminato e ritenuto non rilevante ai fini dell’esimente, sottolineando come configurava negligenza il non essersi attivato prima della scadenza del permesso per il suo rinnovo e tale ricostruzione non appare scalfita dalla diversa tesi illustrata con il ricorso.

Al rigetto dell’impugnazione non segue, ex art 385 cod. proc. civ.,la condanna del Ar. al pagamento delle spese di lite di questo procedimento di legittimità, poiché la Prefettura non risulta costituita.

Concorrono le condizioni di legge perché l’Ar. sia tenuto a pagare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso, nulla per le spese di lite.

Ai sensi dell’art 13 comma 1 quater del D.P.R. 115/2002 si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dell’art 13 comma 1 bis D.P.R. 115/02.

 


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube