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Diffusione di immagini non autorizzate: è reato?

27 Aprile 2020
Diffusione di immagini non autorizzate: è reato?

Cosa rischia chi diffonde su un social network l’immagine di una persona che era già stata pubblicata? 

È possibile pubblicare la foto di una persona che questa ha già in precedenza pubblicato su internet o su un altro social network? È lecito scattare una fotografia di spalle o anche in volto a chi cammina in mezzo a una strada pubblica? E se un tale decide di posare in una foto, così acconsentendo allo scatto, può dopo opporsi alla sua divulgazione? 

Sono in molti a chiedersi se la diffusione di immagini non autorizzate è reato. Sul tema è più volte intervenuta la giurisprudenza e, da ultimo, il tribunale di Bari [1] che, riprendendo l’orientamento ormai stabile della giurisprudenza, ha fornito il seguente chiarimento. 

Si può vietare la diffusione della propria immagine

L’immagine di una persona è protetta dalla legge sul diritto d’autore. Nessuno può, quindi, divulgare il volto altrui neanche se questo è già stato pubblicato dal diretto interessato. C0sì, ad esempio, chi prende da Facebook la foto di un utente per poi pubblicarla su Instagram commette illecito.

Allo stesso modo, non è possibile scattare la foto a un passante solo perché questi passeggia in una pubblica via. E siccome non è possibile allontanare tutti i passanti quando si fa uno scatto a un paesaggio o a un altro obiettivo, se nel mirino della camera dovesse finire uno sconosciuto il fotografo dovrà eseguire un ritaglio prima di pubblicare l’immagine oppure dovrà sgranarla in corrispondenza del volto di questi. Il quale deve essere non riconoscibile. Anche la foto di spalle, quindi, se rende possibile individuare il soggetto ritratto, è illecita.

L’unico modo per pubblicare la foto di una persona è di ottenerne il consenso. Consenso che non deve per forza essere scritto ma che preferibilmente andrebbe raccolto sul tradizionale foglio di carta firmato affinché si possa conservare la prova. 

Di certo, non è possibile desumere il consenso del soggetto ritratto dal fatto che questi abbia già pubblicato quella stessa fotografia sul proprio profilo social.

Revoca del consenso alla pubblicazione di una foto

Non è tutto. Chi ha fornito il proprio consenso alla pubblicazione di una foto può sempre ripensarci e revocare il consenso. Sicché, chi ha diffuso l’immagine, pur non dovendo alcun risarcimento per ciò che ha già fatto con l’autorizzazione dell’interessato, dovrà però ritirare l’immagine da internet. 

Il caso si verifica spesso nelle coppie di coniugi o fidanzati che si lasciano. Nel momento del distacco, uno dei due può imporre all’altro di eliminare, dal proprio profilo social, tutte le foto fatte insieme. 

Allo stesso modo, il consenso prestato allo scatto non può essere esteso anche alla pubblicazione della foto. Così, se in occasione di una festa, uno degli amici posa davanti alla fotocamera del festeggiato ma poi scopre che la foto è stata pubblicata anche sui social senza un suo esplicito consenso, può chiedere la rimozione dell’immagine. In ogni caso, se anche avesse acconsentito in un primo momento alla diffusione della fotografia, potrebbe sempre revocare detto consenso e chiederne la cancellazione immediata.

Cosa rischia chi effettua la diffusione di immagini non autorizzate?

La diffusione di imagini altrui non autorizzata integra innanzitutto un illecito civile e, in particolare, la violazione del cosiddetto diritto all’immagine, da cui discende il divieto di pubblicazione delle fotografie.

Il diritto all’immagine è tutelato dalle seguenti norme: 

  • articolo 10 del codice civile (sull’abuso di immagine altrui);
  • articolo l’articolo 96 della legge sul diritto d’autore n. 633/1941 (divieto di esporre il ritratto di una persona). 

La seconda violazione tocca la normativa sulla privacy. In particolare, l’articolo 6 del Regolamento Ue 2016/679 sulla protezione dei dati, meglio noto come Gdpr, stabilisce la necessità del consenso per trattare dati personali. 

Sotto il primo profilo, quello civilistico, è possibile presentare un ricorso in via d’urgenza al tribunale per ottenere un ordine di immediata rimozione dell’immagine. La sentenza può anche fissare una penale per ogni giorno di ritardo nella rimozione delle fotografie.

È poi possibile ottenere il risarcimento del danno eventualmente patito (tutto però da dimostrare).

Sotto il secondo profilo è possibile richiamare la disciplina penale che, appunto, prevede l’apposito reato per la violazione dell’altrui privacy. Reato che è ancor più grave nell’ipotesi in cui la vittima sia un minorenne. 


note

[1] Trib. Bari, ord. n. 6359/2019 del 7.11.2019.


1 Commento

  1. Ho segnalato più volte a Facebook specificando la persona che pubblicava nella sua pagina, la foto non autorizzata di un minorenne, mio parente, con il quale detta persona non aveva alcun tipo di rapporto. Facebook non mi ha mai dato ascolto dicendo che la pubblicazione non violava le loro regole. Possono farlo ??

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