Diritto e Fisco | Articoli

Denuncia per hackeraggio

27 Aprile 2020 | Autore:
Denuncia per hackeraggio

Hacker: chi è e cosa fa? Come procedere se si è vittima di un pirata informatico? Quali reati commette l’hacker? Come tutelarsi?

Le moderne tecnologie consentono di compiere operazioni prima impensabili: bastano pochi click per ricevere direttamente a casa i nostri acquisti online, per poter parlare con chi si trova all’altro capo del mondo, per poter lavorare direttamente da casa. L’informatica, però, ci ha reso anche estremamente vulnerabili agli attacchi dei pirati della rete, cioè di persone particolarmente esperte nell’utilizzo dei sistemi informatici che, violando la legge, decidono di impossessarsi dei dati personali altrui per commettere reati. Con questo articolo vedremo come fare una denuncia per hackeraggio.

Il nostro codice penale prevede alcuni crimini che possono essere commessi abusando della rete e degli strumenti informatici: pensa, ad esempio, a colui che riesca a ottenere illecitamente le chiavi di accesso al profilo personale di un individuo, oppure alle tanti frodi informatiche che avvengono mediante l’invio di email che invitano a inserire i propri dati col pretesto di dover compiere urgenti operazioni. Insomma: anche internet nasconde i suoi tranelli. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo quando è possibile sporgere denuncia per hackeraggio.

Hackeraggio: cos’è?

Per hackeraggio si intende l’attività (illegale) posta in essere da un hacker. Il problema terminologico si sposta dunque su questa seconda nozione. Cos’è un hacker? O meglio: chi è un hacker?

L’hacker è una persona particolarmente abile nell’utilizzo degli strumenti informatici; non ci sarebbe nulla di male, se non fosse per il fatto che, normalmente, l’hacker utilizza le sue conoscenze per commettere dei reati, per lo più per accedere abusivamente a sistemi protetti e carpirne i dati ivi contenuti.

L’hacker è colui che viola un sistema informatico protetto e ne ruba i dati. È un po’ come un ladro provetto che riesce ad aprire la cassaforte e a rubare quello che c’è all’interno.

Hackeraggio: cos’è l’accesso abusivo?

Le capacità di un hacker gli consentono di poter commettere diversi reati; il più classico, però, è quello di accesso abusivo a sistema informatico.

La legge italiana punisce con la reclusione fino a tre anni chi, abusivamente, si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza, ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo [1].

Classico esempio di accesso abusivo è quello di colui che riesce ad entrare nell’account personale di un altro individuo utilizzando le sue credenziali: pensa all’hacker che riesce a rubare la password di accesso all’area riservata home banking, riuscendo così a gestire il conto corrente della vittima.

L’hacker che effettua un accesso non autorizzato commette reato a prescindere dalle sue intenzioni e dal danno che abbia cagionato: in pratica, chi ottiene abusivamente le credenziali di un’altra persona e le utilizza senza arrecargli alcun danno, commette ugualmente reato.

Hackeraggio: il reato di frode informatica

L’hackeraggio si traduce spesso in una frode informatica. La frode informatica è un particolare tipo di truffa commessa da chi, alterando il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto su dati, informazioni o programmi contenuti nel predetto sistema, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno. La pena è la reclusione da sei mesi a tre anni e il reato è procedibile a querela della persona offesa [2].

Il reato di frode informatica commesso dall’hacker punisce tutte quelle condotte che, modificando il regolare svolgimento di un processo di elaborazione o di trasmissione di dati, ovvero interferendo in qualsiasi modo nella trasmissione degli stessi, arrecano un danno al fine di ottenerne un profitto.

Ai fini del reato di frode informatica, per sistema informatico o telematico si intende il sistema tanto nella sua componente materiale (cosiddetto hardware) quanto in quella immateriale (software).

L’hackeraggio mediante frode informatica può avvenire in diversi modi; spesso si traduce nell’impiego di particolari programmi che consentono di “entrare” nella rete altrui: classico esempio sono i virus che, introdotti nel sistema, non solo danneggiano i dati e gli altri software, ma sono in grado di infettare anche gli altri, propagandosi proprio come un’influenza.

In pratica, quindi, la frode informatica può avvenire in una molteplicità di modi: attraverso l’immissione di virus che possano captare informazioni riservate; mediante l’alterazione del normale processo informatico di una macchina grazie all’utilizzo di schede false; per mezzo della manomissione, anche fisica (cioè riguardante l’hardware), del computer; ecc.

L’accesso abusivo visto nel paragrafo precedente, al contrario, non necessita di alcuna manipolazione fisica: l’hacker entra nel sistema violando i sistemi di sicurezza o aggirandoli, senza danneggiare materialmente i processori.

Hackeraggio: diffusione abusiva di codici d’accesso

L’hackeraggio può tradursi anche nel reato di diffusione abusiva di codici d’accesso a sistemi informatici o telematici.

Secondo la legge chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto o di arrecare ad altri un danno, abusivamente si procura, riproduce, diffonde, comunica o consegna codici, parole chiave o altri mezzi idonei all’accesso ad un sistema informatico o telematico, protetto da misure di sicurezza, o comunque fornisce indicazioni o istruzioni idonee al predetto scopo, è punito con la reclusione sino ad un anno e la multa sino a 5.164 euro [3].

Si tratta del reato di detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici, il quale di norma segue a quello di accesso abusivo visto qualche paragrafo fa.

In effetti, il reato di cui ci stiamo occupando è davvero tipico dell’attività di hackeraggio: quante volte hai sentito alla tv di pirati informatici che si sono introdotti in importantissimi e segretissimi siti istituzionali (a volte anche governativi) al fine di rubare informazioni top secret per poi rivelarle pubblicamente?

Pensa all’hacker che riesce ad entrare negli account personali delle persone famose e poi diffonde in rete password, dati personali, fotografie, ecc.

Denuncia per hackeraggio: come fare?

La persona che sia stata vittima di uno dei reati sopra elencati può recarsi presso le autorità e sporgere denuncia.

Per quanto riguarda i crimini di frode informatica e di accesso abusivo a sistema informatico, trattandosi di reati normalmente procedibili a querela di parte, la vittima dovrà avere cura di sporgere querela entro tre mesi dal momento in cui ha avuto conoscenza del fatto, cioè entro tre mesi da quando si è resa conto di essere stata hackerata.

Dei crimini informatici è, di norma, la polizia postale che se ne occupa; pertanto, la persona offesa potrebbe pensare anche di sporgere la denuncia/querela direttamente presso questa autorità.

Nell’eventuale processo penale che verrà intrapreso contro i responsabili la persona danneggiata potrà costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni.

Hackeraggio: cosa fare oltre alla denuncia?

Nel caso di hackeraggio è bene non limitarsi a sporgere denuncia: la giustizia italiana è piuttosto lenta ad intervenire e, pertanto, è consigliabile tutelarsi attraverso altre azioni.

Dopo aver sporto denuncia alle autorità, è bene segnalare l’hackeraggio ai responsabili e ai gestori del sistema informatico o telematico violato. Facciamo un esempio.

Tizio si accorge che qualcuno è entrato abusivamente nel suo conto corrente online e ha prelevato dei soldi. Subito dopo aver sporto denuncia alla polizia, Tizio farà bene a comunicare alla sua banca l’avvenuto reato, magari esibendo la denuncia appena sporta. In questo modo, l’istituto bancario potrà bloccare ogni altra operazione sul conto di Tizio ed, eventualmente, procedere al rimborso.

Il profilo Facebook di Caio viene hackerato. Dopo aver sporto denuncia alle autorità, Caio segnala a Facebook l’illecito di cui è stato vittima, così che la piattaforma possa bloccare il profilo e ogni altra intrusione.

Dunque, chi è vittima di hackeraggio farebbe bene a comunicare ciò che è accaduto anche a coloro che si occupano del sistema informatico o telematico eventualmente violato, di modo che possano intervenire tempestivamente per evitare ulteriori conseguenze dannose.


note

[1] Art. 615-ter cod. pen.

[2] Art. 640-ter cod. pen.

[3] Art. 615-quater cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube