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In arrivo una stretta sulle scarcerazioni

27 Aprile 2020
In arrivo una stretta sulle scarcerazioni

Il ministro Bonafede annuncia un provvedimento che coinvolgerà nelle decisioni la Procura Nazionale Antimafia, per evitare il ripetersi di nuovi “casi Zagaria”.

Contro le scarcerazioni “facili” degli ultimi giorni, in cui ci sono state numerose concessioni degli arresti domiciliari motivate dalle ritenute esigenze di prevenire le possibilità di contagio da Coronavirus, che hanno visto tornare in libertà anche boss di mafia detenuti al regime carcerario stretto del 41 bis – come è accaduto nel caso di Pasquale Zagaria – si è sollevata un’ondata di proteste, soprattutto da parte dei familiari delle vittime.

Ad esempio, Maria Falcone, sorella del magistrato Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia, ha parlato di “inammissibili inefficienze” e l’associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze si è detta “sdegnata” dopo aver appreso della concessione degli arresti domiciliari al capomafia di Palermo Francesco Bonura e ha espresso “preoccupazione che, a causa dell’emergenza Coronavirus, molti dei mafiosi al 41 bis potrebbero lasciare il carcere e tornare alle loro case”.

Ma a dissociarsi da questa linea sono arrivati anche alcuni esponenti delle principali forze politiche, compresi alcuni settori della maggioranza.  “Scelta clamorosa e folle”, l’ha definita Matteo Renzi, mentre il magistrato e parlamentare del Pd Cosimo Ferri, componente della commissione Giustizia della Camera dei Deputati, ha chiesto che il ministro Bonafede riferisca in Parlamento su queste vicende.

Sotto pressione sono quindi finiti il Dap, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia, ma anche lo stesso guardasigilli, Alfonso Bonafede, che adesso è stato chiamato a rispondere di queste vicende proprio dal Movimento 5 Stelle di cui egli stesso fa parte, ma che mantiene un atteggiamento di rigore sulle questioni carcerarie.

Infatti, come pubblicato sul Blog delle Stelle, i parlamentari pentastellati delle Commissioni Giustizia e Antimafia hanno già richiesto di acquisire “tutti i provvedimenti sulle scarcerazioni” per sottoporli ad esame in Commissione, al fine di “svolgere fino in fondo il nostro ruolo di inchiesta e vigilanza”.

Bonafede l’altroieri aveva già annunciato un’inchiesta interna al ministero, ribadendo però che “le decisioni sulle scarcerazioni per motivi di salute vengono adottate in piena autonomia e indipendenza dalla magistratura“. Intanto, ha già “avviato tutti gli accertamenti interni ed esterni, anche presso l’ispettorato, sulle varie scarcerazioni”.

Ma non basta, perchè adesso il ministro della Giustizia si dice pronto anche “a intervenire a livello normativo” e anticipa che “alcune proposte verranno inserite nel prossimo decreto legge” che il Governo sta per varare. A quanto apprende oggi la nostra agenzia stampa Adnkronos, il nuovo provvedimento dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri giovedì per essere approvato insieme al Decreto aprile per il sostegno economico a famiglie e imprese, che il governo spera di chiudere entro quella data.

Secondo le anticipazioni, la “stretta” del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sulle scarcerazioni consisterà nel coinvolgemento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, per evitare da ora in poi nuovi ‘casi Zagaria’. Non solo: il provvedimento del Guardasigilli sarà anche l’occasione per introdurre una proroga per l’entrata in vigore della riforma sulle intercettazioni, come richiesto da diversi uffici giudiziari in tutta Italia.

Un’iniziativa che, però, non piace agli avvocati penalisti, i quali, in un documento emanato oggi dall’Unione delle Camere Penali, esprimono “preoccupazione” per le anticipazioni, da parte del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, “di ipotesi di interventi normativi per prevedere il coinvolgimento delle Direzioni distrettuali antimafia nel procedimento di sorveglianza”. Secondo l’Ucpi “si annunciano interventi privi di qualsiasi sistematicità, al solo fine di dimostrare condivisione alle invocazioni giustizialiste”.



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