Coronavirus e Fase 2: quale scadenza per il Durc

27 Aprile 2020
Coronavirus e Fase 2: quale scadenza per il Durc

Il Decreto Cura Italia ha esteso al 15 giugno la validità dei documenti in scadenza al 15 aprile. Il prossimo Decreto dovrà regolare le date successive.

Con la ripresa delle attività produttive programmata nella Fase 2 a partire dal 4 maggio (leggi qui l’elenco completo di chi riapre) si acuisce il problema della scadenza del Durc, il Documento unico di regolarità contributiva che, com’è ben noto agli imprenditori, serve ad attestare che l’azienda è in regola con tutti gli adempimenti contributivi a fini pensionistici e antinfortunistici dei lavoratori ed anche verso le Casse edili per le imprese del comparto e consente di partecipare alle gare d’appalto con le pubbliche amministrazioni, oltre ad essere condizione per ottenere l’erogazione di molti incentivi.

Il decreto Cura Italia [1] ora convertito in legge aveva stabilito che i documenti in scadenza in una data compresa tra il 31 gennaio 2020 e il 15 aprile 2020, avrebbero conservato la loro validità fino al 15 giugno 2020. Anche l’Inps nelle proprie comunicazioni [2] ha confermato l’estensione della validità dei Durc on line nel medesimo periodo ed ha provveduto ad aggiornare il campo “Scadenza validità” del documento.

Ora, però, si pone il problema di stabilire la proroga di validità del Durc anche per i documenti aventi scadenza successiva a quella individuata nei precedenti provvedimenti normativi. Secondo quanto riporta l’agenzia stampa Adnkronos, la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha annunciato che le disposizioni potrebbero trovare collocazione nel prossimo decreto che il Governo si accinge a varare, ancora chiamato “Decreto aprile” perché è atteso entro la fine del mese.

La nostra agenzia stampa ci riporta che la ministra ha siglato, insieme alla ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e ai rappresentanti delle associazioni di imprese e lavoratori (Anci, Upi, Anas, Rfi, Ance, Alleanza delle Cooperative, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil) il nuovo Protocollo di regole per il  contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 nei cantieri.

Il Mit riferisce che il documento, condiviso con le associazioni di categoria e le parti sociali, integra i contenuti del precedente Protocollo adottato nel mese di marzo, definendo nuove misure in vista della progressiva riapertura dei cantieri, ed è aggiornato sulla base del Protocollo siglato dal Governo relativo a tutti i settori produttivi.

Nel Protocollo, riferisce il Mit, vengono infatti fornite “indicazioni operative per incrementare in tutti i cantieri l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento dell’epidemia, seguendo la logica della precauzione e le indicazioni dell’Autorità sanitaria non solo per i lavoratori ma anche per i titolari del cantiere e tutti i subappaltatori e subfornitori” e per il rispetto delle prescrizioni sono previsti controlli attraverso l’Ispettorato del Lavoro e l’Inail.

Per quel che riguarda il Documento Unico di Regolarità Contributiva (Durc), la ministra De Micheli – riferisce l’Adnkronos – “sottolinea l’impegno del Governo di fissare al 15 giugno il termine di validità di tutti quelli in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, attraverso un’apposita modifica di legge che sarà inserita nel prossimo Decreto Legge di fine aprile”.

Quindi, ancora non è chiaro cosa avverrà per quelli in scadenza successiva a tale periodo individuato e se sarà o meno prevista anche la sospensione dell’obbligo di presentazione del Durc per le prossime gare d’appalto. Il Decreto in arrivo dovrebbe sciogliere anche questi nodi.


note

[1] Art. 103, comma 2, D.L. 17 marzo 2020, n.18.

[2] Messaggio Inps n. 1546 del 8 aprile 2020 e n. 1374 del 25 marzo 2020.


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