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Covid-19: rinnovo contratto tempo determinato

2 Maggio 2020
Covid-19: rinnovo contratto tempo determinato

A fine mese (04-2020) scadrà il contratto di lavoro a tempo determinato, iniziato il 13/06/2019 e con due rinnovi consecutivi, senza soluzione di continuità (totale 3 periodi). Il contratto è stato stilato con Agenzia interinale e prestazione di lavoro effettuata presso Azienda parastatale terza. Il contratto in essere può essere rinnovato ulteriormente con altri rinnovi trimestrali, superando quindi i 12 mesi, grazie al DPCM di marzo u.s. o tramite altra soluzione?

Il Suo contratto potrà essere rinnovato, superando il limite dei 12 mesi, ma solo dopo che l’azienda abbia provato le esigenze connesse a questo ulteriore rinnovo che, vedremo, devono essere connotate da incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria. In questo caso, il termine può essere prorogato fino a 24 mesi.

In questo periodo difficile, dovuto alla pandemia in corso, vi è la possibilità di estensione di questi contratti temporanei, ma solo nei settori colpiti da un incremento notevole di attività: pensiamo alle società che gestiscono supermercati, a quelle che producono mascherine, laboratori ed equivalenti.

Così, a parere di chi scrive, è possibile attuare nuove assunzioni, con le motivazioni indicate all’art. 19, comma 1, lettera b, del D.L.vo n. 81/2015, come modificato dal D.L. n. 87/2018 e precedentemente indicate: “esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria”. Infatti, la pandemia ha di certo incrementato in modo imprevisto (e si spera temporaneo) la richiesta di personale, necessario a far fronte alle richieste straordinarie di mercato.

Solo in questo modo si può giustificare un ulteriore rinnovo del contratto da parte del datore di lavoro che, altrimenti, sarebbe vietato dalla legge, la quale – di regola – dopo il decorso dei 12 mesi, esige la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Questo perché il legislatore cerca di punire gli abusi derivanti da una successione di contratti a tempo determinato.

Quello che occorre fare, di comune accordo con l’azienda, è verificare tali presupposti (straordinaria richiesta di mercato collegata al COVID-19).

In presenza di questi non si potrà eccepire la violazione di legge per aver superato il periodo limite di 12 mesi, avendo il datore di lavoro la possibilità di rinnovare il contratto per un ulteriore periodo, coincidente con la straordinarietà del momento.

Ovviamente, l’interesse a bloccare tali rinnovi è solo del lavoratore, unico legittimato a contestare la presenza di quelle esigenze, aventi carattere permanente e durevole, e comunque non temporaneo e di richiederne, pertanto, la trasformazione in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



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