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La nuova app Immuni significa tamponi per tutti?

28 Aprile 2020
La nuova app Immuni significa tamponi per tutti?

Secondo il virologo Crisanti, gli allarmi sui casi positivi costringeranno tutte le persone tracciate ed entrate in contatto con essi a sottoporsi al test.

C’è solo un tema che in questi giorni fa discutere quasi quanto il nuovo Decreto del presidente Conte sulla Fase 2: è la nuova app Immuni che servirà a tracciare i contatti avuti con le persone positive al Coronavirus.

Immuni è già stata scelta dal Commissario all’emergenza, Domenico Arcuri, ma sino ad oggi non è stata ancora diffusa. Non appena sarà rilasciata, potrà essere scaricata su smartphone e il suo uso sarà volontario, dunque non obbligatorio.

Dunque, non ci sono penalizzazioni per chi non la installa,  si potrà uscire di casa senza averla, ma per funzionare efficacemente dovrebbero utilizzarla almeno il 60% degli italiani. Infatti, avviserà chiunque è stato a contatto ravvicinato con una persona risultata positiva al Covid-19.

Oggi, sul tema, è intervenuto il virologo Andrea Crisanti, in un’intervista a Repubblica dove solleva un problema che stavolta non riguarda l’informatica o la privacy ma è di natura socio-sanitaria. Secondo Crisanti, la app Immuni “non serve a niente se non si ha la capacità di fare tamponi a tutti. Anche perché la app farà esplodere la richiesta di tamponi”.

Il virologo spiega così il suo ragionamento e anticipa quello che potrà succedere quando Immuni sarà funzionante: “è ragionevole pensare che i nuovi casi positivi siano molti di più di quelli ufficiali, diciamo 10mila. Se ognuno di loro vede 10 persone al giorno, ci sono 100mila nuovi contatti, tracciati dalla app, che andrebbero verificati con un tampone. Centomila tamponi che vanno a sommarsi ai centomila necessari per personale medico, forze dell’ordine, ecc.”.

Perciò, si chiede: “Siamo pronti a fare 200mila tamponi al giorno?”. La risposta alla domanda dell’esperto potrebbe arrivare presto. Infatti, il Governo è al lavoro per rendere disponibile l’app a partire dal 4 maggio con l’inizio della Fase 2 e, inoltre, sono previste oggi le audizioni del ministro della Salute Roberto Speranza e, del direttore del Dis (Dipartimento Informazioni e Sicurezza) davanti al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) per riferire sulla situazione.

Coronavirus, app Immuni: come funziona? GUARDA IL VIDEO



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