Coronavirus, ecco il numero verde per supporto psicologico

27 Aprile 2020
Coronavirus, ecco il numero verde per supporto psicologico

Servirà per dare assistenza a tutti coloro che hanno risentito, a livello psichico ed emotivo, dell’emergenza Covid-19 e della segregazione da lockdown.

Ne avevamo parlato tempo fa: il lockdown che ha blindato l’Italia e condannato gli italiani alla reclusione forzata ci ha di certo protetti da un impatto ancor più dirompente del coronavirus. Il rovescio della medaglia, però, è quello di una ricaduta psichica molto pesante (leggi l’articolo: Coronavirus, in arrivo un’ondata di depressione). Non tutti siamo psicologicamente ben attrezzati per fronteggiare una lunga fase di stand-by dagli affetti, una valanga di maggior tempo libero per riflettere, e questo è il minimo che possa accadere.

Pensiamo a chi ha sentito direttamente sulla sua pelle gli effetti del Covid: chi ha dovuto combattere contro la malattia, chi ha perso i suoi cari e non li ha potuti neanche salutare un’ultima volta, chi ha subito e subirà danni economici incalcolabili. Ce n’è abbastanza per un tracollo emotivo che ci porti dritti da uno psicoterapeuta, o comunque che ci metta in condizione di chiedere aiuto.

Il ministero dello Salute e la Protezione civile hanno pensato anche a questo. Il sito del dicastero di Roberto Speranza annuncia “da oggi, 27 aprile, sarà operativo il numero verde di supporto psicologico 800.833.833, attivato dal ministero della Salute e dalla Protezione civile, con il sostegno tecnologico offerto gratuitamente da Tim. Un numero scelto rendendo omaggio alla legge 23 dicembre 1978, numero 833, che ha istituito il Servizio sanitario nazionale. Il numero sarà raggiungibile anche dall’estero allo 02.20228733 e saranno previste modalità di accesso anche per i non udenti”.

Il servizio è gratuito. Sarà attivo ogni giorno, dalle 8 alle 24. Risponderanno professionisti specializzati, psicologi, psicoterapeuti e psicoanalisti. Come si legge sul sito del ministero, prevede “due livelli di intervento. Il primo livello è di ascolto telefonico e si propone di rispondere al disagio derivante dal Covid-19. L’obiettivo è fornire rassicurazioni e suggerimenti, aiutare ad attenuare l’ansia davanti a una quotidianità travolta dall’arrivo dell’epidemia e si risolve in un unico colloquio”.

Il secondo livello riguarderà, invece, “un ascolto più approfondito e prolungato nel tempo, le chiamate saranno indirizzate verso il secondo livello di cui fanno parte, oltre ai servizi sanitari e sociosanitari del Servizio sanitario nazionale, molte società scientifiche in ambito psicologico. Le richieste di aiuto saranno inoltrate dal primo livello anche in base alle loro specificità: ad esempio, psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza, dipendenze, psico-oncologia. I professionisti del secondo livello offriranno colloqui di sostegno, ripetuti fino a 4 volte, via telefono oppure on line”.

“È una risposta strutturata e importante, messa in atto accanto a tutti gli sforzi della sanità italiana per fronteggiare al meglio la sfida del coronavirus – spiega il ministro della Salute, Roberto Speranza –. In questo momento è fondamentale essere vicini alle persone che hanno bisogno di un sostegno emotivo, dare ascolto alle loro fragilità, affrontare insieme le paure“.

“Il volontariato di Protezione civile è uno dei pilastri su cui da sempre si fonda il nostro servizio nazionale – spiega Angelo Borrelli, capo dipartimento Protezione civile -. Nel corso degli anni il dipartimento ha puntato molto sulla formazione e siamo orgogliosi di poter contare sul lavoro di oltre 800mila uomini e donne preparate a fronteggiare sfide diverse e sempre impegnative. A partire da oggi, oltre alle tante attività che hanno visto al lavoro i nostri volontari nella lotta al Covid-19, saremo impegnati con le associazioni specializzate in psicologia dell’emergenza nel supporto al servizio d’ascolto psicologico. Ancora una volta i volontari di Protezione civile hanno messo a servizio del Paese la loro grande passione e professionalità“.



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