Notifiche cartelle di pagamento: Fase 2 anche per il Fisco

28 Aprile 2020
Notifiche cartelle di pagamento: Fase 2 anche per il Fisco

Controlli effettuati ora, ma comunicazione ai contribuenti in seguito e riscossione differita: la proposta del direttore dell’Agenzia delle Entrate al Governo.

La preannunciata valanga di accertamenti fiscali in arrivo ha fatto rumore ancor prima del suo verificarsi, previsto per giugno, quando, se non ci saranno proroghe, l’Agenzia delle Entrate riprenderà a notificare 8,5 milioni di cartelle di pagamento e altri atti della riscossione ai contribuenti italiani.

Lo aveva annunciato pochi giorni fa il direttore dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, durante la sua audizione in Parlamento, dove aveva spiegato che questa mole di atti si è accumulata durante il periodo di lockdown e perciò, in assenza di nuove norme che potrebbero estendere ancora lo stop delle notifiche (finora previsto fino al 31 maggio), a partire dal 1° giugno gli invii riprenderanno.

La nuova ondata prevista è formata appunto dalla presenza degli avvisi di accertamento e delle cartelle di pagamento che sono stati lavorati dagli uffici nel frattempo in questi mesi. Ma adesso il direttore dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, in un’intervista al Sole 24 Ore di oggi, suggerisce un modo che potrebbe “chiudere l’attività ordinaria di recupero senza però andare a citofonare ai contribuenti”.

La proposta di Ruffini mira a separare l’attività di recupero e riscossione delle imposte da quella di notificazione degli atti. La prima potrebbe proseguire normalmente, come è accaduto nel periodo emergenziale della Fase 1, senza incidere sull’attività degli uffici che sono sempre al lavoro.

Infatti – spiega il direttore dell’Agenzia – “l’attività di lavorazione di 30 milioni di atti è ordinaria, altro tema è se si debba o meno spostare in avanti tutta l’attività di conoscenza ai contribuenti. Attenzione, spostamento in avanti che non riguarderà certo le frodi, che sono una piccola parte degli 8,5 milioni di accertamenti. Anche così si tutela la collettività e il buon andamento di ripresa dell’attività economica del Paese”.

Ruffini è consapevole che “con la discesa dei contagi l’emergenza è divenuta economica” ed afferma che, oltre al vaccino per la salute, “il vero antivirus per il sistema Paese è salvaguardare la ripresa dell’economia e del lavoro. E certamente l’Agenzia non può e non vuole mettersi di traverso ma anzi essere volano. Non può essere e non sarà mai un ostacolo alla ripresa economica del Paese“.

Perciò occorrono norme nuove: “Si possono rinviare i termini, sospenderli o interromperli. Tutte ipotesi all’esame del governo”. In questo l’Agenzia delle Entrate – anticipa il suo direttore – “è assolutamente disponibile a un’ipotesi di perimetrare l’attività entro il 2020 per poi portarla a conoscenza in un secondo momento”.

Per il numero uno dell’Agenzia, questa “può essere un’ipotesi. Le strade sono tante, molto delicate, non spetta a me parteggiare per una o per l’altra”. Dunque la proposta lanciata da Ruffini al Governo è quella di “separare in due tempi, anche distanti tra loro, il momento del controllo da quello del recupero“. Sarebbe, come afferma il direttore “una misura mai adottata e straordinaria”, su cui dovranno decidere il Governo ed il Parlamento.



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