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Come annullare fattura emessa

29 Aprile 2020 | Autore:
Come annullare fattura emessa

Regime fiscale di imprese e liberi professionisti. È possibile correggere errori, revocare pagamenti o modificare atti e documenti?

Se sei un lavoratore subordinato non devi preoccuparti di realizzare particolari adempimenti fiscali. A conclusione del mese di attività, infatti, ti viene erogato lo stipendio e rilasciata la busta paga. La somma che ricevi è netta, ossia già decurtata dalle tasse che il tuo datore di lavoro ha dovuto pagare.

La situazione è radicalmente diversa per le imprese e per i liberi professionisti. Tali categorie di soggetti ogni volta che ricevono il corrispettivo per la prestazione eseguita sono tenuti a rilasciare un documento fiscale. Si tratta di un atto immodificabile, o quasi, che risponde a esigenze di trasparenza tributaria. Ma che cosa accade se si commettono degli errori mentre si predispone tale adempimento? Come annullare una fattura emessa?

La questione è di particolare interesse per chi deve adeguarsi a tali procedure: su ogni fattura, infatti, occorre pagare le tasse collegate al regime fiscale di appartenenza.

Addentriamoci allora nella materia.

Che cos’è la fattura?

La fattura è il documento fiscale che deve essere emesso dal titolare di partita Iva ogni volta che riceve il versamento di un corrispettivo economico. Essa, infatti, consente al libero professionista di essere in regola con il pagamento delle tasse.

La partita Iva è un codice numerico rilasciato, su espressa richiesta del soggetto che ne ha diritto, dall’Agenzia delle Entrate. Essa viene associata alle generalità del suo titolare e al settore produttivo di riferimento e, quindi, al corrispondente codice Ateco.

In particolare, per il sistema fiscale italiano, esistono tre tipologie di contribuenti. Tutti devono versare le imposte e interfacciarsi con l’Agenzia delle Entrate.

Tuttavia, esistono delle differenze di non poco conto sulle metodologie da utilizzare. La distinzione è la seguente:

  • persona fisica lavoratore dipendente: le tasse vengono pagate direttamente in busta paga per il tramite del datore di lavoro. Si parla in questo caso di imposizione fiscale diretta;
  • persona fisica libero professionista: ha un regime fiscale che varia a seconda dei requisiti soggettivi e lavorativi (pensa, ad esempio, ai minimi o al forfettario), ma è sempre tenuto a emettere fattura.
  • persona giuridica che esercita un’attività di impresa in forma singola (ditta individuale) o collettiva (società): le attività produttive esercitate in maniera professionale con il fine di lucro sono obbligate a fatturare.

Nelle ultime due ipotesi, si parla di imposizione fiscale indiretta in quanto il pagamento delle tasse è posticipato a un momento successivo a quello dell’emissione della fattura.

Derogare all’obbligo di rilasciare il documento fiscale corrisponde a realizzare un comportamento illecito. Le sanzioni sono piuttosto severe e hanno contenuto patrimoniale e carattere penale. Infatti, si fa riferimento ai reati tributari e all’evasione fiscale.

Contenuto della fattura

La fattura, poiché assolve a una funzione fiscale, ha un contenuto predeterminato. Le voci che non possono mancare per l’esatta identificazione della prestazione eseguita sono le seguenti:

  1. data di emissione e numero progressivo: il codice attribuito in ordine crescente fa riferimento all’anno in corso e, quindi, inizia dal primo gennaio e si conclude il 31 dicembre;
  2. dati identificativi del professionista (o dell’impresa): nome e cognome (o ragione sociale), indirizzo, codice fiscale, numero di partita Iva e iscrizione nel registro delle imprese;
  3. dati identificativi del cliente: nominativo (o ragione sociale), indirizzo;
  4. dettaglio dell’attività svolta (o prestazione eseguita);
  5. somma pagata e indicazione di eventuali prestazioni aggiuntive (Iva, contributi professionali e così via);
  6. modalità di pagamento.

La regola generale, almeno fino a qualche tempo fa, era quella della fattura cartacea. Oggi, sono state introdotte delle disposizioni specifiche in relazione a particolari settori produttivi.

La fattura elettronica

Dal primo gennaio 2019, è entrato in vigore l’obbligo generalizzato della fattura elettronica a carico dei titolari di partita Iva, sia nelle relazioni tra di loro sia nei rapporti con i consumatori.

In tal caso, è necessario trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni di cessione dei beni e di prestazione dei servizi. La comunicazione deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data di emissione del documento.

Sono esonerati dall’obbligo di fattura elettronica coloro che hanno un regime di vantaggio o forfettario.

Lo scopo evidente della normativa è quella di contrastare ancor più capillarmente il fenomeno dell’evasione fiscale.

È possibile annullare una fattura?

Poniamo il caso che nel compilare la tua fattura hai commesso un errore sull’importo della prestazione. Hai, quindi, bisogno di annullare il documento fiscale che hai già emesso. Come puoi fare?

La procedura che ti serve è quella dello storno. Essa era piuttosto agevole prima dell’entrata in vigore del regime della fattura elettronica. Il documento cartaceo poteva, infatti, essere distrutto e sostituito con uno nuovo e corretto.

La situazione oggi è un pò più complicata. La fattura, infatti, passa al vaglio dell’Agenzia delle Entrate e per variare la situazione è necessario adottare un’apposita nota. In particolare, a seconda, dei casi, è possibile ricorrere a:

  • una nota di variazione in aumento (o nota di debito): viene emessa quando l’importo indicato in fattura è inferiore a quello dovuto;
  • una nota di variazione in diminuzione (o nota di credito): viene emessa quando l’importo indicato in fattura è superiore a quello dovuto oppure nelle ipotesi di errori testuali.

In entrambi i casi, è necessario indicare:

  1.  gli estremi della fattura sbagliata;
  2. la causa dell’errore.

La variazione viene trasmessa all’Agenzia delle Entrate: il sistema di interscambio provvede ad annullare il documento errato e a correggere la tua posizione fiscale. La nuova fattura deve essere inserita, altresì, nei Registri Iva che, di norma, sono curati dal tuo consulente commerciale.



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