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Coronavirus, ora il governo vuole che i fidanzati si vedano

27 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus, ora il governo vuole che i fidanzati si vedano

Il festival della confusione. Un flash di agenzia di stampa annuncia il “colpo di spugna” sul divieto per le coppie di incontrarsi. Ma, in questa ridda di tante domande e poche risposte, tutto diventa possibile.

No, non siamo pazzi, se è questo che vi state chiedendo. Giusto stamattina, uscivamo con un chiarimento che ci sembrava piuttosto importante, visto il caos scaturito dall’ultimo decreto di Giuseppe Conte. La domanda che molti si ponevano – e ci ponevano – riguardava la possibilità, per i fidanzati, di incontrarsi dal 4 maggio in poi, mettendo fine a una dura astinenza per chi non convive. La risposta, fino a poche ore fa, era no. Il perché lo abbiamo spiegato qui: Covid-19: i fidanzati non possono vedersi dopo il 4 maggio. A scanso di equivoci, lo ricordiamo: per la lingua italiana [1] e per il codice penale [2], nei cosiddetti congiunti non rientrano gli amori liberi dal crisma dell’ufficialità. Insomma: o siete sposati/legati da un’unione civile o dovrete rassegnarvi alla crudeltà necessaria del distanziamento sociale. Questo, almeno, fino a qualche ora fa. Perché dalle 16,37 in poi, la questione ha preso un’altra piega.

A quell’ora, esce un flash inaspettato dell’agenzia di stampa Adnkronos. Poche parole per rimettere in discussione un assunto che sembrava assodato, dopo i dubbi iniziali: “Coronavirus, fonti Palazzo Chigi: ‘congiunti’ sono anche fidanzati e affetti stabili“. Viene da chiedersi secondo chi. Capiamo che proprio la parola “congiunto” abbia – più o meno – tolto a Conte le castagne dal fuoco, nel giugno dell’anno scorso, quando, non ricordando il nome di Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia, lo ha chiamato “congiunto” del capo dello Stato, tirandosi appresso l’ira di Graziano Delrio, che gli ha gridato dal suo scranno alla Camera: “Si chiamava Piersanti, si chiamava!”. Ma se è ancora vero che “le parole sono importanti”, in quanto hanno un significato, il governo non può stravolgerlo a suo piacimento. Non su un decreto che impatta così violentemente sulla vita delle persone.

Per non parlare di un paio di considerazioni in punto di diritto e di galateo istituzionale. Dalla scelta del termine “congiunti”, manettariamente mutuata dal codice penale e sbagliata, se il governo voleva e vorrà includere i fidanzati. Fino alla decisione discutibile di affidare la risposta a un quesito così cruciale sull’affettività in tempo di emergenza a una fuga di notizie. Non sarebbe stata più adatta una comunicazione ufficiale?

Insomma: al netto di tutte le difficoltà per le quali, senz’altro, si solidarizza con Conte e compagni, verrebbe da prendere il muro a craniate, in un moto di esasperazione per la mancata chiarezza. Soprattutto leggendo il seguito del flash di agenzia di stampa: “Da una prima interpretazione del Dpcm firmato ieri sera dal premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, per ‘congiunti’ – uno dei punti più discussi del testo – si intendono parenti, affini, coniugi, conviventi, ma anche fidanzati e affetti stabili. Nei prossimi giorni, spiegano le stesse fonti, usciranno le Faq volte a chiarire tutti i dubbi sul Dpcm”.

Fermo restando che non abbiamo idea di chi sia la non precisata fonte di Palazzo Chigi e non ne conosciamo direttamente l’affidabilità (ma conosciamo quella dell’Adnkronos), è verosimile che da qui ai prossimi giorni, ci sarà una retromarcia sugli incontri tra fidanzati. Se accadrà, sarà la benvenuta: l’idea di proibire alle coppie di vedersi era indigesta anche ad alcuni settori della maggioranza. E qui bisogna citare di nuovo Delrio che, ai microfoni della trasmissione radiofonica Un giorno da pecora, non ha risparmiato il suo disappunto: “È un altro di quei particolarismi che io mi sarei evitato. Avrei assolutamente aperto anche ai fidanzati”, ha detto il capogruppo Pd alla Camera.

Critiche sono piovute un po’ da tutte le direzioni: da Vladimir Luxuria, che ha parlato di “diritto dei fidanzati, etero e non di ricongiungersi con autocertificazione responsabile”, allo scrittore Gianrico Carofiglio. Che dice di essersi imposto di non criticare, ma twitta una lucida domanda: “È mai possibile che sia permesso uscire per andare a trovare una prozia e non il fidanzato, la compagna, l’amore della tua vita?”.

Pazienza (tanta). Aspetteremo l’annuncio ufficiale della virata dell’esecutivo. Consapevoli, però, in questo clima in cui perfino il senso delle parole è diventato incerto, che da qui al 4 maggio tutto può succedere.


[1] dizionario Treccani: “Parenti”.

[2] art. 307 c.p.: “gli ascendenti, discendenti, coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, fratelli, sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti”.

note

[1] dizionario Treccani: “Parenti”.

[2] art. 307 c.p.: “gli ascendenti, discendenti, coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, fratelli, sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti”.


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