Coronavirus: così cambia il lavoro dal 4 maggio

27 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: così cambia il lavoro dal 4 maggio

Ingressi contingentati, gruppi ridotti, postazioni ridisegnate, sanificazioni, termoscanner: un nuovo modo di vivere l’azienda nella fase 2 dell’emergenza.

Via alla fase 2 dell’emergenza coronavirus nei luoghi di lavoro ma con le dovute cautele. Anche perché, nel presentare il nuovo Dpcm, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è stato categorico: se dopo tre giorni ci si accorge che la curva dei contagi ricomincia a salire, «chiudiamo il rubinetto», ha avvertito il premier. Il che vuol dire che se le misure di sicurezza in uffici e imprese non verranno rispettate e questo comporterà delle conseguenze negative sull’andamento dell’epidemia, si tornerà indietro e riprenderanno le restrizioni.

Quali saranno, dunque, le precauzioni da adottare e come cambia il lavoro dal 4 maggio? Ci saranno nuove regole a cui abituarsi per non compromettere la continuità delle attività appena riprese. Una di queste riguarderà l’ingresso in azienda, scaglionato e condizionato dalla misurazione della temperatura corporea con termoscanner, telecamere termiche o termometro senza contatto: chi avrà la febbre a più di 37.5° verrà rimandato a casa. All’interno dell’azienda ci dovranno essere dei gruppi ben definiti di lavoratori e bisognerà evitare il più possibile gli spostamenti tra le varie unità produttive. Occorrerà anche definire e fornire alle autorità l’elenco dei lavoratori che possono stare a contatto tra di loro.

Quest’ultimo compito dovrà essere svolto dal comitato interno che ogni azienda sarà tenuta a nominare, composto da rappresentanti del datore di lavoro e dei dipendenti. Avrà il dovere di riunirsi periodicamente per monitorare l’efficacia delle iniziative adottate sia sul fronte dell’organizzazione interna sia su quello dell’igiene e della sanificazione degli ambienti, in modo da mantenerle o modificarle.

Capitolo a parte per i locali aperti al pubblico: dovranno prevedere dei percorsi unidirezionali e dei cartelli che aiutino la clientela a sapere come e dove deve muoversi. Nel caso in cui si verificasse un caso di positività al coronavirus occorrerà chiudere l’attività per 24 ore per procedere alla sanificazione dei locali. Le aziende dovranno anche provvedere alla distribuzione di mascherine, guanti ed occhiali protettivi laddove fossero necessari, e anche allo smaltimento dei dispositivi usati.

Infine, dal 4 maggio può essere prevista anche una ridistribuzione delle postazioni di lavoro, con barriere fisiche o segnaletica a terra e la sanificazione degli impianti di aereazione o di aria condizionata. Particolari precauzioni dovranno essere adottate anche durante le riunioni all’interno degli uffici, mantenendo le distanze di sicurezza ed evitando sia la partecipazione numerosa di lavoratori sia incontri prolungati.



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